ELENCO NOTIZIE

 

  • PRESIDENTE JEAN-CLAUDE JUNCKER Discorso sullo stato dell'Unione 2017

     

  • Relazione introduttiva del V.S.G. del Cgie Rodolfo Ricci

     

  • Newsletter settembre 2017 n.2

  • AICCRE Fiera del Levante 12.09.2017

  • Perchè L’Europa è continuamente oggetto di critiche?

  • L'Europa che vogliamo!

  • Sofia Torneo calcio

  • Newsletter settembre 2017

  • Newsletter luglio 2017

  • Regione Puglia: legge sulla Partecipazione e dichiarazioni del Presidente Michele Emiliano

  • Newsletter giugno 2017

  • Il futuro dell'Europa

  • Incontro a Grenoble

  • SPECIALE VENEZUELA

  • Newsletter Maggio 2017

  • Newsletter Marzo 2017

     

  • Newsletter Dicembre 2016 n.3

  • Newsletter Dicembre 2016 n.2

  • Newsletter Dicembre 2016

  • Newsletter Novembre 2016

  • Lettera a Matteo Renzi

  • Seminario Par Condicio Emozionale 7 novembre 2016

  • Newsletter Ottobre 2016 n.2

  • Lettera a Michele Emiliano e Mario Loizzo su attuazione art. 50

  • Newsletter ottobre 2016

  • Newsletter settembre 2016

  • Newsletter giugno 2016 (2)

  • Riforma del Terzo settore

  • Newsletter giugno 2016

  • Stati Generali: il congresso del Forum delle Associazioni degli italiani nel mondo si terrà a Roma il 29 aprile 2016 in Via Buonarroti. Partecipa

  • Par Condicio Emozionale

 

Strasburgo, 13 settembre 2017

 

Egregio Presidente Tajani,

 

Egregio Primo ministro Ratas,

 

gli ultimi dodici mesi hanno messo alla prova i cittadini europei e noi tutti. Il 2016 è stato un “annus horribilis” per il progetto europeo, sotto molti punti di vista. Dal referendum per la Brexit agli attentati terroristici, dalla crescita lenta alla persistente, elevata disoccupazione in svariati Stati membri, alla crisi migratoria in corso, sono tante le sfide cui l’Europa ha dovuto reagire. I valori europei e le nostre democrazie si sono scontrati col risvegliarsi di forze populiste sia all’interno che all’esterno dell’Unione, mentre cresceva l’incertezza geopolitica connessa alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

 

Solo grazie al duro lavoro e alla leadership politica delle istituzioni dell’UE e dei nostri Stati membri è stato possibile tenere in piedi il progetto europeo in questi tempi burrascosi. Desideriamo ringraziare voi e i membri delle vostre istituzioni per aver sostenuto, con forte impegno, il nostro programma positivo per un’Europa che protegge, dà forza e difende, presentato dal Presidente della Commissione nel discorso sullo stato dell’Unione del 14 settembre 2016. Un programma che ha trovato un’eco immediata nella plenaria del Parlamento europeo e appena due giorni dopo

è  stato accolto con favore dai leader dell’UE a 27 riuniti nel vertice di Bratislava. Insieme abbiamo ottenuto buoni risultati nella realizzazione di questo programma, non da ultimo grazie alla Dichiarazione comune sulle priorità legislative dell’UE per il 2017 firmata dai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea il 13 dicembre 2016. Il nostro Fondo europeo per gli investimenti strategici, finanziato dal bilancio comune dell’UE e sostenuto dall’operato della Banca europea per gli investimenti, ha già consentito investimenti per oltre

 

225 miliardi di euro. La guardia di frontiera e costiera europea è ormai del tutto operativa ai confini esterni dell’UE, dalla Grecia alla Bulgaria all’Italia alla Spagna. Abbiamo mobilitato finanziamenti dell’UE per addestrare la guardia costiera libica e migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli oltre 3 milioni di rifugiati siriani giunti in Turchia.

 

Abbiamo concluso con successo il nostro lavoro per rafforzare la direttiva antiterrorismo e rendere più efficaci le norme per il controllo dell’acquisto e della detenzione di armi da fuoco. Abbiamo affinato gli strumenti per combattere l’elusione fiscale. Abbiamo intrapreso un’iniziativa senza precedenti per la creazione di un Fondo europeo per la difesa e per la prima volta abbiamo convenuto di operare secondo il modello di cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa. Insieme siamo riusciti a far entrare in vigore in via provvisoria un accordo commerciale equo ed equilibrato con il Canada, un partner che condivide i nostri stessi principi riguardo alle norme alimentari e sanitarie e alla diversità culturale. E abbiamo aperto la strada a un partenariato economico ambizioso e basato sui valori con il Giappone. Insieme abbiamo avvicinato tra loro l’UE e l’Ucraina grazie a un accordo di associazione che dovrebbe offrire, col tempo, stabilità e prosperità ai nostri vicini orientali in tutta la regione. Nonostante una strenua opposizione, abbiamo ratificato e difeso l’accordo di Parigi in quanto miglior strumento per gestire i cambiamenti climatici. Da ultimo ma non per importanza, siamo riusciti a giugno ad abolire i costi di roaming per i telefoni cellulari e a rendere gratuita la connessione ai punti di accesso Wi-Fi nelle piazze, nei municipi, nei parchi e nelle biblioteche di tutta Europa già dal 2017. Giunti a metà del nostro mandato, stiamo mandando in porto con più rapidità ed efficacia tutte le dieci priorità stabilite negli orientamenti politici del 2014, a vantaggio dei cittadini e delle imprese europee1.

 

L’Europa sta evidentemente recuperando le forze. La crescita economica si sta intensificando, attestandosi a oltre il 2% (2,2% nella zona euro) e raggiungendo finalmente ogni singolo Stato membro, e da due anni è superiore ai tassi di crescita degli Stati Uniti e del Giappone. Durante questo mandato sono stati creati quasi 8 milioni di posti di lavoro, non esclusivamente ma anche grazie agli interventi delle istituzioni dell’UE, in primis al Fondo europeo per gli investimenti strategici, alla Garanzia per i giovani, ai Fondi strutturali e d’investimento europei e alla politica monetaria della Banca centrale europea. Sia economicamente che politicamente, il vento sta soffiando più a favore dell’Europa. Le recenti elezioni in diversi Stati membri hanno dato nuovo slancio a coloro che sono pronti a difendere i valori europei, a coloro che desiderano gestire e orientare la globalizzazione e costruire un futuro sostenibile, a coloro che preferiscono la cooperazione e l’integrazione al ritiro e all’isolamento.

 

Dovremmo approfittare di questo nuovo slancio. Il vento potrebbe girare e non è certo il momento di riposare sugli allori, perché le sfide dell’Europa restano gravi: dall’instabilità del nostro vicinato e dalle minacce terroristiche ai cambiamenti demografici, climatici e tecnologici; dall’esigenza di investimenti sostenibili e di un’Unione economica e monetaria più resiliente alle crescenti rivendicazioni di maggiore equità sociale e controllo democratico. Se vogliamo riuscire a raccogliere queste sfide, dobbiamo essere pronti a collaborare per prendere subito decisioni che garantiranno il futuro dell’Europa a medio e lungo termine.

 

Il Libro bianco della Commissione del 1° marzo 2017 delinea cinque scenari per il futuro dell’Europa verso il 2025, a cui hanno fatto seguito una serie di documenti di riflessione sulle questioni più rilevanti per il nostro futuro. Questo ha segnato l’inizio di un utile dibattito in tutti gli Stati membri. Solo la Commissione ha organizzato in più di 80 piccole e grandi città 129 dialoghi sul futuro dell’Europa con i cittadini di 27 Stati membri , coinvolgendo anche i parlamenti nazionali.

 

Siamo convinti che sia giunto il momento di passare dalla riflessione e dal dibattito alle prime proposte concrete sul futuro dell’Europa.

 

Oggi vi presentiamo le nostre intenzioni riguardo al programma di lavoro della Commissione per i prossimi sedici mesi, fino alla fine del 2018. Ora che l’Europa guarda al suo futuro, il momento è propizio per esporvi una Tabella di marcia per un’Europa più unita, più forte e più democratica. La Tabella si divide in due parti. In primo luogosuggeriamo azioni e iniziative da presentare e/o completare nei prossimi sedici mesi, in linea con il primo scenario del Libro bianco e con l’agenda di Bratislava. In secondo luogo suggeriamo azioni e iniziative più ambiziose, più lungimiranti e destinate a orientare la nostra Unione fino al 2025, combinando gli scenari 3, 4 e/o 5 del Libro bianco e sfruttando pienamente il potenziale inespresso del trattato di Lisbona.

 

La Tabella di marcia si basa su alcuni principi importanti: l’imperativo di rispettare i nostri valori europei comuni, tra cui lo Stato di diritto; la costante attenzione alla realizzazione e all’applicazione di iniziative prioritarie che presentino un evidente valore aggiunto europeo e rendano l’Europa un posto migliore per i suoi cittadini, in linea con i nostri orientamenti politici del 2014 e con la nostra comune convinzione che l’Unione debba essere grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole; l’esigenza di porre su un piano di eguaglianza i cittadini di tutti gli Stati membri dell’UE e di non tollerare che nell’Unione esistano cittadini di seconda classe, e un forte accento sull’efficacia, sulla democrazia e sulla trasparenza in tutte le nostre azioni comuni.

 

La Tabella di marcia prevede inoltre che dal 29 marzo 2019 il Regno Unito non sia più membro della nostra Unione, avendo inviato la debita notifica conformemente all’articolo 50 del trattato sull’Unione europea. Fino ad allora e oltre vogliamo mantenere quell’unità dell’UE a 27 che abbiamo costruito nei mesi scorsi.

Tabella di marcia per un’Europa più unita, più forte e più democratica (progetto di programma di lavoro della Commissione fino a fine 2018)

 

 

Priorità 1: il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori della proposta “EFSI 2.0” e della proposta “omni-bus”, in particolare delle modifiche del regolamento sulle disposizioni comuni destinate a facilitare l’uso dei Fondi strutturali e d’investimento europei e la loro combinazione con il Fondo europeo per gli investimenti strategici.

 

-- Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2018: realizzare investimenti, finanze pubbliche sane e riforme strutturali, continuando al contempo a fare uso della flessibilità appropriata insita nel patto di stabilità e crescita e identificata dalla Commissione sin dal gennaio 2015; integrare il nuovo quadro di valutazione della situazione sociale che accompagna la raccomandazione della Commissione sul pilastro europeo dei diritti sociali.

 

-- Conseguire risultati su tutti gli aspetti dell’Agenda per le competenze per l’Europa, specialmente attuando “percorsi di miglioramento del livello delle competenze” a livello nazionale, con il sostegno del Fondo sociale europeo, e con particolare attenzione alle competenze di base e al fabbisogno di competenze digitali.

 

-- Pacchetto Economia circolare per favorire l’innovazione, l’occupazione e la crescita, che comprende: una strategia sulla plastica destinata a rendere riciclabili tutti gli imballaggi di plastica sul mercato dell’UE entro il 2030; una proposta di regolamento sul riutilizzo delle acque reflue e una revisione della direttiva sull’acqua potabile; e un quadro di monitoraggio per l’economia circolare.

 

Iniziative da avviare in prospettiva del 2025

 

-- *** Proposta globale per il futuro quadro finanziario pluriennale dopo il 2020 (prevista per maggio 2018) seguita da proposte per la nuova generazione di programmi e nuove risorse proprie.

 

-- Documento di riflessione “Verso un’Europa sostenibile per il 2030” per far seguito agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, compreso l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

 

Priorità 2: un mercato unico digitale connesso

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Pacchetto Cibersicurezza, che introduce misure concrete in risposta al mutato panorama delle minacce informatiche e che include: una proposta volta a rafforzare l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA); una serie di strumenti di esecuzione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione; un piano per fronteggiare con efficacia gli attacchi informatici ai danni di molti Stati membri; il potenziamento dell’autonomia strategica dell’Unione mediante lo sviluppo delle capacità di ricerca, di mezzi efficaci di difesa e igiene informatica e delle competenze giuste, sia in Europa sia con i partner mondiali tra cui la NATO (la Commissione presenta oggi proposte concrete in concomitanza con il discorso sullo stato dell’Unione).

 

-- *** Pacchetto Dati, che sprigiona le potenzialità dell’economia dei dati assicurando il libero flusso in Europa dei dati non personali (la Commissione presenta oggi una proposta concreta in concomitanza con il discorso sullo stato dell’Unione).

 

-- *** Iniziativa sulle piattaforme online intesa a garantire un contesto imprenditoriale equo, prevedibile, sostenibile e affidabile nell’economia online.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori di tutte le 14 proposte legislative volte a completare il mercato unico digitale, tra cui il pacchetto sulle telecomunicazioni e quello sul diritto d’autore, le disposizioni sul blocco geografico, le norme in materia di media e audiovisivi, le disposizioni sulla consegna transfrontaliera dei pacchi, il regolamento e-privacy e le norme UE sulla protezione dei dati personali trattati dalle istituzioni e dagli organi dell’UE.

 

-- Orientamenti della Commissione ad uso dei cittadini, delle imprese e delle amministrazioni pubbliche per l’applicazione diretta, dal 25 maggio 2018, del regolamento generale sulla protezione dei dati, da stilarsi in stretta consultazione con il gruppo articolo 29/il nuovo comitato europeo per la protezione dei dati.

 

-- Revisione delle linee direttrici della Commissione per l’analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato nel settore delle comunicazioni elettroniche.

 

-- Iniziativa intesa a rispondere alle sfide poste alle nostre democrazie dalla diffusione di informazioni false sulle piattaforme online.

 

Priorità 3: un’Unione dell’energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori delle proposte della Commissione volte ad attuare l’Unione dell’energia e le politiche per il clima, tra cui i pacchetti Energia pulita per tutti gli europei, Clima e L’Europa in movimento.

 

-- *** Pacchetto Mobilità e cambiamenti climatici, che contiene proposte legislative in materia di veicoli puliti, norme comuni per il trasporto combinato delle merci, standard per le emissioni di CO2 delle autovetture e dei furgoni, standard per l’efficienza dei carburanti e le emissioni di CO2 degli autocarri e degli autobus e un’iniziativa intesa ad accelerare la creazione delle infrastrutture per i carburanti alternativi.

 

-- Seguito da dare all’aspetto della solidarietà dell’Unione dell’energia, comprendente una proposta di norme comuni per i gasdotti che accedono al mercato interno europeo del gas e la rapida attuazione dei progetti d’interesse comune necessari a collegare i mercati europei dell’energia.

 

-- Sulla base di un mandato forte del Consiglio (progetto di raccomandazione della Commissione del 9 giugno 2017), avvio dei negoziati con la Russia per l’esercizio del futuro gasdotto Nord Stream 2.

 

 

Iniziative da avviare in prospettiva del 2025

 

--  Comunicazione sul futuro delle politiche dell’UE per l’energia e il clima, che contempli anche il futuro del trattato Euratom (tenendo conto della dichiarazione n. 54 di cinque Stati membri allegata all’atto finale del trattato di Lisbona) e la possibilità di ricorrere all’articolo 192, paragrafo 2, secondo comma, del TFUE.

Priorità 4: un mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Una nuova strategia per la politica industriale dell’UE che promuova la competitività, l’innovazione e la leadership tecnologica per assicurare un’occupazione equa e di qualità e che sfrutti le potenzialità delle tecnologie digitali in tutti i settori industriali (presentata oggi in concomitanza con il discorso sullo stato dell’Unione).

 

--   *** Rapida adozione da parte dei colegislatori del pacchetto Servizi e delle misure di esecuzione.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori della proposta di rafforzamento della vigilanza del mercato dei veicoli a motore.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori della proposta in materia di insolvenza delle imprese, ristrutturazione e seconda opportunità, finalizzata a ridurre i costi e la complessità della ristrutturazione delle imprese, offrire una seconda occasione a quelle economicamente sostenibili e aumentare la certezza del diritto per gli investitori transfrontalieri nell’UE.

 

-- Pacchetto di misure di diritto societario dell’UE che, valendosi delle soluzioni digitali, introducono norme efficienti per le operazioni transfrontaliere, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di legislazione sociale e del lavoro.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori delle proposte che rilanciano la base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (CCCTB).

 

--  *** Rapida adozione da parte dei colegislatori della proposta intesa ad agevolare gli adempimenti

 

IVA (imposta sul valore aggiunto) per le imprese di commercio elettronico nell’UE e della proposta che consente di equiparare la tassazione di libri elettronici, quotidiani elettronici e i loro equivalenti in formato cartaceo.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori delle proposte che impongono alle multinazionali di pubblicare le informazioni fiscali principali paese per paese, che introducono nuove regole di trasparenza per gli intermediari della pianificazione fiscale e un elenco comune UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative, stilato in base al quadro di indicatori proposto dalla Commissione.

 

-- *** Pacchetto Equità fiscale, per la creazione di uno spazio unico europeo dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), che contiene: proposte di modifica della direttiva IVA per istituire un regime IVA definitivo per gli scambi transfrontalieri nel mercato unico; una proposta di regolamento del Consiglio relativo alla lotta contro la frode in materia d’imposta sul valore aggiunto nel mercato unico; una proposta di direttiva del Consiglio sul regime comune IVA per le piccole imprese e una proposta di direttiva del Consiglio concernente la determinazione delle aliquote IVA.

 

-- *** Proposta di norme UE che consentono la tassazione dei proventi dell’economia digitale generati dalle multinazionali.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori della proposta di revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori che sancisce il principio della parità di retribuzione a parità di lavoro svolto nello stesso luogo, e della proposta di aggiornamento della normativa sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale intesa anche a garantire il diritto a ricevere le stesse prestazioni per gli stessi contributi versati nelle stesse circostanze.

 

-- *** Proposta d’istituzione di un’autorità europea del lavoro per rafforzare la cooperazione tra le omologhe autorità a tutti i livelli e migliorare la gestione delle situazioni transfrontaliere, e altre iniziative a sostegno di una mobilità equa, come il numero di sicurezza sociale europeo.

-- Proposta di revisione della direttiva sulla dichiarazione scritta per migliorare la trasparenza e la prevedibilità giuridica dei contratti di lavoro, e un’iniziativa sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori atipici e quelli autonomi.

 

--  *** Rapida adozione da parte dei colegislatori della proposta sulla conciliazione tra vita professionale e vita privata.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori di tutte le proposte relative all’Unione dei mercati dei capitali, tra cui il prodotto pensionistico paneuropeo, le modifiche al regolamento sulle infrastrutture del mercato europeo e la raccomandazione della Banca centrale europea a modificare l’articolo 22 dello statuto del SEBC e della BCE.

 

-- *** Pacchetto Unione dei mercati dei capitali, che comprende: la revisione e il rafforzamento dei compiti, della governance e del finanziamento delle autorità UE di vigilanza finanziaria; misure concrete per creare un’autorità unica europea di vigilanza dei mercati dei capitali e adattamenti del comitato europeo per il rischio sistemico; la revisione della disciplina delle imprese d’investimento; un piano d’azione per la sostenibilità finanziaria accompagnato da misure di regolamentazione; un’iniziativa sulla tecnologia finanziaria (FinTech); un quadro europeo che favorisce l’uso delle obbligazioni garantite e modifiche della direttiva sui gestori di fondi d’investimento alternativi e della direttiva concernente gli organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM).

 

-- Pacchetto Alimenti, che include una proposta sulla catena UE di approvvigionamento alimentare elaborata sulla scorta del riesame della politica agricola comune.

 

--  Piano d’azione congiunto sulle politiche nazionali di vaccinazione.

 

 

Iniziative da avviare in prospettiva del 2025

 

-- Comunicazione sulla possibilità di estendere l’uso della deliberazione a maggioranza qualificata e della procedura legislativa ordinaria nelle questioni inerenti al mercato interno, in base all’articolo 48, paragrafo 7, del TUE.

 

Priorità 5: un’Unione economica e monetaria più profonda e più equa

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Pacchetto Unione economica e monetaria, che contiene proposte intese a: trasformare il meccanismo europeo di stabilità in un fondo monetario europeo; creare nel bilancio dell’Unione un’apposita linea di bilancio per la zona euro che ricomprenda 1) l’assistenza alle riforme strutturali prevista dal programma della Commissione di sostegno alle riforme strutturali, 2) una funzione di stabilizzazione, 3) un backstop per l’Unione bancaria e 4) uno strumento di convergenza per dare assistenza preadesione agli Stati membri con deroga a prepararsi all’adozione della moneta unica; integrare nel diritto UE la sostanza del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria facendo uso dell’adeguata flessibilità insita nel patto di stabilità e crescita e identificata dalla Commissione sin dal gennaio 2015.

 

-- *** Indicare nella prossima raccomandazione sulla politica economica della zona euro un orientamento di bilancio sostanzialmente neutrale per la zona euro, a sostegno della politica monetaria della Banca centrale europea e a favore della crescita, dell’occupazione e degli investimenti nella zona euro.

 

-- Rapida adozione da parte del Consiglio della proposta della Commissione volta a introdurre progressivamente una rappresentanza unificata della zona euro presso il Fondo monetario internazionale.

 

-- *** Proclamazione da parte delle istituzioni UE del pilastro europeo dei diritti sociali in esito al vertice sociale di Göteborg.

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori di tutte le misure incluse nel pacchetto sulla riduzione dei rischi nel settore bancario e della proposta di sistema europeo di assicurazione dei depositi.

 

-- *** Pacchetto Unione bancaria, che porta a compimento l’Unione bancaria in tutti i suoi aspetti, in particolare mediante il completamento del dispositivo di sostegno per il Fondo di risoluzione unico, ulteriori misure per ridurre il livello dei crediti deteriorati e un quadro favorevole allo sviluppo dei titoli garantiti da obbligazioni sovrane per una maggiore diversificazione del portafoglio nel settore bancario.

 

Iniziative da avviare in prospettiva del 2025

 

-- Comunicazione sull’eventuale creazione di un ministro europeo permanente dell’Economia e delle finanze (articolo 2 del protocollo n. 14) e relative implicazioni istituzionali.

 

--  Vaglio della possibilità di creare un’attività sicura per la zona euro.

 

Priorità 6: una politica commerciale equilibrata e lungimirante per gestire correttamente la globalizzazione2

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Pacchetto Commercio, che comprende: una comunicazione relativa a una politica commerciale migliore, basata su valori, sostenibile e trasparente che contribuisca a una gestione corretta della globalizzazione e garantisca un approccio equilibrato per accordi commerciali aperti e equi; progetti di mandato per l’avvio di negoziati con l’Australia e la Nuova Zelanda; un progetto di mandato per un nuovo sistema giurisdizionale multilaterale per gli investimenti; un quadro europeo per il controllo degli investimenti diretti esteri nell’UE per motivi di ordine pubblico e sicurezza (la Commissione presenta oggi proposte concrete in concomitanza con il discorso sullo stato dell’Unione).

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori delle proposte intese a modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell’UE e a modificare i metodi anti-dumping, e della proposta modificata relativa a uno strumento per gli appalti internazionali.

 

--  Portare a termine gli accordi con il Giappone, Singapore e il Vietnam.

 

--  Proseguire i negoziati con il Messico e Mercosur.

 

Priorità 7: uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori di proposte per quanto riguarda la lotta contro il riciclaggio di denaro, il sistema di ingressi/uscite dell’UE, il sistema d’informazione Schengen (SIS II), il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS) e il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS).

 

-- *** Pacchetto Antiterrorismo, che comprende: misure contro la radicalizzazione; misure per garantire il rilevamento e la soppressione rapida e proattiva di contenuti illegali di incitamento all’odio, alla violenza e al terrorismo; azioni per bloccare l’accesso agli strumenti utilizzati dai terroristi per preparare e compiere attentati, come le sostanze pericolose o il finanziamento del terrorismo; orientamenti e sostegno agli Stati membri nella protezione degli spazi pubblici e linee guida per la conservazione dei dati.

 

2     Il titolo della priorità 6 è stato aggiornato e reso neutro dal punto di vista geografico, in considerazione del rallentamento dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti, del nuovo contesto geopolitico e del nuovo dinamismo dei negoziati commerciali con altre importanti regioni del mondo. La Com-missione ha tenuto conto di questa realtà nel cambiare il nome del gruppo di Commissari competenti in “gruppo di Commissari per il commercio e la gestione della globalizzazione”.

-- *** Attuazione dell’agenda europea sulla sicurezza mediante proposte di legge che permettano l’interoperabilità dei sistemi di informazione dell’UE per la gestione della sicurezza, delle frontiere e della migrazione e una proposta volta a migliorare l’accesso transfrontaliero delle autorità di contrasto alle prove elettroniche.

 

-- Quadro per le decisioni di adeguatezza e segnatamente una decisione di adeguatezza sui flussi di dati con il Giappone.

 

-- *** Pacchetto “New deal per i consumatori”, finalizzato ad agevolare il coordinamento e l’azione efficace delle autorità nazionali per la tutela dei consumatori a livello dell’UE e a potenziare l’azione repressiva e una migliore tutela dei diritti dei consumatori.

 

-- Orientamenti interpretativi per l’applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali e del regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori al fine di prevenire e risolvere i problemi relativi a differenze di qualità nei prodotti di consumo.

 

Iniziative da avviare in prospettiva del 2025

 

-- Comunicazione relativa a un possibile ampliamento delle attribuzioni della nuova Procura europea al fine di includere la lotta contro il terrorismo, sulla base dell’articolo 86, paragrafo 4, del TFUE.

 

--  Iniziativa per potenziare l’applicazione dello Stato di diritto nell’Unione europea.

 

Priorità 8: verso una nuova politica della migrazione

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori di una riforma del sistema europeo comune di asilo sulla base dei principi di responsabilità e solidarietà, che comprenda proposte relative a: la riforma del sistema Dublino; l’istituzione di una nuova Agenzia per l’asilo; la riforma di Eurodac; il riesame delle condizioni di accoglienza, dei requisiti per l’asilo e della procedura di asilo e il quadro dell’UE per il reinsediamento.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori della proposta sull’ingresso e il soggiorno di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente specializzati (“proposta relativa alla Carta blu”).

 

-- *** Nuovo pacchetto Migrazione, che comprende: la revisione intermedia dell’agenda europea sulla migrazione; misure mirate a promuovere un approccio più efficace in materia di rimpatri; l’ulteriore promozione di percorsi legali mediante l’incentivazione di nuovi impegni per il reinsediamento; una riforma della politica comune in materia di visti e azioni di solidarietà dell’UE a favore degli Stati membri che devono far fronte a un’eccezionale pressione migratoria.

 

-- Pacchetto per consolidare lo spazio di libera circolazione Schengen, comprendente una proposta di aggiornamento del codice frontiere Schengen, e per garantire la piena integrazione della Romania e della Bulgaria nello spazio Schengen.

 

-- Rapida messa in opera del piano europeo per gli investimenti esterni e applicazione del quadro di partenariato in materia di migrazione con i principali paesi terzi di origine e di transito.

Priorità 9: un ruolo più incisivo a livello mondiale

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

--  Rapida adozione da parte dei colegislatori del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa.

 

-- *** Seguito da dare al piano d’azione europeo in materia di difesa, in particolare per quanto riguarda l’attuazione del Fondo europeo per la difesa e dei suoi strumenti finanziari.

 

--  Progetto di mandato per i negoziati di un quadro post-Cotonou.

 

Iniziative da avviare in prospettiva del 2025

 

-- Comunicazione sulla possibilità di potenziare il ricorso al voto a maggioranza qualificata nella politica estera comune, sulla base dell’articolo 31, paragrafo 3, del TUE.

 

-- Strategia per un esito positivo del processo di adesione UE di Serbia e Montenegro, candidati pionieri dei Balcani occidentali, incentrata soprattutto sullo Stato di diritto, i diritti fondamentali, la lotta contro la corruzione e la stabilità generale della regione.

 

Priorità 10: un’Unione di cambiamento democratico

 

Iniziative da avviare e/o completare entro la fine del 2018

 

-- *** Un pacchetto “democrazia” comprendente: una revisione del regolamento riguardante l’iniziativa dei cittadini volta a renderne l’utilizzazione più accessibile, agevole e semplice per gli organizzatori e i sostenitori; una proposta per consolidare la dimensione europea e la trasparenza dei partiti politici e delle fondazioni europei (la Commissione presenta oggi proposte concrete insieme con il discorso sullo stato dell’Unione).

 

-- Proseguimento dello sviluppo del Corpo europeo di solidarietà mediante il coinvolgimento di tutti gli attori rilevanti e la rapida adozione da parte dei legislatori della proposta legislativa entro la fine dell’anno.

 

-- *** Rapida adozione da parte dei colegislatori delle modifiche proposte per il regolamento “comitatologia”.

 

-- Proseguimento della discussione sul Libro bianco sul futuro dell’Europa fino alle elezioni del giugno 2019 (dibattiti, dialoghi con i cittadini, interazione con i Parlamenti nazionali, collaborazione con le regioni).

 

Iniziative da avviare in prospettiva del 2025

 

--  Comunicazione sull’ulteriore rafforzamento dei principi di sussidiarietà, proporzionalità e migliore regolamentazione

 

nel funzionamento quotidiano dell’Unione europea.

 

--  Comunicazione sulle possibilità di una maggiore efficienza alla guida dell’Unione europea.

La lettera di intenti di oggi e la Tabella di marcia per un’Europa più unita, più forte e più democratica rappresentano il punto di partenza per il dialogo interistituzionale in preparazione del programma di lavoro della Commissione del 2018, nell’ambito dell’accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea e dell’ac-cordo interistituzionale “Legiferare meglio”. È forte il nostro impegno a favore di questa importante interazione con il Parlamento europeo, con il Consiglio e con i Parlamenti nazionali. Siamo convinti che i nostri scambi costituiranno una base solida per un programma di lavoro della Commissione politico e focalizzato nei decisivi sedici mesi futuri.

 

Nelle prossime settimane consulteremo il Parlamento europeo e le sue commissioni, il Consiglio e il Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER I e II). Per tutti i prossimi sedici mesi la Commissione continuerà a prodigarsi affinché la nostra legislazione continui a essere adeguata e a basarsi su fatti concreti e affinché vengano eliminati gli oneri superflui, anche portando avanti i lavori della Piattaforma REFIT. Nel prossimo anno dedicheremo particolare attenzione all’adozione e all’attuazione delle proposte rimaste in sospeso. Come sottolinea il Libro bianco della Commissione, se vogliamo che il progetto europeo risulti più credibile e attraente, dobbiamo eliminare il divario tra le promesse e i fatti. Per questo motivo aspettiamo di concordare con voi una nuova dichiarazione comune sulle priorità legislative dell’UE per il 2018, muovendo dall’esperienza costruttiva di quest’anno.

 

Il 2017 e il 2018 potranno diventare gli anni della speranza e del rinnovamento per l’Europa se realizzeremo la nostra agenda comune e se sapremo mostrare ai nostri cittadini che l’Unione europea è qui per proteggerli, per dar loro forza e per difenderli. Nell’attuale contesto geopolitico un’Unione come la nostra è più che mai necessaria. Come hanno affermato giustamente i leader dell’UE riuniti a Roma per il 60° anniversario dei trattati di Roma: siamo “fermi nella convinzione che il futuro dell’Europa è nelle nostre mani e che l’Unione europea è il migliore strumento per conseguire i nostri obiettivi”. Allora cogliamo l’attimo e impegniamoci ancor più che nel passato per rispondere alle preoccupazioni dei nostri cittadini. Il momento di agire è ora.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruxelles, 13 septembre 2017

INTRODUZIONE - IL VENTO NELLE VELE

 

Signor Presidente, Onorevoli deputati del Parlamento europeo,

l'anno scorso in questo stesso periodo, mi sono presentato a voi con un discorso un po' più semplice da pronunciare.

Era evidente a tutti che la nostra Unione non viveva un momento felice.

L'Europa era stata dolorosamente colpita da un'annata che l'aveva scossa fin nelle fondamenta.

Avevamo due sole scelte: o stringerci intorno a un programma positivo per l'Europa, o ritirarci ognuno nel proprio angolo.

Di fronte a questa scelta mi sono battuto per l'unità.

Ho proposto un programma positivo che contribuisse a realizzare - come ho detto l'anno scorso - un'Europa che protegge, che dà forza e che difende.

Negli ultimi dodici mesi il Parlamento europeo ha aiutato a dar vita a questo programma. Continuiamo a fare progressi ogni giorno che passa. Proprio ieri sera eravate impegnati a trovare un accordo sugli strumenti di difesa commerciale e per raddoppiare la capacità di investimento europea.

Vorrei ringraziare anche i 27 leader dei nostri Stati membri. Pochi giorni dopo il mio discorso dell'anno passato, hanno accolto con favore il mio programma al vertice di Bratislava. Anche loro hanno scelto l'unità. Hanno scelto di radunarsi attorno ai nostri valori comuni.

Insieme abbiamo dimostrato che l'Europa può offrire vantaggi ai suoi cittadini dove e quando conta.

Da allora non abbiamo mai cessato di rafforzarci, in modo lento ma sicuro.

Ci ha aiutato la svolta positiva delle prospettive economiche.

Siamo ormai al quinto anno di una ripresa economica che finalmente raggiunge ogni singolo Stato membro.

Negli ultimi due anni la crescita dell'Unione europea ha superato quella degli Stati Uniti. Oggi si attesta al di sopra del 2% per l'Unione nel suo insieme e al 2,2% nella zona euro.

La disoccupazione è ai livelli più bassi degli ultimi nove anni. Finora nel corso di questo mandato sono stati creati quasi 8 milioni di posti di lavoro. Nell'UE lavorano 235 milioni di persone, il numero di occupati più alto mai raggiunto.

La Commissione europea non può prendersi tutto il merito, anche se sono certo che se gli 8 milioni di posti di lavoro fossero stati persi, la colpa sarebbe stata tutta nostra.

Le istituzioni europee hanno contribuito - questo sì - a far girare il vento a favore dell'Europa.

Possiamo vantare il merito del piano europeo per gli investimenti, che ha mobilitato finora 225 miliardi di euro di investimenti con prestiti a oltre 445 000 piccole imprese e più di 270 progetti di infrastrutture.

Ed è merito del nostro intervento deciso se le banche europee hanno riacquistato le capacità patrimoniali necessarie per accordare prestiti alle imprese, in modo che crescano e creino nuovi posti di lavoro.

E abbiamo anche il merito di aver fatto calare i disavanzi pubblici dal 6,6% all'1,6%, grazie a un'applicazione intelligente del Patto di stabilità e crescita. Chiediamo disciplina di bilancio ma siamo attenti a non stroncare la crescita. Malgrado le critiche, il sistema funziona di fatto molto bene in tutta l'Unione.

Sono trascorsi dieci anni da quando è esplosa la crisi e l'economia europea si sta finalmente riprendendo.

Così come la nostra fiducia.

I leader dell'UE a 27, il Parlamento e la Commissione stanno riportando l'Europa nell'Unione. Insieme stiamo riportando l'unione nell'Unione.

L'anno scorso abbiamo visto tutti i 27 leader salire al Campidoglio, uno per uno, per rinnovare il loro solenne impegno reciproco e nei confronti della nostra Unione.

Tutto questo mi induce ad affermare che l'Europa ha di nuovo i venti a favore.

Abbiamo di fronte un'opportunità che non rimarrà aperta per sempre.

Sfruttiamo al massimo questo slancio, catturiamo il vento nelle nostre vele.

Per questo dobbiamo procedere in due modi.

Anzitutto dobbiamo mantenere la rotta fissata lo scorso anno. Restano 16 mesi al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione per conseguire progressi concreti. Dobbiamo usare questo periodo per terminare ciò che abbiamo iniziato a Bratislava e realizzare il nostro programma positivo.

In secondo luogo dobbiamo fissare la rotta per il futuro. Come ha scritto Mark Twain, tra qualche anno non saremo delusi delle cose che abbiamo fatto ma di quelle che non abbiamo fatto. Il momento è propizio per costruire un'Europa più unita, più forte e più democratica per il 2025.

 

SEGUIRE LA ROTTA

Onorevole Presidente, Onorevoli deputati,

mentre guardiamo al futuro, non possiamo perdere la rotta stabilita.

Abbiamo deciso di completare un'Unione dell'energia, un'Unione della sicurezza, un'Unione dei mercati dei capitali, un'Unione bancaria e un mercato unico digitale. Insieme siamo già arrivati a buon punto.

Come testimonia il Parlamento, la Commissione ha già presentato l'80% delle proposte promesse all'inizio del mandato. Adesso dobbiamo collaborare per trasformare queste proposte in legge e la legge in pratica.

Come sempre, dovremo scendere a qualche compromesso. Le proposte della Commissione destinate a riformare il sistema comune di asilo e rafforzare le norme sul distacco dei lavoratori hanno suscitato controversie. Per ottenere buoni risultati occorre che ognuna delle parti faccia un passo verso l'altra. Oggi vengo a dirvi che, fintanto che il risultato finale è quello giusto per l'Unione ed è equo per tutti gli Stati membri, la Commissione sarà disposta a negoziare.

Siamo pronti a presentare il rimanente 20% delle iniziative da qui a maggio 2018.

Questa mattina ho inviato al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e al Primo ministro Jüri Ratas una lettera d'intenti in cui espongo le priorità per il prossimo anno.

Senza elencare qui tutte le nostre proposte, ne citerò cinque di particolare importanza.

In primo luogo voglio che rafforziamo l'agenda commerciale europea.

Sì, l'Europa è aperta agli affari, ma dev'esserci reciprocità. Dobbiamo ricevere quanto diamo.

Il commercio non ha nulla di astratto. Il commercio rappresenta posti di lavoro e creazione di nuove opportunità per le grandi e piccole imprese europee. Ogni miliardo di esportazioni in più sostiene 14 000 nuovi posti di lavoro in Europa.

Il commercio è anche esportazione dei nostri standard, che siano norme sociali o ambientali, obblighi in materia di protezione dei dati o di sicurezza alimentare.

Da sempre l'Europa è un luogo propizio alle attività imprenditoriali.

Ma dall'anno scorso partner di tutto il mondo si mettono in fila alle nostre porte per concludere con noi accordi commerciali.

Con l'aiuto del Parlamento europeo abbiamo appena concluso un accordo commerciale con il Canada che si applicherà in via provvisoria dalla prossima settimana. Abbiamo un accordo politico con il Giappone su un nuovo partenariato economico e buone probabilità di ottenere lo stesso risultato con il Messico e paesi dell'America meridionale entro la fine dell'anno.

E oggi proponiamo di avviare negoziati commerciali con l'Australia e la Nuova Zelanda.

Voglio che tutti questi accordi siano conclusi entro la fine del mandato. E voglio che le trattative siano condotte con assoluta trasparenza.

L'apertura commerciale deve andare di pari passo con l'apertura del processo decisionale.

Su tutti gli accordi commerciali l'ultima parola spetterà al Parlamento europeo. Quindi i suoi membri, così come i membri dei parlamenti nazionali e regionali, devono ricevere tutte le informazioni fin dal primo giorno dei negoziati. La Commissione farà in modo che questo avvenga.

Da oggi in poi la Commissione pubblicherà per intero tutti i progetti di mandato negoziale che propone al Consiglio.

I cittadini hanno il diritto di sapere cosa propone la Commissione. Basta con la mancanza di trasparenza. Sono finiti i giorni delle voci incontrollate, delle continue ipotesi su quali fossero le motivazioni della Commissione.

Esorto il Consiglio a fare lo stesso quando adotta i mandati negoziali definitivi.

Lo ripeto una volta per tutte: il nostro sostegno al libero scambio è tutt'altro che ingenuo.

L'Europa deve sempre difendere i suoi interessi strategici.

È per questo che oggi proponiamo un nuovo quadro dell'UE per il controllo degli investimenti. Se società estere di proprietà statale intendono acquistare un porto europeo, parte di una nostra infrastruttura energetica o un'azienda del settore delle tecnologie di difesa, dovrebbero poterlo fare solo se in modo trasparente, con le dovute valutazioni e discussioni. È nostra responsabilità politica sapere cosa succede a casa nostra per poter proteggere, se necessario, la nostra sicurezza collettiva.

 

In secondo luogo voglio rendere la nostra industria più forte e più competitiva.

Questo vale soprattutto per la nostra base manifatturiera e per i 32 milioni di lavoratori che ne formano l'ossatura, fabbricando i prodotti di eccellenza che danno prestigio all'Europa nel mondo, come le automobili.

Sono orgoglioso della nostra industria automobilistica. Ma sono profondamente turbato quando i consumatori vengono intenzionalmente e deliberatamente imbrogliati. Quindi esorto l'industria automobilistica a gettare la maschera e a raddrizzare la rotta. Invece di cercare espedienti, dovrebbe investire nelle automobili pulite del futuro.

La nuova strategia di politica industriale che presentiamo oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell'innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione.

 

In terzo luogo voglio che l'Europa si ponga alla guida della lotta contro i cambiamenti climatici.

L'anno scorso abbiamo fissato le regole del gioco a livello globale con l'accordo di Parigi, ratificato proprio qui, in quest'aula. Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l'Europa farà in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l'umanità.

Tra breve la Commissione presenterà proposte per ridurre le emissioni di carbonio nel settore dei trasporti.

 

La quarta priorità per il prossimo anno: dobbiamo proteggere meglio gli europei nell'era digitale.

Negli ultimi tre anni abbiamo fatto progressi offrendo agli europei sicurezza online. Le nuove norme presentate dalla Commissione proteggeranno la nostra proprietà intellettuale, la nostra diversità culturale e i nostri dati personali. Abbiamo intensificato la lotta contro la propaganda terroristica e la radicalizzazione online. Ma di fronte agli attacchi informatici l'Europa non è ancora ben attrezzata.

Per la stabilità delle democrazie e delle economie i ciberattacchi possono essere più pericolosi delle armi e dei carri armati. Solo l'anno scorso vi sono stati più di 4 000 attacchi di tipo ransomware al giorno, mentre l'80% delle imprese europee ha subito almeno un incidente di sicurezza informatica.

I ciberattacchi non conoscono frontiere e nessuno ne è immune. Per aiutarci a difenderci la Commissione propone oggi nuovi strumenti, tra cui un'agenzia europea per la cibersicurezza.

In quinto luogo la migrazione deve restare nei nostri radar.

Malgrado le discussioni e le controversie sollevate dall'argomento, siamo riusciti a compiere progressi concreti, anche se, lo ammetto, in molti aree insufficienti.

Oggi proteggiamo più efficacemente le frontiere esterne dell'Europa. Più di 1 700 agenti della nuova guardia di frontiera e costiera europea aiutano 100 000 guardie di frontiera nazionali degli Stati membri a pattugliare territori in Grecia, Italia, Bulgaria e Spagna. Abbiamo frontiere comuni ma gli Stati membri che si trovano geograficamente in prima linea non possono essere lasciati soli a proteggerle. Le frontiere comuni e la protezione comune devono andare di pari passo.

Siamo riusciti ad arginare flussi irregolari di migranti che erano fonte di grave preoccupazione per molti. Abbiamo ridotto del 97% gli arrivi irregolari nel Mediterraneo orientale grazie all'accordo con la Turchia. E quest'estate siamo riusciti a controllare meglio la rotta del Mediterraneo centrale: ad agosto gli arrivi sono scesi dell'81% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

In questo modo abbiamo nettamente ridotto le perdite di vite umane nel Mediterraneo.Quest'anno sono morte 2 500 persone: una tragedia. Non accetterò mai che si lascino morire in mare degli esseri umani.

Non posso parlare di migrazione senza rendere un omaggio sentito all'Italia per il suo nobile e indefesso operato. Quest'estate la Commissione ha di nuovo lavorato gomito a gomito con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il suo governo per migliorare la situazione, in particolare addestrando la guardia costiera libica. Continueremo a offrire all'Italia un forte sostegno operativo e finanziario. Perché l'Italia sta salvando l'onore dell'Europa nel Mediterraneo.

Urge poi migliorare le condizioni di vita dei migranti in Libia. Sono inorridito dalle condizioni disumane dei centri di detenzione e di accoglienza. L'Europa ha una responsabilità collettiva e la Commissione lavorerà di concerto con le Nazioni Unite per porre fine a questo scandalo, che non si può tollerare.

Anche se mi rattrista constatare che la solidarietà non è condivisa equamente tra tutti gli Stati membri, l'Europa nel suo insieme ha continuato a dimostrare solidarietà. Solo nell'ultimo anno i nostri Stati membri hanno reinsediato e dato asilo a più di 720 000 rifugiati: il triplo rispetto agli Stati Uniti, al Canada e all'Australia messi insieme. Al contrario di quanto dice qualcuno, l'Europa non è una fortezza né dovrà mai diventarlo. L'Europa è e deve rimanere il continente della solidarietà dove possono trovare rifugio coloro che fuggono le persecuzioni.

Vado particolarmente fiero dei giovani volontari europei che danno lezioni di lingua ai rifugiati siriani e delle migliaia di giovani che prestano servizio nel nuovo Corpo europeo di solidarietà, perché rendono viva la solidarietà europea.

Ora dobbiamo raddoppiare il nostro impegno. Entro fine mese la Commissione presenterà una nuova serie di proposte incentrate sul rimpatrio, sulla solidarietà nei confronti dell'Africa e sull'apertura di percorsi legali.

Per quanto riguarda il rimpatrio, chi non ha titolo a rimanere in Europa dev'essere rinviato nel paese di origine. Poiché solo il 36% degli immigrati irregolari è rimpatriato, è chiaro che dobbiamo intensificare di molto il nostro lavoro. Solo in questo modo l'Europa potrà essere solidale nei confronti dei rifugiati con reali esigenze di protezione.

La solidarietà non può valere soltanto all'interno dell'Europa. Dobbiamo anche dimostrare solidarietà nei confronti dell'Africa. L'Africa è un continente nobile e giovane, la culla dell'umanità. Il Fondo fiduciario UE-Africa, con una dotazione di 2,7 miliardi di euro, sta creando opportunità di lavoro in tutto il continente. La maggior parte di questo finanziamento proviene dal bilancio dell'UE, contro un contributo di soli 150 milioni di euro della totalità degli Stati membri. Il Fondo sta sfiorando i limiti. Conosciamo i pericoli della carenza di finanziamenti: nel 2015, quando il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha esaurito i fondi, molti migranti hanno preso la direzione dell'Europa. Invito tutti gli Stati membri a passare dalle parole ai fatti e a garantire che il Fondo fiduciario per l'Africa non subisca la stessa sorte.

Lavoreremo inoltre per aprire percorsi legali. La migrazione irregolare si fermerà solo se si aprirà un'alternativa reale ai viaggi perigliosi. Abbiamo reinsediato quasi 22 000 rifugiati dalla Turchia, dalla Giordania e dal Libano e personalmente sostengo l'invito dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite Filippo Grandi a reinsediare altri 40 000 rifugiati dalla Libia e dai paesi circostanti.

Allo stesso tempo la migrazione legale è una necessità per un continente europeo che sta invecchiando. Perciò la Commissione ha presentato proposte per agevolare l'ingresso in Europa dei migranti qualificati grazie alla Carta blu. Ringrazio il Parlamento per il suo sostegno e chiedo un accordo rapido e ambizioso su questo tema importante.

 

 

SPIEGARE LE VELE

Onorevole presidente,

Signore e Signori,

Onorevoli deputati,

ho citato solo alcune delle iniziative che dovremmo completare nei prossimi 16 mesi. Ma neanche questo basterà a riconquistare i cuori e le menti degli europei.

È giunto il momento di fissare la rotta per il futuro.

A marzo la Commissione ha presentato il Libro bianco sul futuro dell'Europa, che illustra cinque scenari su ciò che potrebbe diventare l'Europa nel 2025. Questi scenari sono stati discussi, esaminati e in parte smontati. È giusto: erano stati voluti esattamente per questo. Era mia intenzione lanciare un processo che portasse gli europei a determinare il loro percorso e il loro futuro.

Il futuro dell'Europa non può essere deciso per decreto. Dev'essere frutto di un dibattito democratico e fondamentalmente di un ampio consenso. Questo Parlamento vi ha contribuito attivamente con tre ambiziose risoluzioni sul futuro dell'Europa e partecipando a molte delle oltre 2 000 manifestazioni pubbliche organizzate dalla Commissione da marzo in poi.

È giunto il momento di trarre le prime conclusioni dal dibattito. Il momento di passare dalla riflessione all'azione. Dalle discussioni alle decisioni.

Oggi vorrei presentarvi la mia visione: il mio personale "sesto scenario", se volete.

Questo scenario affonda le radici in decenni di esperienza diretta. Ho vissuto e lavorato per il progetto europeo durante tutta la mia esistenza. Ho assistito a momenti belli e brutti.

Ho preso posto a più lati del tavolo: da Ministro, da Primo ministro, da Presidente dell'Eurogruppo e ora da Presidente della Commissione. Ero presente a Maastricht, ad Amsterdam, a Nizza e a Lisbona, via via che la nostra Unione andava sviluppandosi e ampliandosi.

Ho sempre combattuto per l'Europa. Qualche volta ho sofferto con l'Europa e per l'Europa, ho addirittura disperato.

Nella buona e nella cattiva sorte, non ho mai smesso di amare l'Europa.

Ma è raro un amore senza sofferenza.

Amo l'Europa perché l'Europa e l'Unione europea hanno conquistato qualcosa di unico in questo mondo sfibrato: la pace interna e la pace esterna; la prosperità per molti, se non ancora per tutti.

Dobbiamo ricordarcene nell'Anno europeo del patrimonio culturale. Il 2018 dev'essere una celebrazione della diversità culturale.

 

 

UN'UNIONE DI VALORI

I nostri valori sono la nostra bussola.

Per me l'Europa è più di un semplice mercato unico. È ben più del denaro, più dell'euro. È da sempre una questione di valori.

Nel mio sesto scenario vi sono tre principi che devono costituire sempre il fondamento della nostra Unione: la libertà, l'uguaglianza e lo Stato di diritto.

 

L'Europa è, prima di ogni altra cosa, un'Unione di libertà. Libertà dalle oppressioni e dalle dittature che il nostro continente, e purtroppo nessuno meglio dell'Europa centrale e orientale, conosce fin troppo bene. Libertà di esprimere la propria opinione da cittadini come da giornalisti, una libertà che diamo troppo spesso per scontata. Sono questi i valori su cui è costruita la nostra Europa, ma la libertà non è manna dal cielo; bisogna combattere per ottenerla, in Europa e in tutto il mondo.

 

In secondo luogo l'Europa deve essereun'Unione dell'uguaglianza.

Uguaglianza tra i suoi membri, grandi e piccoli, tra est e ovest, nord e sud.

L'Europa si estende da Vigo a Varna, dalla Spagna alla Bulgaria.

Da oriente a occidente: l'Europa deve respirare con entrambi i polmoni. Altrimenti al nostro continente mancherà l'aria.

In un'Unione delle uguaglianze non possono esserci cittadini di seconda classe. È inaccettabile che nel 2017 vi siano ancora bambini in Europa che muoiono per malattie che avrebbero dovuto essere debellate da tempo. I bambini in Romania o in Italia devono potersi vaccinare contro il morbillo come tutti gli altri bambini d'Europa. Non c'è ma e non c'è se che tenga. Per questo cooperiamo con tutti gli Stati membri per sostenere le campagne di vaccinazione nazionali. Non devono più esserci morti evitabili in Europa.

In un'Unione delle uguaglianze non possiamo permetterci lavoratori di seconda classe. Chi fa lo stesso lavoro nello stesso posto ha diritto alla stessa paga. La Commissione ha proposto nuove norme sul distacco dei lavoratori. Dobbiamo fare in modo che all'applicazione equa, semplice ed efficace di tutte le norme dell'UE sulla mobilità dei lavoratori provveda un organo europeo di ispezione e controllo. Sembra assurdo avere un'autorità bancaria che sovrintende alle norme bancarie, ma non un'autorità del lavoro comune, garante dell'equità nel nostro mercato unico. Ne creeremo una.

In un'Unione delle uguaglianze non possono esserci consumatori di seconda classe. Non accetterò che in alcune parti dell'Europa vengano venduti alla gente prodotti alimentari di qualità inferiore rispetto a quella di altri paesi, nonostante la confezione e il marchio siano identici. Gli slovacchi non meritano che vi sia meno pesce nei loro bastoncini, né gli ungheresi che vi sia meno carne nei loro piatti, o i cechi che vi sia meno cacao nella loro cioccolata. Le normative dell'UE vietano tali pratiche. Dobbiamo attribuire alle autorità nazionali poteri più forti per eliminare le pratiche illegali laddove sussistano.

 

In terzo luogo in Europa la forza della legge ha sostituito la legge del più forte.

Stato di diritto significa che la legge e la giustizia sono esercitate da una magistratura indipendente.

Accettare e rispettare una sentenza definitiva vuol dire essere parte di un'Unione fondata sullo Stato di diritto. Gli Stati membri hanno attribuito la competenza definitiva alla Corte di giustizia europea e tutti devono rispettare le sentenze della Corte. Compromettere tale principio, o compromettere l'indipendenza dei giudici nazionali, significa spogliare i cittadini dei loro diritti fondamentali.

Lo Stato di diritto non è opzionale nell'Unione europea, è un obbligo.

La nostra Unione non è uno Stato, ma una comunità di diritto.

 

 

UN'UNIONE PIU' UNITA

Onorevoli deputati,

questi tre principi devono essere le basi su cui costruire un'Unione più unita, più forte e più democratica.

Quando si discute del nostro futuro, so per esperienza che nuovi trattati e nuove istituzioni non sono le risposte che vuole la gente. Sono solo mezzi per raggiungere uno scopo, nulla di più, nulla di meno. Possono significare qualcosa per noi, qui a Strasburgo o a Bruxelles, ma non significano molto per tutti gli altri.

Le riforme mi interessano soltanto se portano a una maggiore efficienza nella nostra Unione.

Invece di limitarci a invocare modifiche dei trattati - che sono comunque inevitabili - dobbiamo innanzitutto cambiare la mentalità dell' "io vinco se tu perdi".

Democrazia significa compromesso e con un giusto compromesso vincono tutti. Un'Unione più unita deve considerare il compromesso non già in chiave negativa ma come l'arte di creare ponti tra le differenze. La democrazia non può funzionare senza compromessi. L'Europa non può funzionare senza compromessi. Ed è così che deve andare il lavoro tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione.

Un'Unione più unita deve anche diventare più inclusiva.

Se vogliamo rafforzare la protezione delle nostre frontiere esterne, allora dobbiamo aprire immediatamente alla Bulgaria e alla Romania lo spazio Schengen di libera circolazione. Dobbiamo anche permettere alla Croazia di diventare un membro Schengen a pieno titolo, non appena avrà soddisfatto tutti i criteri.

Se vogliamo che unisca il nostro continente anziché dividerlo, l'euro deve diventare qualcosa di più di una moneta di un gruppo selezionato di paesi. L'euro è destinato ad essere la moneta unica dell'Unione europea nel suo complesso. Tutti i nostri Stati membri tranne due potranno e dovranno aderire all'euro non appena soddisferanno tutte le condizioni.

Gli Stati membri che vogliono adottare l'euro devono poterlo fare. Propongo perciò di istituire uno strumento di adesione all'euro che offra assistenza tecnica e anche finanziaria.

Se vogliamo che le banche operino in base alle stesse norme e sotto la stessa vigilanza nell'intero continente, dobbiamo incoraggiare tutti gli Stati membri ad aderire all'Unione bancaria. È urgente completare l'Unione bancaria. Dobbiamo ridurre i rischi che permangono nei sistemi bancari di alcuni Stati membri. L'Unione bancaria può funzionare soltanto se la riduzione dei rischi e la condivisione dei rischi procedono di pari passo. E sappiamo tutti bene che ciò sarà possibile soltanto se verranno soddisfatte le condizioni proposte dalla Commissione nel novembre 2015. Per poter accedere a un sistema comune di assicurazione dei depositi bisogna aver prima fatto i propri compiti.

Se vogliamo evitare la frammentazione sociale e il dumping sociale in Europa, gli Stati membri devono approvare il pilastro europeo dei diritti sociali il più presto possibile, al più tardi al vertice di Göteborg a novembre. I sistemi sociali nazionali rimarranno diversi e separati ancora a lungo, ma dobbiamo almeno impegnarci per un'unione delle norme sociali europee in cui vi sia una visione comune di cosa è giusto sul piano sociale.

L'Europa non può funzionare se dimentica i lavoratori.

Se vogliamo che nel nostro vicinato regni maggiore stabilità, dobbiamo mantenere prospettive di allargamento credibili per i Balcani occidentali.

È chiaro che non ci saranno altri allargamenti durante il mandato di questa Commissione e di questo Parlamento. Non ci sono candidati pronti. Ma dopo l'Unione europea sarà più grande dei suoi 27 membri. I paesi candidati all'adesione devono dare la massima priorità allo Stato di diritto, alla giustizia e ai diritti fondamentali.

Ciò esclude l'adesione della Turchia all'UE nel prossimo futuro.

Da qualche tempo la Turchia si sta allontanando a grandi passi dall'Unione europea.

I giornalisti devono poter stare in sala stampa, non in prigione. Il loro posto è là dove regna la libera espressione.

Questo è il mio appello a coloro che sono al potere in Turchia: rilasciate i nostri giornalisti e non solo loro. Smettetela di insultare i nostri Stati membri paragonando i loro leader a fascisti e nazisti. L'Europa è un continente di democrazie mature. Gli insulti creano ostacoli. A volte ho la sensazione che la Turchia crei intenzionalmente questi ostacoli per poi incolpare l'Europa del fallimento dei negoziati di adesione.

Dal canto nostro, tenderemo sempre le braccia al grande popolo turco e a coloro che sono pronti a collaborare con noi sulla base dei nostri valori.

 

 

UN'UNIONE PIÙ FORTE

Onorevoli deputati,

la nostra Unione ha bisogno di diventare più forte.

Voglio un mercato unico più forte.

 

Per quanto riguarda le importanti questioni del mercato unico, voglio che le decisioni in sede di Consiglio vengano prese sempre più spesso e facilmente a maggioranza qualificata, con il coinvolgimento paritario del Parlamento europeo. Per farlo non serve modificare i trattati. Gli attuali trattati prevedono clausole "passerella" che permettono di passare dall'unanimità al voto a maggioranza qualificata in determinati settori previo accordo di tutti i capi di Stato o di governo.

Sono anche fortemente favorevole al passaggio al voto a maggioranza qualificata per le decisioni relative alla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, all'IVA, alla tassazione equa dell'industria digitale e all'imposta sulle transazioni finanziarie. L'Europa deve poter agire in maniera più rapida e decisa.

 

Voglio un'Unione economica e monetaria più forte.

La zona euro è più resiliente oggi che negli anni passati. Ora abbiamo il meccanismo europeo di stabilità che ritengo debba gradualmente assurgere a Fondo monetario europeo ed essere saldamente ancorato alla nostra Unione. La Commissione presenterà proposte concrete su tale punto in dicembre.

Abbiamo bisogno di un ministro europeo dell'Economia e delle finanze: un ministro europeo che promuova e sostenga le riforme strutturali nei nostri Stati membri. Il ministro potrà basarsi sul lavoro che la Commissione porta avanti dal 2015 con il servizio di assistenza per le riforme strutturali. Il nuovo ministro dovrebbe coordinare tutti gli strumenti finanziari che l'UE può attivare quando uno Stato membro è in recessione o è colpito da una grave crisi.

Non sto chiedendo questa nuova funzione tanto per parlare. Sto chiedendo efficienza. Le funzioni di ministro dell'Economia e delle finanze dovrebbero spettare al Commissario per gli affari economici e finanziari, idealmente anche vicepresidente, che dovrebbe anche presiedere l'Eurogruppo.

Il ministro dell'Economia e delle finanze dovrà rispondere del suo operato al Parlamento europeo.

Non abbiamo bisogno di strutture parallele. Né abbiamo bisogno di un bilancio per la zona euro; quel che serve è una forte linea di bilancio nel bilancio dell'UE.

Non sono nemmeno favorevole all'idea di un parlamento separato per la zona euro.

Il parlamento della zona euro è il Parlamento europeo.

 

L'Unione europea deve essere più forte anche nella lotta contro il terrorismo. Negli ultimi tre anni abbiamo compiuto veri progressi, ma non abbiamo ancora gli strumenti per agire rapidamente in caso di minacce terroristiche transfrontaliere.

Per questi motivi chiedo un'unità di intelligence europea che faccia in modo che i dati relativi al terrorismo e ai combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia.

Ritengo quanto mai opportuno incaricare la nuova Procura europea di perseguire i reati di terrorismo transfrontaliero.

 

Voglio che la nostra Unione diventi un attore globale più forte. Per aver maggior peso nel mondo, dobbiamo riuscire a prendere decisioni di politica estera più rapide. Perciò voglio che gli Stati membri esaminino quali decisioni di politica estera possono passare dal voto all'unanimità a quello a maggioranza qualificata. Il trattato già lo prevede, a condizione che tutti gli Stati membri siano d'accordo.

E voglio anche che dedichiamo più impegno alle questioni della difesa. È in vista un nuovo Fondo europeo per la difesa, così come una cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa. Ci occorre una vera e propria Unione europea della difesa entro il 2015. Ne abbiamo bisogno. E anche la NATO lo vuole.

 

Un'ultima cosa non meno importante: voglio che la nostra Unione si concentri di più sulle cose che contano, sulla base del lavoro già svolto dalla Commissione. Non dobbiamo intrometterci nella vita dei cittadini europei regolandone ogni aspetto. Dobbiamo essere grandi sulle grandi questioni. Non dobbiamo irrompere con un fiume di nuove iniziative né cercare di appropriarci di altre competenze. Dobbiamo anzi restituire competenze agli Stati membri quando ha senso farlo.

Per questo motivo questa Commissione è stata grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole, portando avanti meno di 25 nuove iniziative ogni anno, contro le oltre 100 proposte delle altre Commissioni. Abbiamo restituito competenze quando era più logico che fossero i governi nazionali a intervenire. Grazie al buon lavoro svolto dal Commissario Vestager, abbiamo delegato il 90% delle decisioni in materia di aiuti di Stato a livello regionale o locale.

Per portare a termine il lavoro iniziato intendo istituire, a partire da questo mese, una task force per la sussidiarietà e la proporzionalità che esamini in maniera molto critica tutti gli ambiti d'intervento, in modo da agire solo quando l'UE apporta un valore aggiunto. Il Primo vicepresidente Frans Timmermans, che ha una comprovata esperienza in materia di "legiferare meglio", presiederà questa task force. La "Task force Timmermans", di cui faranno parte deputati di questo Parlamento e dei parlamenti nazionali, dovrà riferire sul suo operato entro un anno.

 

 

UN'UNIONE PIU' DEMOCRATICA

Onorevoli deputati,

Onorevole Presidente,

la nostra Unione deve fare un balzo democratico in avanti.

Vorrei che i partiti politici europei iniziassero la campagna per le prossime elezioni molto prima che in passato. Troppo spesso le elezioni europee non sono state altro che la somma di campagne elettorali nazionali. La democrazia europea merita di più.

Oggi la Commissione propone nuove norme sul finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni. Non dobbiamo riempire i forzieri degli estremisti antieuropei; dobbiamo dare ai partiti europei i mezzi per organizzarsi meglio.

Nutro una certa simpatia per l'idea delle liste transnazionali, ma so perfettamente che molti di voi non saranno d'accordo. Queste liste contribuirebbero a rendere le elezioni del Parlamento europeo più europee e più democratiche.

Credo anche che nei prossimi mesi dovremmo coinvolgere maggiormente i parlamenti nazionali e la società civile a livello nazionale, regionale e locale nei lavori sul futuro dell'Europa. Negli ultimi tre anni i membri della Commissione hanno visitato i parlamenti nazionali più di 650 volte e hanno preso parte al dibattito in più di 300 dialoghi interattivi con i cittadini in oltre 80 piccole e grandi città di 27 Stati membri. Ma possiamo fare ancora di più. Per questo motivo sostengo l'idea del Presidente Macron di organizzare nel 2018 convenzioni democratiche in tutta l'Europa.

Con l'intensificarsi del dibattito, nel 2018 dedicherò particolarmente attenzione all'Estonia, alla Lettonia, alla Lituania e alla Romania che l'anno prossimo festeggeranno il loro 100° anniversario. Per forgiare il futuro del nostro continente occorre capire bene e onorare la nostra storia comune. Questi quattro paesi ne sono parte. L'Europa non sarebbe completa senza di loro.

La necessità di rafforzare la democrazia ha implicazioni anche per la Commissione europea. Oggi trasmetto al Parlamento europeo un nuovo codice di condotta per i Commissari. Il nuovo codice chiarisce innanzitutto che i Commissari possono candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo alle stesse condizioni di chiunque altro. Il nuovo codice rafforzerà naturalmente i requisiti di integrità per i Commissari, sia durante che dopo il loro mandato.

Se vogliamo rafforzare la democrazia europea non possiamo proprio invertire il progresso democratico avviato con la creazione dei candidati capolista: i cosiddetti "Spitzenkandidaten".

Sono sicuro che un futuro presidente trarrà enorme vantaggio dall'esperienza unica di una campagna elettorale in tutti i territori del nostro splendido continente. Per capire la complessità delle sue funzioni e la diversità dei nostri Stati membri, dovrà andare incontro ai cittadini nel municipio di Helsinki così come nelle piazze di Atene. Per esperienza personale so che una campagna elettorale di questo genere rende più umili ma anche più forti durante il mandato. E permette di affrontare gli altri leader del Consiglio europeo con la consapevolezza di essere stati eletti, esattamente come loro. Tutto questo va a vantaggio dell'equilibrio della nostra Unione.

Più democrazia significa più efficienza. L'Europa funzionerebbe meglio se unissimo le cariche di Presidente della Commissione europea e di Presidente del Consiglio europeo.

Non ho niente contro il mio buon amico Donald, con cui ho lavorato bene negli ultimi tre anni. Non si tratta di qualcosa contro Donald o contro me.

L'Europa sarebbe più facile da capire se fosse uno solo il capitano della nave.

Un unico presidente rifletterebbe meglio la vera natura dell'Unione europea quale Unione di Stati e Unione di cittadini.

 

 

 

LA NOSTRA TABELLA DI MARCIA

Onorevoli deputati,

la visione di un'Europa più unita, più forte e più democratica che oggi sto delineando combina elementi di tutti gli scenari che ho presentato a marzo.

Ma il nostro futuro non può restare uno scenario, uno schizzo, un'idea tra le altre.

L'Unione di domani dobbiamo prepararla oggi.

Stamattina ho inviato al Presidente Tajani, al Presidente Tusk e ai titolari delle Presidenze di turno del Consiglio di qui al marzo 2019 una tabella di marcia che delinea le tappe del nostro percorso a partire da adesso.

Un elemento importante è costituito dai piani che la Commissione presenterà nel maggio 2018 per far sì che il futuro bilancio dell'UE sia all'altezza delle nostre ambizioni e ci garantisca di poter realizzare tutto quello che promettiamo.

Il 29 marzo 2019 il Regno Unito uscirà dall'Unione europea. Sarà un momento molto triste e drammatico, che rimpiangeremo sempre. Ma dobbiamo rispettare la volontà dei cittadini britannici.

Il 30 marzo 2019 saremo un'Unione a 27. Propongo di prepararci per bene a questo momento, tra i 27 Stati e all'interno delle istituzioni europee.

Le elezioni del Parlamento europeo seguiranno di solo poche settimane, nel maggio 2019. Gli europei hanno un appuntamento con la democrazia. Devono potersi recare alle urne con una visione chiara di come si svilupperà l'Unione europea nei prossimi anni.

Perciò chiedo al Presidente Tusk e alla Romania, il paese che assicurerà la Presidenza nel primo semestre del 2019, di organizzare un vertice speciale in Romania il 30 marzo 2019. Vorrei che avesse luogo nella meravigliosa città antica di Sibiu (o Hermannstadt per usare il nome che conosco). Dovrebbe essere il momento in cui ci riuniamo per prendere le decisioni necessarie per un'Europa più unita, più forte e più democratica.

È mia speranza che il 30 marzo 2019 gli europei si sveglino in un'Unione in cui noi tutti terremo fede ai nostri valori; in cui tutti gli Stati membri rispetteranno inflessibilmente lo Stato di diritto; in cui partecipare a pieno titolo alla zona euro, all'Unione bancaria e allo spazio Schengen sia la norma per tutti gli Stati membri dell'UE. Un'Unione in cui avremo gettato le fondamenta dell'Unione economica e monetaria così da poter difendere la nostra moneta unica nella buona come nella cattiva sorte, senza dover chiedere aiuto dall'esterno; in cui il nostro mercato unico sarà più equo per i lavoratori dell'est come dell'ovest; in cui saremo riusciti a concordare un forte pilastro di norme sociali; in cui i profitti saranno tassati sul luogo in cui vengono realizzati. Un'Unione in cui i terroristi non avranno scappatoie cui appigliarsi; in cui avremo concordato un'adeguata Unione europea della difesa; in cui un unico presidente guiderà l'operato della Commissione e del Consiglio europeo, perché sarà stato eletto sulla base di una campagna elettorale europea democratica.

Se il 30 marzo 2019 i nostri cittadini si sveglieranno in questa Unione, allora vorrà dire che potranno votare alle elezioni del Parlamento europeo qualche settimana dopo con la ferma convinzione che la nostra Unione sia un posto che loro si addice.

 

 

CONCLUSIONE

Onorevoli deputati,

l'Europa non è stata creata per restare ferma. Non deve stare ferma mai.

Helmut Kohl e Jacques Delors mi hanno insegnato che l'Europa va avanti soltanto quando è ardita. Il mercato unico, Schengen e la moneta unica erano tutti sogni irrealizzabili prima di verificarsi. Eppure oggi questi tre ambiziosi progetti sono realtà.

Sento dire che non dobbiamo mandare tutto all'aria ora che le cose cominciano a migliorare.

Ma non è questo il tempo di procedere con cautela.

Abbiamo iniziato a riparare il tetto, adesso dobbiamo completare il lavoro finché splende il sole.

Perché quando appariranno all'orizzonte le prossime nuvole - e appariranno - sarà troppo tardi.

Allora leviamo l'ancora.

Abbandoniamo i porti sicuri.

E catturiamo il vento nelle nostre vele.

 

Camera dei Deputati - Sala del Mappamondo

 

Ho l’incarico di introdurre i lavori su una questione che, come sapete, da diversi anni il Cgie sta attentamente monitorando: la nuova emigrazione italiana.

 

In numerosi casi, nella precedente consilatura, questo tema è stato al centro dei nostri lavori. Nel 2013 un ordine del giorno votato all’unanimità richiamava le nostre istituzioni a porre particolare attenzione alla crescita di consistenti flussi in uscita dal nostro paese e alle urgenze che essa poneva sul versante dell’orientamento e della tutela.

 

Ripetutamente, sulla base del lavoro delle commissioni del Cgie “Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove” e “Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria” e raccogliendo le sollecitazioni pervenute dalla diffusa rete associativa e di servizio presente all’estero, il Cgie ha richiamato ad una riflessione approfondita su questo tema, partendo dalla considerazione, oggi ampiamente condivisa, che non si tratti di una questione marginale o settoriale, ma di rilievo nazionale che ci interroga rispetto ad una nuova dimensione dei diritti e della tutela dei migranti e al fatto che essa costituisce una cartina di tornasole della condizione attuale e delle prospettive del nostro paese.

 

Il Consiglio Generale degli Italiani all’estero è l’organismo di rappresentanza di una grande comunità di cittadini che lo scorso anno ha raggiunto la quota di 5 milioni di persone sparsi in tanti paesi di emigrazione. Si tratta di oltre l’8% della nostra popolazione. E’ dunque, per consistenza, se vogliamo, la quinta regione italiana, dopo Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. Negli ultimi 10 anni, questa regione “extraterritoriale” è lievitata di oltre il 55%.

 

Stiamo parlando di statistiche ufficiali, dell’Aire e dell’Istat. Ed è noto che questi dati ufficiali prendono in considerazione essenzialmente le iscrizioni all’estero (con i nuovi nati o le acquisizioni di cittadinanza) e le cancellazioni di residenza verso l’estero.

 

Osservando i dati Istat sulle cancellazioni di residenza, la nuova emigrazione comincia a crescere a tassi rilevanti in corrispondenza dell’inizio della crisi economica del 2007-2008, per attestarsi, tra il 2011 e il 2015, su incrementi superiori al 22% all’anno.

 

  Siamo cioè passati dalle 51mila cancellazioni nel 2007 alle 147mila del 2015.

In questi numeri sono comprese anche le cancellazioni di residenza di cittadini immigrati che lasciano l’Italia alla ricerca di lavoro in altri paesi (e che sono mediamente intorno al 20% del totale di chi va all’estero) e anche questo è un dato molto significativo.

 

Per circa l’80% invece si tratta di italiani: per i quali, nello stesso arco di tempo 2007-2015, si è passati dalle 36mila cancellazioni del 2007, alle 102mila del 2015.

In questi numeri sono comprese anche le cancellazioni di residenza di cittadini immigrati che lasciano l’Italia alla ricerca di lavoro in altri paesi (e che sono mediamente intorno al 20% del totale di chi va all’estero) e anche questo è un dato molto significativo.

 

Per circa l’80% invece si tratta di italiani: per i quali, nello stesso arco di tempo 2007-2015, si è passati dalle 36mila cancellazioni del 2007, alle 102mila del 2015.

 

Sulla base di molte sollecitazioni provenienti da nostri consiglieri e dal mondo dell’associazionismo e dei patronati, che ci fornivano una percezione molto più ampia del fenomeno, il Cgie è andato a verificare i dati di ingresso registrati da alcuni dei principali paesi meta dei nostri flussi.

 

Una comparazione che è sempre utile fare e che forse le nostre autorità statistiche dovrebbero porsi.

 

In particolare abbiamo ripreso i dati tedeschi ed inglesi (che sono strutturati secondo le nazionalità e paesi di arrivo), analogamente a quanto aveva fatto il FAIM nella sua assemblea fondativa dello scorso aprile.

 

Da questi dati emerge - in modo inequivocabile - che l’entità della nuova emigrazione italiana è decisamente più ampia di quanto registrato dalle cancellazioni di residenza dell’Istat:

 

Ingressi dall’Italia in Germania e in Inghilterra secondo l’Istat e i rispettivi istituti di statistica locali

ANNO

GERMANIA

 

 

 

GRAN BRETAGNA

 

 

 

                 

 

Dati Istat

Dati   dello

Differenza

Scostamento

Dati Istat

Dati

Differenza

Scostamento

 

 

Statistisches

 

dei dati in %

 

ONS

 

dei dati in %

 

 

Bundesamt

 

 

 

(National Insurance Number)

 

 

 

                 
                 

2011

6.880

30.152

23.272

438 %

5.378

26.000

20.622

484 %

2012

10.520

42.167

31.647

400 %

7.542

32.800

25.258

434 %

2013

11.731

57.523

45.792

490 %

12.933

42.000

29.067

324 %

2014

14.270

70.338

56.068

492 %

13.425

57.600

44.175

429 %

2015

17.299

74.105

56.806

428 %

17.502

62.084

44.582

355%

Totale

60.700

274.285

213.585

451 %

56.780

220.484

181.206

388 %

                 

* Fonti: Italia: Istat; Germania: Statistisches Bundesamt; Gran Bretagna: Office for National Statistics

 

 

Stando dunque ai dati di questi due principali paesi di arrivo dei nostri connazionali, la dimensione che abbiamo di fronte è mediamente tra le 4 e le 4,5 volte più alta di quanto ci dicono le statistiche nazionali.

 

Non abbiamo una serie analoga di dati per altri paesi, ma ciò che si può dedurre, comparando le serie storiche, è che analoghe proporzioni potrebbero registrarsi per paesi come la Svizzera, la Francia, il Belgio, l’Olanda, la Spagna e la Svezia, l’Austria, ma anche per un lontano paese come l’Australia, dove già nel biennio 2011-2012 si è superato il picco storico di inizio anni ’50, con circa 20mila arrivi dall’Italia.

 

Tenendoci al ribasso, l’ipotesi che proponiamo e che ci sembra realistica è che gli espatri effettivi e non di breve periodo si situino, almeno in Europa, in un range tra le 2 e le 2,5 volte il dato Istat.

Cioè tra i 200 o 250mila espatri all’anno, almeno negli ultimi due anni (2014-2015).

 

Se questa proiezione è fondata, dal 2007 al 2015 sarebbero emigrati non 545mila (come ci dicono i dati delle cancellazioni di residenza), ma tra 1 milione e 100mila (nell’ipotesi di un rapporto 2:1 rispetto ai dati Istat), fino ad1 milione e 360milacittadini italiani(nell’ipotesi di un rapporto 2,5:1 rispetto ai dati Istat).

 

Quanto alle ragioni dello scarto tra dati nazionali e dati esteri, è noto che l’iscrizione all’Aire o la cancellazione di residenza viene decisa da chi emigra dopo diversi anni di presenza all’estero, una volta che i rispettivi progetti emigratori si sono stabilizzati. Quindi la fotografia che ci rilasciano le statistiche nazionali non è quella attuale, ma quella di diversi anni fa. Un po' come la luce delle stelle che ci arriva in ritardo, da molto lontano.

 

Se le dimensioni quantitative della nuova emigrazione sono quelle che proponiamo, ci troviamo di fronte ad una qualità del fenomeno non ancora pienamente compresa a livello politico ed istituzionale.

 

Un elemento altrettanto importe è la composizione della nuova emigrazione: secondo l’Istat, risulta che negli ultimi anni circa il 35% di chi è emigrato possedeva una laurea e circa il 30% un diploma si scuola secondaria; mentre poco più del 30% aveva soltanto una licenza media.

 

Quindi la nuova emigrazione non è affatto riassumibile nella narrazione dei cosiddetti cervelli in fuga o dei ricercatori di eccellenza, i quali certamente vi sono, ma sono una componente molto minoritaria; vi è invece anche una consistente componente che potremmo definire “proletaria” e vi è una preponderante quota a media-alta qualificazione che tuttavia, da quanto sappiamo, è costretta, anche all’estero, a svolgere spesso professioni o mansioni ben al di sotto della loro qualifica, seppure con maggiori garanzie e tutele contrattuali rispetto a quelle offerte dal nostro paese.

 

Non vi è qui il tempo per approfondire altri aspetti della tipologia molto differenziata dei nuovi flussi che tuttavia comincia ad emergere da diverse inchieste realizzate più recentemente e che il Cgie farà conoscere e diffonderà. I risultati della ricerca del Cepa che ascolteremo tra breve ce ne fornirà certamente di interessanti.

 

Ma un altro dato vale la pena sottolineare: “nel 2014 oltre la metà dei nuovi emigrati italiani

 

ha un’età compresa fra i 18 e i 39 anni, mentre”Quindi,ilcome20% è f peraltro in quasi tutti i flussi emigratori, la componente giovanile, in piena età attiva e riproduttiva è preponderante e il fatto che vi sia anche un 20% di bambini e ragazzi, vuol dire che a spostarsi sono ormai anche intere famiglie.

 

 

(cfr.: Domenico Gabrielli: Le emigrazioni dei cittadini italiani negli anni 2000 e l’aumento dei laureati – IDOS 2016)

 

Vogliamo quindi di sottolineare quanto segue:

 

·         La “regione extraterritoriale” costituita dalle comunità italiane nel mondo, forse non è la quinta in termini di popolazione, come abbiamo accennato all’inizio, ma più probabilmente seconda soltanto alla Lombardia, essendo più vicina ai 6 milioni che ai 5 milioni che ci rilasciano le attuali fonti nazionali.

 

·         La nuova emigrazione italiana si produce in uno scenario di crisi globale, contrariamente a quella del secondo dopoguerra fino agli anni ’70 che avveniva nel cosiddetto boom economico; e si produce in uno scenario di generale contrazione demografica, in particolare nei paesi UE, contrariamente allo stesso periodo del boom, durante il quale i tassi di incremento demografico erano invece notevoli.

 

·         Rispetto a ciò vi è da tener presente che alcuni paesi da diversi anni incentivano flussi di immigrazione qualificata: tra questi la Germania e la Gran Bretagna (almeno fino alla Brexit).

 

·         Ben 2/3 dei flussi migratori all’interno del nostro continente non provengono da paesi extracomunitari, ma da paesi europei e si sviluppano in nettissima prevalenza lungo le stesse direttrici e cioè dai paesi periferici del sud e dell’est, verso i paesi centrali. La sensazione è che sia in corso una sorta di accaparramento di risorse umane, soprattutto qualificate, a vantaggio di alcuni paesi e a discapito di altri.

 

·         Per quanto riguarda l’Italia i flussi di immigrazione intra ed extracomunitaria non sono sufficienti a compensare la perdita costituita dalla nuova emigrazione e dallo strutturale decremento demografico né sul piano quantitativo e ancora di meno su quello qualitativo.

 

·         Dunque una riflessione ci sembra dovuta sul versante politico: se si accetta una competizione internazionale giocata sul costo del lavoro per attirare investimenti esteri, il rischio è, come si vede, che si produca l’uscita di consistenti stock di forza lavoro qualificata; in questo caso, l’esito è una perdita netta di capitale umano e degli importanti investimenti di cui esso è costituito oltre che delle annesse quote di Pil attuale e futuro. Bisognerebbe essere molto più accorti perché invece la competizione internazionale si gioca oggi, in misura crescente, proprio sulla disponibilità di medio-alte competenze come fattori fondamentali dello sviluppo.

 

·         In questo senso, un’importante punto di discussione per il rilancio della coesione e della sostenibilità del progetto europeo dovrebbe essere quello di un riequilibrio dei flussi migratori interni che salvaguardi il principio della libera circolazione, ma non di una circolazione forzata ed unidirezionale.

 

(Se questi flussi dovessero continuare con la stessa intensità e nella stessa direzione di oggi per tutto il prossimo decennio, la perdita, valutabile anche in temini di Pil e di differenziali di produttività con altri paesi sarebbe enorme. E si concretizzerebbe anzitempo l’inquietante previsione del rapporto Svimez 2015, secondo la quale, solo nel meridione si assisterebbe, al 2050, ad una riduzione di popolazione di quasi 5 milioni di persone).

 

 

 

 

 

 

4

 

Se siamo di nuovo diventati paese di emigrazione, piuttosto che di immigrazione, varrebbe forse la pena tornare a riflettere su una seria programmazione e governance non solo degli ingressi, ma anche delle uscite.

 

·         Infine: In uno scenario in cui, presumibilmente, la crisi continuerà a perdurare e a penalizzare i paesi cosiddetti periferici, l’Italia deve porre in essere misure di orientamento, di accompagnamento e di tutela dei propri giovani emigrati, anche cercando di definirne, nella misura in cui ciò è possibile, le mete, e a sviluppare azioni di orientamento al rientro per evitare che i progetti emigratori diventino definitivi. Accanto ad una governance dei flussi di immigrazione, è necessaria una governance dei flussi di emigrazione.

 

 

Assieme alla tutela dei diritti civili e sociali di questa parte consistente di cittadini italiani, peraltro garantita dalla nostra Costituzione, il Cgie ha sempre mirato a far emergere le grandi opportunità che possono derivare al paese da un rapporto intelligente con le nostre collettività emigrate ed immigrate.

 

In questo caso, pensiamo che sia indispensabile mantenere una relazione positiva e di attenzione con le persone che lasciano oggi il paese affinchè in un futuro prossimo possano tornare a costituire parte integrante del paese, della sua storia e del suo sviluppo.

 

Per far ciò sono necessarie basilari misure di orientamento, di accompagnamento e di assistenza sia alla partenza che all’arrivo che possono essere strutturate con la collaborazione dell’ampia rete di rappresentanza sociale e di servizio presente all’estero e in Italia.

 

******

 

Si tratta di servizi che possono variare dalla somministrazione del bilancio di competenze individuale, alla ricerca di lavoro o della casa, dalle norme contrattuali sul lavoro, sulla tutela e l’assistenza in vigore nel paese prescelto, a corsi di lingua locale, alle relazioni con le reti italiane presenti nel paese di arrivo, sia associative che imprenditoriali ed infine di un servizio di orientamento e di ricerca di lavoro nell’eventualità di un rientro in Italia.

 

In questo senso abbiamo recentemente proposto al Ministro Poletti l’instaurazione di una prassi non episodica di confronto e di discussione con il Cgie, ritenendo il Ministero del Lavoro uno degli attori istituzionali fondamentali per approcciare correttamente questa vicenda, una questione di natura “multifattoriale” e complessa come sappiamo, ma che al suo centro ha certamente la questione del lavoro.

 

Anche il Coordinamento delle Consulte regionali dell’emigrazione ci ha manifestato il pieno sostegno a procedere nella direzione indicata e dunque, auspicando l’attenzione fattiva degli organi parlamentari di Camera e Senato per gli Italiani nel mondo, delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, del Maeci e di altri Ministeri che sarà opportuno coinvolgere, pensiamo vi siano le condizioni per affrontare concretamente e celermente i bisogni e le opportunità illustrate.

 

 

A cura di Rodolfo Ricci

Roma, 28 Marzo 2017

 

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brevi notizie

PENSIONI RESIDENTI ALL'ESTERO E LE REGOLE IN VIGORE

In caso di morte di assicurato o pensionato anche se residente all’estero e iscritto presso una delle gestioni dell’Inps, per i familiari superstiti sorge il diritto a pensione se ricorre una delle seguenti condizioni:
1. che il pensionato deceduto sia titolare di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, anzianità, inabilità e pensione di invalidità) ovvero avendone diritto, ne abbia in corso la liquidazione. In tali casi la pensione ai superstiti assume la denominazione giuridica di pensione di reversibilità;
2. che il lavoratore deceduto abbia maturato i seguenti requisiti: 15 anni di assicurazione e di contribuzione (n. 780 contributi settimanali) anche se totalizzati con i contributi versati all’estero in un Paese convenzionato con l’Italia; ovvero 5 anni di assicurazione e contribuzione (n. 260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni (n. 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso (requisiti perfezionabili con il cumulo della contribuzione estera accreditata in un Paese convenzionato con l’Italia). In tali casi la pensione ai superstiti assume la denominazione di pensione indiretta. Ovviamente per attivare il meccanismo della totalizzazione ai fini del diritto alla pensione ai superstiti si devono soddisfare i requisiti richiesti dalle singole convenzioni.
Vale la pena ricordare che i superstiti del titolare di assegno ordinario di invalidità sono comunque considerati quali superstiti di assicurato, non essendo l’assegno reversibile. In favore dei familiari superstiti di un lavoratore assicurato nel regime retributivo o misto, nel caso in cui non sussista, alla data della morte del lavoratore, il diritto alla pensione indiretta, può essere riconosciuta una indennità per morte rapportata all’ammontare dei contributi versati.
Ma quali sono gli aventi diritto? Iniziamo con il coniuge superstite: il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico ai superstiti da parte del coniuge dell’assicurato o del pensionato deceduto non è subordinato a nessuna condizione soggettiva. Il coniuge cessa dal diritto alla prestazione pensionistica se si risposa. In tale caso, egli (ella) avrà diritto ad un assegno pari a due annualità della pensionenella misura spettante alla data del nuovo matrimonio. Anche il coniuge separato può aver diritto al trattamento pensionistico ai superstiti. Inoltre nel caso in cui l’assicurato, a seguito di divorzio, non si sia risposato, il coniuge divorziato superstite può aver diritto al trattamento pensionistico in presenza di determinate condizioni. Giova ricordare che in caso di concorso di coniuge divorziato e coniuge superstite la ripartizione della pensione sarà operata dal Tribunale italiano a cui il coniuge divorziato dovrà rivolgersi per ottenere il riconoscimento del proprio diritto.
Con l'entrata in vigore della legge del 20 maggio 2016, n. 76, a decorrere dal 5 giugno 2016, il diritto alla pensione ai superstiti è riconosciuta anche in favore del componente superstite dell'unione civile. Hanno inoltre diritto i figli ed equiparati che alla data di decesso dell'assicurato o del pensionato non abbiano superato il 18° anno di età o, indipendentemente dall'età, siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest'ultimo. In assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai genitori dell'assicurato o pensionato che al momento della morte di quest'ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto.
Infine in assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai fratelli celibi e sorelle nubili dell'assicurato o pensionato che al momento della morte di quest'ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto.
Ma quanto spetta?La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell'assicurato e spetta in una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata all'assicurato. Le aliquote di reversibilità sono stabilite nelle seguenti misure: 60% per il coniuge senza figli; 80% per il coniuge con un figlio; 100% per il coniuge con due o più figli; 15% per ogni altro familiare avente diritto, diverso dal coniuge e figli. Qualora abbiano diritto a pensione i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote di reversibilità sono differenziate e prestabilite nella loro percentuale.
Gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario (coniuge, genitori fratelli e sorelle), quasi sempre tuttavia con dei limiti stabiliti per legge.
Giova ricordare infine che la sentenza 174/2016 della Corte Costituzionale ha ritenuto illegittimo il taglio alle pensioni stabilito da un decreto legge che prevedeva un taglio del 10% per ogni anno di matrimonio inferiore ai dieci nel caso di nozze fra persone con differenza di età superiore ai 20 anni e con uno dei due coniugi almeno 70enne. Tali pensioni sono state ricalcolate dall’INPS eliminando la precedente decurtazione.
La domanda per la pensione ai superstiti può essere presentata dagli enti di patronato operanti all’estero attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

FONTE: http://marcofedi.it/fedi-pensione-ai-superstiti-residenti-allestero-e-le-regole-in-vigore/

RESTO AL SUD/ GARAVINI (PD): POSSONO ACCEDERE ANCHE GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO CHE INTENDANO RIENTRARE

“Valgono anche per gli italiani all’estero le misure introdotte dal decreto “Resto al Sud”. Il bando sta per uscire a breve. Si tratta di incentivi pensati per i giovani che risiedono (o che intendano risiedervi entro quattro mesi) in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e che vogliano mettersi in proprio. È un utile strumento pensato per stimolare l’occupazione giovanile in una delle Regioni meridionali in cui la ripresa economica stenta ancora a ripartire”. A darne notizia è Laura Garavini, deputata Pd eletta in Europa.
“I finanziamenti – spiega la parlamentare – possono essere richiesti anche da italiani che risiedono all’estero, purchè entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda riportino la residenza in Italia, in una delle otto Regioni interessate. Si possono ottenere fino a 40.000 euro a testa, di cui il 35% a fondo perduto. Il restante 65% dovrà essere restituito a tasso zero nel giro di 8 anni. Possono partecipare anche più soggetti - già costituiti come società, o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative. Nel qual caso l’importo massimo del finanziamento erogabile può raggiungere un tetto massimo ammissibile di 200 mila euro per ogni singolo progetto”.
“L'agevolazione – chiarisce la deputata – riguarda tutte le iniziative imprenditoriali legate all'artigianato, all'industria, al turismo, alla pesca e ai servizi (restano escluse professioni e commercio). L'obiettivo è raggiungere una platea di 100 mila nuovi possibili posti di lavoro. A breve è prevista la pubblicazione del bando. Per ottenere le risorse basterà presentare un progetto competitivo a Invitalia, l’ente che gestisce la misura “Resto al Sud” per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri. Possono concorrere giovani che hanno meno di 35 anni, che risiedono nel Sud Italia o intendono trasferirvisi, che non hanno mai realizzato un’attività imprenditoriale e che non sono dipendenti a tempo indeterminato”.
“Invitalia sarà tenuta a valutare il progetto proposto entro 60 giorni”, spiega Garavini, che conclude: “sono già stati stanziati complessivamente 1 miliardo e 250 milioni dal Fondo sviluppo e coesione, così da finanziare tali progetti fino al 2025. Si tratta di un’ottima misura di stimolo alla ripresa del Sud Italia. Una misura ancora più valida perchè vuole far leva sull’intraprendenza e sul merito delle nuove generazioni”. (aise)

FONTE: AISE

DOPPIA TASSAZIONE GIOVANI ALL'ESTERO

Con una Guida intitolata “LAVORATORI ITALIANI ALL’ESTERO: come evitare la doppia tassazione e usufruire del credito d’imposta” appena pubblicata, l’Agenzia delle Entrate riprende e conferma il nostro lavoro elaborato e sviluppato nei mesi scorsi in riferimento ai rischi fiscali nei quali incorrono i lavoratori italiani all’estero che non si iscrivono all’AIRE ed omettono di presentare la dichiarazione dei redditi in Italia.

Nella Guida si chiarisce che come regola generale tutti i cittadini italiani che lavorano all’estero e che non sono iscritti all’A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) sono fiscalmente residenti in Italia e devono ogni anno presentare la dichiarazione e pagare le imposte sui redditi ovunque prodotti e che nel caso si ometta di presentare la dichiarazione dei redditi o non si indichino in essa i redditi prodotti all’estero, non spetta la detrazione delle imposte pagate nello Stato estero (comma 8 dell’art. 165 del Tuir). Tuttavia, puntualizza la Guida, per evitare che i propri cittadini subiscano una doppia imposizione, che si avrebbe in seguito al pagamento delle imposte sia nel Paese di produzione del reddito sia in quello di residenza, l’Italia ha stipulato con molti Paesi Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni e riconosce un credito d’imposta per le imposte pagate all’estero nel momento in cui si dichiarano i redditi in Italia con l’applicazione di una norma (articolo 165) contenuta nel Tuir.

Generalmente – conferma l’Agenzia delle Entrate una situazione che abbiamo denunciato –, le Convenzioni non prevedono che sia un unico Stato, tra i due contraenti, ad assoggettare a tassazione un determinato tipo di reddito ( tassazione esclusiva ).

Per questo motivo, è necessario dichiarare in Italia anche i redditi conseguiti all’estero.
Ma, come abbiamo spiegato a più riprese con i nostri comunicati e le nostre informative, la doppia imposizione viene comunque eliminata mediante l’applicazione dell’articolo 165 del Tuir, secondo il quale le imposte pagate all’estero a titolo definitivo sono ammesse in detrazione dall’imposta netta fino a concorrenza della quota di imposta italiana.
L’Agenzia delle Entrate spiega quindi – nella sua Guida – come può rimediare chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi per gli anni precedenti: tramite la Voluntary Disclosure.

Siccome I cittadini italiani che, per motivi di varia natura, non si sono iscritti all’Aire e che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, perdono il diritto di usufruire della detrazione delle imposte pagate all’estero (comma 8 dell’art. 165 del Tuir), e se accertati devono pagare tasse, sanzioni e interessi vari, per non perdere il diritto al riconoscimento delle imposte pagate all’estero, una norma introdotta di recente (la legge di conversione del Dl 50/2017), anche grazie al nostro interessamento, consente, nell’ambito della cosiddetta procedura della “collaborazione volontaria” ( voluntary disclosure ), per la quale è stata disposta la riapertura dei termini di adesione al 30 settembre 2017 (2 ottobre in effetti), di superare il divieto disposto dal comma 8 dell’art. 165.
Tale procedura straordinaria consente, tra l’altro, di regolarizzare le violazioni degli obblighi dichiarativi commesse in materia di imposte sui redditi, usufruendo di benefici sul piano sanzionatorio.

Le indicazioni utili per l’accesso alla voluntary disclosure, come abbiamo già spiegato in un nostro recente comunicato, sono disponibili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle entrate, seguendo il percorso: Home - Cosa devi fare - Richieste, istanze e interpelli - Collaborazione volontaria (voluntary disclosure).

In sostanza – ci ricorda l’Agenzia delle Entrate nella sua Guida - presentando istanza di “collaborazione volontaria” e indicando in essa i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo, in precedenza non dichiarati in Italia, viene riconosciuto il credito per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo.

Nel caso in cui i cittadini italiani non iscritti all’Aire abbiano presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, omettendo però di indicare i redditi prodotti all’estero, per non perdere il diritto di usufruire della detrazione delle imposte pagate all’estero (comma 8 dell’art. 165 del Tuir), possono presentare dichiarazione integrativa ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del Dpr 322/1998. In tal caso, infatti, il reddito oggetto di integrazione deve ritenersi, comunque, dichiarato e, conseguentemente, al contribuente spetta la detrazione delle imposte pagate all’estero.

FONTE: www.marcofedi.it

 

ANNIVERSARIO NASCITA DI MORO: SEI BORSE DI STUDIO

100° NASCITA DI ALDO MORO – 6 BORSE DI STUDIO da €.500,00
I temi individuati per gli elaborati sono:
1) Le opere giovanili di Aldo Moro sino alla Costituente ( 1946);
2) Il contributo di Aldo Moro alla elaborazione della Costituzione;
3) Aldo Moro Giurista;
4) Aldo Moro e la fede Cristiana;
5) Aldo Moro e la politica estera;
6) Aldo Moro Presidente del Consiglio;
7) Aldo Moro Politico;
8) l’Umanesimo di Aldo Moro;
9) Aldo Moro, uomo del dialogo;
10) Aldo Moro nei 55 giorni del rapimento tra “trattativa e fermezza”;
11) Aldo Moro e il concetto di Stato democratico;
12) Aldo Moro e la politica economica;
13) Aldo Moro: organizzazione costituzionale e ruolo dei partiti politici;
I requisiti per poter partecipare sono i seguenti:
1) Residenza Italiana;
2) Età non oltre i 40 anni..
Gli elaborati dovranno essere spediti all’indirizzo di posta elettronica: ass.consiglieri@consiglio.puglia.it e/o per raccomandata all’indirizzo: Associazione consiglieri regionali della Puglia – Regione Puglia – Viale Unità d’Italia, 24/C – 70125 Bari
 

—  Mediterraneo Una strategia per il Mediterraneo

 . Una macroregione è un raggruppamento di entità subnazionali (enti locali e regionali), un territorio comprendente più paesi o regioni, con una o più caratteristiche o sfide comuni, che decidono di riunirsi per cooperare su questioni di interesse comune. Il Congresso è convinto che tale tipo di cooperazione possa dare valore aggiunto in termini di coesione sociale e territoriale e di stabilità democratica.

 

. I vantaggi potenziali sono molteplici. Le economie di scala consentono ai pubblici poteri di svolgere più efficacemente i loro compiti, di migliorare i servizi pubblici e di conseguenza anche la qualità della vita dei cittadini. Le macroregioni possono innalzare il livello dello sviluppo sociale ed economico, e in tal modo creano nuove opportunità in termini di occupazione e di cultura per i cittadini, e accrescono la creatività e la produttività, migliorando al contempo i rapporti di buon vicinato e la comprensione tra i popoli.

—  Macroregione Mediterranea.

              Ecco il nuovo continente degli affari (e non solo)

—  Mediterraneo torna a essere crocevia del mondo

—   

 Macroregione del Sud

                                                                                                                              

—  Juncker:  Accoglienza… EUROPA

 

MEDITERRANEO

—  L'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE:  pratiche attuali e prospettive future,

   in particolare nel Mediterraneo.

  

Commissione per lo sviluppo regionale

 27 giugno 2012

 

 

—  Che rappresenta  il 15% del PIL mondiale, in un bacino che può contare su 535 milioni di persone, il 7,1% della popolazione globale e che accrescerà ulteriormente il suo peso da qui al 2040 sia negli indicatori demografici sia - si insiste nella ricerca - nel valore degli affari, anche grazie a un potere d'acquisto crescente.

—  Oxford Economics: «se l'area Mediterranea fosse un paese unico sarebbe oggi la seconda potenza mondiale, preceduta solo dagli Stati Uniti il cui Pil rappresenta il 22% dell'economia globale e che ha un valore stimato di oltre 19, 2 trillioni di dollari, e precederebbe seppur di poco anche un rivale come la Cina»

 

 

 

Obiettivi della macrostrategia per il Mediterraneo C.E.S.E.

  • conseguire uno sviluppo sostenibile, rafforzando al tempo stesso la competitività delle economie dei paesi situati in questa regione per far fronte all'attuale crisi economica mondiale, creare prospettive occupazionali e ridurre la disoccupazione;

  • —rafforzare le relazioni tra i paesi del Mediterraneo e trasformarli in canali di comunicazione tra l'UE, il Medio Oriente e l'Africa allo scopo di consolidare le condizioni propizie alla pace, al benessere e alla coesione regionale;

  • —elaborare una politica energetica ambiziosa che vada a beneficio sia dei paesi della regione che dell'UE - data la necessità per quest'ultima di assicurarsi fornitori di energia diversificati e di ridurre la sua dipendenza dalla Russia;

  • migliorare i collegamenti per un accesso rapido e senza ostacoli per merci, persone e servizi, con particolare attenzione per la circolazione in condizioni di sicurezza dei prodotti energetici;

  • —  promuovere programmi che creino occupazione a vantaggio dei gruppi che richiedono particolare attenzione (donne, giovani, persone con esigenze specifiche, ecc.).

La macrostrategia per il Mediterraneo (suddivisa in due strategie subregionali, una per il Mediterraneo orientale e l'altra per quello occidentale) deve puntare a trasformare la regione in uno spazio veramente all'avanguardia in termini di scambi commerciali, turismo, civiltà, idee, innovazione, ricerca e istruzione, convertendola in una regione di pace ai fini dello sviluppo e della prosperità sociale.

 

 

Impregilo:  intende giocare un ruolo chiave in questo processo di sviluppo, non solo attraverso la realizzazione di opere complesse in cui siamo specializzati, 
ma anche attraverso la formazione delle nuove generazioni.

Significa costruire insieme il futuro della macroregione del Mediterraneo.
“Manca l’Europa e manca l’unione in questa Unione europea”.

 

 

 

 Ammazzano per un pugno di dollari.
finché ci sarà la guerra, nessun muro, nessuna barriera fermerà questa massa di rifugiati”.
Il momento più importante del secolo scorso è stato quando hanno abbattuto il muro… non dobbiamo ricordare questo secolo per aver ricostruito i muri e le barriere….
Dobbiamo fermare i traffici! E’ urgente ed indispensabile.
Possiamo dire NO! Dobbiamo ACCOGLIERLI ED ORGANIZZARCI!

    Possiamo rifiutare chi fugge dalla guerra? Possiamo dire no ad un bimbo che piange, si dispera … … è solo?

 

 

 

    Possiamo respingerlo, cacciarlo?
Non ha la Patria, la casa, una città … una famiglia! Ha perso tutto, … non ha nulla! Ha solo la speranza del futuro!
Possiamo dire no? Fargli perdere la voglia, la forza di sperare?
Dobbiamo accoglierli, questa Europa non è quella che vogliamo!

 

 Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ritiene che, nonostante la situazione particolarmente delicata e per il momento ancora confusa che regna nel Mediterraneo, esistano oggi i presupposti[1] per l'instaurarsi di un dialogo multilivello tra la Commissione europea, gli Stati membri, i paesi aderenti al partenariato euromediterraneo, gli enti regionali e locali, nonché la società civile organizzata, ai fini della creazione di una strategia per la macroregione del Mediterraneo (suddivisa in due unità), in grado di soddisfare le esigenze della regione rafforzandone la competitività a livello internazionale.

 

Il CESE riconosce che il bacino del Mediterraneo costituisce una regione particolarmente estesa, caratterizzata da situazioni diverse in termini economici, sociali, politici e culturali, e composta da paesi le cui strutture e infrastrutture sono anch'esse diverse (membri dell'UE, paesi terzi in via di adesione, paesi terzi aderenti al partenariato euromediterraneo); propone quindi di concepire due politiche subregionali (Mediterraneo orientale e occidentale) che cooperino in stretta interconnessione sia tra loro sia con la strategia subregionale per l'Adriatico e lo Ionio

Prospettive nel Mediterraneo

11.  suggerisce alla Commissione di coordinare un processo di riflessione e di concertazione per le strategie macroregionali future; ritiene che si tratti di individuare le zone prioritarie tenuto conto della mancanza di cooperazione o dell'esigenza di rafforzare la cooperazione esistente tra aree europee appartenenti a Stati membri diversi ma partecipi di uno stesso territorio; reputa che tale concertazione debba concludersi con l'elaborazione di una "mappa previsionale delle macroregioni europee", frutto di un'ampia concertazione con le regioni e gli Stati membri interessati, che non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali;

12.  è del parere che le strategie macroregionali necessitino di un migliore allineamento dei finanziamenti, di un uso più efficiente delle risorse esistenti e di un coordinamento degli strumenti; ritiene che – sebbene tali strategie non abbiano bisogno né di nuovi finanziamenti, né di nuovi strumenti istituzionali, né di una nuova regolamentazione – tuttavia l'accompagnamento delle medesime giustifichi un sostegno con fondi europei sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica e di stanziamenti per la fase preliminare di valutazione e raccolta dati e per l'eventuale start-up, e ritiene altresì che la strategia macroregionale debba favorire i progetti strutturali tenendo conto del quadro finanziario pluriennale 2014-2020;

13.  invita la Commissione e il Consiglio a tenere conto delle strategie macroregionali dell'UE all'atto della decisione su talune dotazioni di bilancio, quali i fondi strutturali e di coesione, la ricerca e lo sviluppo e, in particolare, la cooperazione regionale;

   14. chiede l'introduzione di un percorso obbligatorio per i programmi operativi mirato alle rispettive priorità delle strategie macroregionali al fine di garantire il miglior coordinamento possibile degli obiettivi e dei mezzi;

   15.  sostiene l'attuazione di una strategia macroregionale per il bacino del Mediterraneo al fine di offrire un piano d'azione volto ad affrontare le sfide comuni e le problematiche cui sono confrontati i p paesi e le regioni mediterranee e al fine di strutturare questo spazio essenziale per lo sviluppo e l'integrazione dell'Europa, e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire rapidamente in tal senso;

Macroregioni:raccomandazione 331. 23a SESSIONE Strasburgo,18.10.012

 

 

Il  Comitato economico e sociale europeo C.E.S.E. parere, stralcio

 

Obiettivi della macrostrategia per il Mediterraneo: rafforzare le relazioni tra i paesi del Mediterraneo e trasformarli in canali di comunicazione tra l'UE, il Medio Oriente e l'Africa allo scopo di consolidare le condizioni propizie alla pace, al benessere e alla coesione regionale;

La macrostrategia per il Mediterraneo (suddivisa in due strategie subregionali, una per il Mediterraneo orientale e l'altra per quello occidentale) deve puntare a trasformare la regione in uno spazio veramente all'avanguardia in termini di scambi commerciali, turismo, civiltà, idee, innovazione, ricerca e istruzione, convertendola in una regione di pace ai fini dello sviluppo e della prosperità sociale.

 

 

Lesfide che deve affrontare il Mediterraneo

Uno stralcio da un documento del CESE

Va segnalato che, dato il numero di programmi e di iniziative già concepiti a favore sia del Mediterraneo allargato (partenariato euromediterraneo, anche noto come processo di Barcellona) sia di regioni più specifiche come lo Ionio e l'Adriatico (cooperazione territoriale nel Mediterraneo tramite la macroregione dell'Adriatico e dello Ionio), la nuova macrostrategia dovrà abbracciare tutti i paesi del Mediterraneo, vale a dire gli Stati membri dell'UE (Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Grecia, Cipro, Slovenia, Malta) e i paesi terzi (Croazia, Montenegro, Albania, Turchia, Libano, Siria, Palestina, Giordania, Israele, Egitto, Libia, Algeria, Tunisia e Marocco).

 

Prima, però, di descrivere il quadro di obiettivi e di politiche, occorre individuare le sfide che la regione deve affrontare.

In primo luogo il Mediterraneo, soprattutto quello orientale, presenta una grande importanza storica e accoglie sulle sue sponde alcuni Stati membri dell'UE, ma anche paesi terzi che presentano stadi diversi di sviluppo. A motivo di questa coabitazione, dell'attività economica e dell'intenso traffico di merci, persone e imbarcazioni che ospita da secoli, la regione del Mediterraneo è caratterizzata da flussi significativi dal punto di vista commerciale, ma anche umano, mentre le relazioni economiche tra i paesi della regione restano particolarmente limitate (per fare un esempio, mancano collegamenti aerei e marittimi diretti tra i paesi del Mediterraneo orientale). Non è privo di fondamento pensare che la cooperazione euromediterranea si limiti purtroppo alle relazioni tra i paesi del Mediterraneo meridionale e l'UE o a relazioni bilaterali tra tali paesi e determinati Stati membri.

La macrostrategia per il Mediterraneo (suddivisa in due strategie subregionali) deve inserirsi nel quadro della strategia Europa 2020, dei programmi esistenti e dei meccanismi di agevolazione finanziaria dell'UE[2], e ricorrere a iniziative europee come il programma Interact per la fornitura di assistenza tecnica e formazione[3]. Andrà però creata una nuova struttura per gestire e agevolare il funzionamento delle istituzioni. La strategia macroregionale dovrà far nascere nuovi approcci che costituiscano un vantaggio per i paesi coinvolti, con la prospettiva di misure pratiche e di politiche da poter applicare con successo.

La strategia per il Mediterraneo (orientale e occidentale) dovrà essere tracciata con l'ausilio di tutti gli strumenti esistenti e tener conto degli aspetti dell'approccio mediterraneo che riguardano le relazioni esterne. Dovrà essere incentrata su un coordinamento più efficace tra le azioni e le politiche della Commissione europea, da un lato, e degli Stati membri, delle regioni, degli enti locali e di altri organismi interessati, dall'altro, se si vuole che dia buoni risultati.

 

Dal momento che le macroregioni non presentano confini ben definiti, le questioni che esse sceglieranno di promuovere dovranno privilegiare le sfide riconosciute di comune accordo e i punti comuni che ne consentono la risoluzione, ed essere collegate anche con altre strategie macroregionali individuate dall'UE, mettendo in opera una combinazione ben definita di politiche e di azioni selezionate dai paesi partecipanti.

 

Misure necessarie per realizzare la nuova strategia

 

Nel contesto definito in precedenza, l'approccio della strategia macroregionale per il Mediterraneo dovrebbe comprendere più in particolare le misure che seguono.

Va creato un meccanismo appropriato di coordinamento-gestione per la realizzazione della strategia macroregionale che sia in grado di coordinare il gran numero di organismi europei e di enti locali coinvolti. Si propone di conseguenza di:affidare alla Commissione (e più precisamente alla DG REGIO, in collaborazione con il Servizio europeo per l'azione esterna) il coordinamento delle azioni della strategia macroregionale perché questa costituisca una politica ufficiale dell'UE;

 

creare due macrostrategie subregionali per il Mar Mediterraneo, una per il Mediterraneo orientale e l'altra per quello occidentale, a causa delle loro caratteristiche peculiari sul piano economico, sociale, geografico e culturale. Assieme alla strategia per l'Adriatico e lo Ionio, le due strategie subregionali copriranno l'intero bacino del Mediterraneo.

 

Si propone inoltre di prendere come modello di lavoro le strutture utilizzate nella strategia per l'Atlantico (DG MARE), vale a dire:

 

 

 

 

—  Dobbiamo trovare le soluzioni:

   la realizzazione delle macroregioni del   Mediterraneo certamente può essere utile  per affrontare meglio l'Esodo.

—  E’ una strategia che segnerà la svolta ed è una sfida,
una grande opportunità di sviluppo, uno modo di operare e programmare, scegliere le priorità e preparare progetti. 

   E’ d’ importanza strategica perché sposterà il baricentro europeo verso il Sud… agire domani sarebbe già tardi!

   Moro:”Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e nel Mediterraneo perché l’Europa intera è nel Mediterraneo”



  • Relazione del Parlamento europeo del 27 giugno 2012 sulla Evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare  nel Mediterraneo, commissione per lo Sviluppo regionale, relatore: François Alfonsi (A7-0219/2012).

  • Risoluzione del Parlamento europeo del 3 luglio 2012 sulla Evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo (2011/2179(INI)).

  •  Regolamento (CE) n. 1638/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, recante disposizioni generali che istituiscono uno strumento europeo di vicinato e partenariato, GU L 310 del 9.11.2006, pag. 1.

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Siamo presenti davanti all'unificazione del Occidente sotto la guida della grande potenza mondiale. Dopo l'11 settembre 2001, nell'Occidente non ce molto spazio alle diverse opinioni e alternative. Viviamo in un ordine globale, dove regge il diritto del più forte. Migliorerà, resterà cosi o la situazione peggiorerà dopo la vittoria di Donald Trump? Come l'UE affronterà a queste sfide globali? Cosa succederà dopo la Brexit e le elezioni presidenziali in Francia e Germania? Chi sarà il garante della pace, della democrazia, delle società multiculturali, dei diritti dell'uomo, della creazione dei ponti tra la gente e popoli, se l'Europa non saprà affrontare i populismi, il terrorismo, l'immigrazione incontrollata, la sicurezza dei cittadini e posizionarsi in modo adeguato al livello internazionale? Come salvaguardare e sviluppare le capacità di accogliere e integrare culture diverse in uno scenario globale dove la guerra non rappresenta più soltanto un' espressione della politica, ma diventa un fattore fondamentale per creare nuove politiche. Il Nuovo ordine mondiale non ha più il bisogno di giustificare i propri comportamenti, perchè come dice, sta dalla parte del 'Bene assoluto'. In questo contesto globale, si diffonde sempre di più una frammentazione delle nostre società, aumentano i conflitti tra la gente, gruppi etnici, stati e religioni; milioni di persone sono costrette a lasciare le proprie case. Come conseguenza di tutto questo abbiamo il caos, la crescita dell' odio e populismo, l'aumento dei terroristi, costruzioni di nuove barriere tra la gente, popoli e religioni. Nel frattempo in Europa, nessuno ha il coraggio di prendere la propria parte di responsabilità per la demolizione degli stati sovrani. L'opinione pubblica in Europa e' impaurita, e quindi pronta ad accetare ogni tipo di attività preventiva.Il processo di disintegrazione sta prendendo una velocita' che fa paura. Ma questo declino è reversibile?

 

Per capire meglio cosa stà succededo oggi con la crisi migratoria nell'UE, con i populismi e le manovre militari ,  e' importante capire quello che stanno parlando e facendo i poteri forti. Tra l'altro bisogna ascoltare p.e. le parole del ex segretario di Stato degli Stati Uniti la sig.ra Hillary Clinton, quando rilasciò un’intervista a Jeffrey Goldberg ( The Atlantic ). «È stato un fallimento“, disse la Hillary, „Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, secolaristi ed altri. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi“. La Hillary confessa; „quello che oggi viene ritenuto il 'male assoluto', è in realtà una nostra creatura.  Joe Biden-l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, quando ottiene una relazione all'Università di Harvard davanti un pubblico molto qualificato, tra l’altro disse: "Il problema principale dei nostri alleati; la Turchia, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che hanno investito milioni di $ e migliaia di tonnellate alle armi distribuite a tutti coloro che desiderano rovesciare Bashar al-Assad. Una quantità enorme di armi e denaro che è andato nelle mani di estremisti”. Nel 2007 il generale americano Wesley Clark (ex comandante delle forze NATO) in un’intervista televisiva, tra l’altro disse:” Di nuovo ho visitato il mio collega generale presso il Ministero della Difesa nel 2001. Ho fatto la domanda; "Abbiamo davvero intenzione di andare in Iraq"? Lui rispose; “E’ molto peggio, vedi questo documento che ho ricevuto dal nostro Ministero; nei prossimi anni dobbiamo sistemare le cose in Iraq, Libano, Libia, Siria, Sudan, Somalia ed infine - in Iran. Quindi, alcune decisioni chiave che ora hanno un collegamento diretto con la crisi migratoria in Europa, il terrorismo e l’avanzamento dei partiti nazionalisti e populisti nell’Unione, sono state approvate molti anni fà. Anche il senatore americano Rand Paul confessa;“I falchi nel nostro partito hanno fornito indiscriminatamente armi agli estremisti. Sono stati loro a creare questa gente”. Senza prendere in cosiderazione questi fatti, non è possibile raggiungere ad un consenso politico nell'UE verso la politica migratoria, la sicurezza europea e come affrontare il terrorismo e populismo.Dott. Rayed Krimly - ambasciatore della A. Saudita, ha definito il terrorismo come “un prodotto di moderne ideologie politiche e gruppi che mirano al potere“.

 

Tempo fa, la Francia rappresentava un paese che ha ottenuto molto successo nell’integrazione degli stranieri; Italiani, Spagnoli, Portoghesi, Polacchi, delle ex colonie francesi ed altri, anche nel periodo dopo la seconda guerra mondiale. Purtroppo oggi, il processo di integrazione nella società multiculturale francese (e non solo quella francese), non funziona come prima. La Francia è oggi nota per una crescente lacerazione interna della società. Perchè questo sta succedendo anche alla terza generazione dei cittadini francesi, nati in Francia, parlano il francese..., però non si sentono appartenenti alla cultura occidentale?

Una ricerca sociologica del 1996 (dr. D. Sekulić), identificò cinque componenti rilevanti della società croata: l’atteggiamento conservativo, il liberalismo economico, il nazionalismo, l’autoritarismo  e l’antiliberalismo. Dalle ricerche successive, risulta che nel periodo di transizione, emerge un’ incidenza significativa dell’elemento autoritario, che va a braccetto con il nazionalismo. Se osserviamo i cambiamenti  negli orientamenti valoriali avvenuti nel corso degli anni, come afferma il professore D. Sekulić con i suoi collaboratori nel suo lavoro “Quadro sociale e sistema dei valori” nel 2012, possiamo notare alcune conclusioni interessanti. Per quanto riguarda i risultati antecendenti il 2004, è dato concludere che nel rapporto tra autoritarismo e liberalismo ci sia un gap. Lo stesso non vale  per i risultati ottenuti dopo il 2010, quando il liberalismo e l’autoritarismo entrano entrambi a pieno titolo  nella “famiglia del tradizionalismo”. Si pone la domanda; ma questo fatto che cosa  comporta  alla quotidianità  della società e della politica ? Nel frattempo è aumetata l’esclusivita’ nazionale. Dopo la frantumazione del sistema socialista, in Croazia succedono cambiameni radicali. In un primo momento questi cambiamenti avvenirono in nome della modernizzazione e della riscoperta dei valori tradizionali, ma con il passare del tempo é prevalsa quest’ultima in tutti suoi aspetti inerenti all’identità politica. L’esperienza maturata con il liberalismo nella forma praticata da chi governò il Paese dal 1991 fino al 2010, con una breve interruzione nel mandato del governo di coalizione di centrosinistra (2000 – 2003), stando ai risultati della ricerca, avrebbe portato a una costante erosione dei valori della modernità durante lo svolgimento dei processi di privatizzazione. Parallelamente alla reduzione del sostegno ai valori liberal-democratici e socialdemocratici, si verificò un aumento della fiducia verso l’autoritarismo. A conclusioni simili è giunto anche il prof. Josip Županov nelle sue ricerche. Županov tra l’altro scrisse:” L’antiprofessionalita’ gioca un ruolo molto importante nella societa’ croata”. Quindi la societa’ croata oggi non è politicamente determinata dall’esistenza di due poli contraposti. In  base ai risultati di una ricerca sociologica nel 2014 (D. Sekulić), la “sinistra” e la “destra”  ragionanno più o meno allo stesso modo quando si tratta delle questioni sociali e economici. Le opinioni si distinguono per quanto riguarda il nazionalismo e alcune (non tanto significative) diferenze verso la religione. Una ricerca condotta alcuni mesi fà su un campione di 602 adulti cittadini croati, risulta così: Solo per un minor numero dei cittadini l’ immigrati non rappresentano una minaccia (19%). Rappresentano una minaccia - non molto grave, pensa il  29% degli intervistati. Rappresenta una minaccia maggiore, così pensa il 20%. E’una minaccia enorme”, pensa il 23% dei cittadini intervistati. Senza opinione - 9%.

 

Nel 2015, L'Assemblea della Regione Istriana, approva la „Dichiarazione sul diritto alla liberta' di circolazione delle persone e delle merci, contro le barriere di filo spinato“. Con questo documento, la Regione Istriana condanna la decisione del Governo della Repubblica di Slovenia e la collocazione del filo spinato sul confine fra la  Croazia e la Slovenia, in particolare in Istria.  Nel documento tra l'altro si dice: „I cittadini dell'Istria, come pure quelli delle altre zone di confine non approvano la collocazione di barriere di filo spinato, perché quest’atto mette in pericolo la loro sicurezza e i diritti umani fondamentali. Il filo spinato non appartiene all'Europa unita, non è caratteristico dell'area europea, degli usi e delle culture europee. La tutela del confine fra la Repubblica di Croazia e la Repubblica di Slovenia è un problema comune, indipendentemente dal fatto che ogni stato abbia l'obbligo di tutelare i suoi confini“.

 

Dopo gli attacchi terroristici di Madrid (2003), Londra (2005) , Parigi (2014, 2016), Nizza (2016), Berlino (2016)...in Europa si parla sempre più di una crisi profonda delle società multiculturali. Alcuni sono convinti che la magior parte dei problemi provengono dalle c. d. "società parallele", cioè da quella gente che non riesce (o non vuole?) integrarsi nelle società occidentali. In questo modo si cerca di nascondere una parte di responsabilità della politica negli interventi militari? Sappiamo benissimo che i valori umani non sono conessi all’appartenenza etnica o religiosa. E poi non basta solamente proclamare la laicità dello stato; bisogna aver corraggio di protegerlo con determinazione. La laicità non significa l’abolizione delle tradizioni nazionali e dei valori umani; la solidarieta’ verso i poveri, la lotta contro la discriminazione delle donne, la compassione..., bensìoffre la possibilità di un libero sviluppo e libertà per tutte le religioni e tradizioni, per poter costruire legami veri di amicizia tra la gente e popoli. La laicità rappresenta un baluardo contro i fondamentalismi, il terrorismo ed i regimi totalitari. Uno degli strumenti per prevenire nuove divisioni e conflitti nelle società multiculturali europee, è l'educazione interculturale. Abbiamo bisogno di una formazione di qualità in materia d’ istruzione e di democrazia, dov’è fondamentale rispettare e affermare l'identità culturale dell'altro, per ridurre i pregiudizi nei loro confronti.  Ė un fattore importante per costruire i ponti tra la gente e popoli. La base fondamentale è lo sviluppo del pensiero critico. Però si pone la domanda: non e’ forse  tropo tardi per la realizzazione di questi obiettivi? I populisti e terroristi stanno avanzando perchè la gente crede sempre meno ai politici, alle istituzioni e partiti tradizionali.Per esempio, dieci anni fà la Germania e la Spagna avevano un livello di disoccupazione analogo. Oggi il tasso di disoccupazione in Spagna è cinque volte superiore a quello tedesco. Nessuno sa davvero come colmare la distanza tra il centro dell’Europa, ricco e potente, e le sue periferie impoverite. Perchè succedono queste cose nell'UE? La risposta e semplice. Oggi alcune decisioni fondamentali vengono prese dalla Bce, dal Fondo monetario internazionale e dalle multinazionali, con un contributo simbolico da parte del Consiglio europeo ed il Parlamento europeo, in cui siedono i rappresentanti democraticamente eletti. Per i populisti lo Stato nazionale è responsabile alla sicurezza interna e alla protezione dalle minacce esterne. Credono che l'unica soluzione è rafforzare le frontiere nazionali e isolarsi da un mondo che, come dicono, a causa della globalizzazione, appare sempre più minaccioso. I populisti giocano con la paura dello straniero e dello sconosciuto. Non stanno in u rapporto normale con la società moderna, dove si  moltiplicano le appartenenze etniche e religiose. Cosa sucederà se i partiti nazionalisti cominceranno a vincere alle elezioni presidenziali e parlamentari nell'UE? Cosa restera' dell' UE ideata e creata dai democristiani (centro destra) e socialisti (centro sinistra) ? Quali sono  i nuovi possibili scenari?Può l’Europa riprendere il cammino dell’integrazione sotto l’egida dell' EU?  Se l'Europa potrebbe fallire,  in quel caso non ci sarebbe più nessuna UE. Martin Schultz (SPD), ex presidente del Parlamento europeo, nel suo libro „ Il Gigante incatenato-ultima opportunita per l'Europa“, tra l'altro scrisse;“ Se l’Europa naufraga, è perché ha commesso degli errori. Sono molte le cause che potrebbero determinare la sua fine: le sedicenti élite europee che hanno deposto le armi; gli speculatori che hanno ceduto all’avidità; le banche e le grandi imprese che non pensano più a una crescita sostenibile e di lungo periodo ma a esorbitanti guadagni immediati; i politici che mirano solo alla prossima tornata elettorale e non si preoccupano delle conseguenze delle loro azioni. Ma l’Europa potrebbe anche fallire perché coloro che in teoria dovrebbero essere i suoi portavoce più preparati parlano dell’UE in termini fuorvianti e menzogneri. L’Europa è continuamente oggetto di critiche, non da ultimo perché molti dei miei colleghi sono veri professionisti di uno sport che chiamo „blame game“, ovvero ‘gioco della colpa’.

Drago Kraljević– sociologo di Buie ( Croazia)

(Ex Ambasciatore della Repubblica di Croazia in Italia)

Buie, settembre 2017

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CONVEGNO AICCRE PUGLIA- BARI, FIERA DEL LEVANTE, “ EUROPA: LE NUOVE SFIDE” INTERVENTO DEL M° DOTT.SSA MARA MONOPOLI VICEPRESIDENTE PD PUGLIA

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Segno e simbolica coincidenza, oggi che discutiamo delle nuove sfide per l’ Europa, il quotidiano “ la Repubblica” , nel suo inserto culturale “ Robinson”, celebra i 40 anni dalla scomparsa della grande Maria Callas ( New York2 dicembre 1923 Parigi16 settembre 1977).

Al di là dei ruoli politici e di rappresentanza da me ricoperti nel tempo, la mia vita d’arte e d’amore è da sempre dedicata al Melodramma, radice culturale profonda d’Europa che affonda le sue origini nell’amata Grecia deve alla grande Artista greca Maria Callas,  la sua rinascita.

Ascoltare la voce di Maria Callas,  è stato sempre ed è per me, ogni volta, evocare qualcosa di infinito, in grado di  liberare  le emozioni dell’ anima e, dunque , la Vita stessa, nonché di illuminare  di senso vibrante e di una luce rivelatrice e meravigliosa, arie liriche e teatri d’opera che costellano la nostra Europa!

Ma da dove ripartire perché oggi rinasca a nuova vita l’Europa?


Ancora una volta è una forte sequenza cinematografica della Medea pasoliniana – Maria Callas – a darmi un segno.


Medea-Callas si aggira disperatamente mentre osserva che tutte le cose che avevano avuto per lei un significato grande, profondo, vitale, non rispondono più al suo sguardo, sono cose senza più senso, che più non riconosce,in un vuoto che le appare incolmabile.

Quasi in uno stato di trance e di angoscioso smarrimento,invoca:  

“….Ah, parlami terra …..fammi sentire la tua voce ! …… Non ricordo più la tua voce!....   Parlami, sole!....dov’è il punto in cui posso ascoltare la vostra voce? Parlami, terra! Parlami, sole!... Forse vi state perdendo per non tornare più?.... Non sento più quello che dite! ….Dove sei terra? Dove ti ritrovo? Dov’è il legame che ti legava al sole? Tocco la terra con i piedi e non la riconosco, guardo il sole con gli occhi e non lo riconosco…..  “

Ed ammonisce:

 “ ….Questo luogo sprofonderà perché è senza sostegno! …. Voi non cercate il centro!Non segnate il centro!....No! Cercate un albero ….un palo ……..una pietra!”


Anche Noi Europei, ci siamo smarriti?

Anche Noi non cerchiamo e segniamo il centro?

Anche Noi abbiamo perso il contatto con la nostra essenza?

Anche Noi stiamo affrontando una crisi epocale senza porci domande fondamentali, appunto, di senso?

 

E qual è la nostra essenza, la nostra condizione originaria, per citare Albert Camus , se non la nostra mediterraneità?

 

Qual è il nostro centro se non l’Umanesimo Mediterraneo la cui culla è, appunto, la Grecia? Culla dell’Arte di Maria Callas e di coloro che hanno capito, che hanno posto al centro l’Uomo, la Persona Umana, la conoscenza di se stessi e l’idea di Amore non come possesso di cose già pronte per essere usate e consumate, ma come partecipazione alla generazione della bellezza e al  suo divenire, come nel  “Simposio” di Platone, la profetessa Diotìma di Mantinèa  rivelò a Socrate.     

 

Partecipiamo al generare e al divenire di nuove cose in Europa, mettiamoci, dunque, all’ “Opera”!


Ma prima, qual è la domanda fondamentale e di senso che stiamo eludendo?


Ha a che fare certamente con quella Lettera sulla felicità giusta (Lettera a Menèceo), ovvero sull’intelligenza delle cose, che un filosofo greco nostro amico,Epicuro, da secoli ci raccomanda di meditare, purtroppo inascoltato.

La radice indoeuropea della parola felìcitas è fe e indica,appunto, tutto ciò che è fecondo!

Si è celebrata la Felicità e la si è codificata nelle Dichiarazioni dei Diritti (America 1776 - Europa 1789), si  definisce un nuovo PIL della felicità,  la si canta ancora negli Inni   ( Inno Europeo alla Gioia!) con l’amore e la fratellanza,  per non praticare, però, affatto, né solidarietà, né tanto meno fratellanza, quando un Paese e un Popolo, come è pure accaduto con il popolo greco o come accade con l’ Italia nella drammatica gestione del fenomeno dei migranti, soffrono o sono in grande difficoltà.

 

La tecnica, la scienza e certamente i mercati finanziari senza volto con i loro diktat, non hanno rassicurato per nulla l’Uomo sul suo presente e sul suo futuro, anzi, non vi è mai stata tanta incertezza, confusione, ingiustizia, tanta violenza verso Noi stessi ed il Creato. Forse,non vi è mai stata tanta infelicità!


Pochi hanno il coraggio intellettuale della verità; la politica nel suo dispiegarsi non ne è, come dovrebbe essere, l’espressione.

 

Non è questa la civiltà sognata dagli uomini che vollero riconoscere  il diritto universale di tutti gli esseri umani ad una Felicità giusta nella Dichiarazione di Indipendenza Americana nel 1776, codificandolo nella nostra Europa con la Rivoluzione Francese e la Dichiarazione dei Diritti del 1789.

“Non è la felicità che conta? Non è per la felicità che si fa la rivoluzione?”                                                                                                                               (Pier Paolo Pasolini)

Ciò è ancora più vero all’alba del XXI secolo, di fronte all’esplodere di nuove povertà, alla incombente scarsità di risorse, alle aggressioni continue alla Natura, ad egoismi, paure, diffidenze e razzismi laceranti, di disastrosi separatismi, folli e minacciate guerre mondiali.

Quale Felicità è possibile se non vi è giustizia nella distribuzione delle ricchezze e nell’uguale accesso all’ educazione di alta qualità?

Quale possibile libertà vi è di realizzare se stessi, le proprie autentiche vocazioni personali e persino territoriali?

Quale possibile fratellanza e solidarietà possono sviluppare i popoli se non si ristabilisce la centralità di tutto ciò, se non si riporta LA PERSONA AL CENTRO DI OGNI PROGETTO POLITICO, se non si riparte da un NUOVO UMANESIMO NEL CUORE DEL PROGETTO POLITICO EUROPEO ?

Questa dimensione simbolica, utopica ma più che mai invocata oggi nella sua traduzione concreta e quotidiana dagli uomini, dalle donne e soprattutto dai giovani del nostro tempo – invocazione di pace, di giustizia sociale, di cooperazione, di bene comune, di solidarietà, di bellezza - natura e cultura - di bontà e di speranza –  non può più essere ricacciata  nella sola esecuzione, peraltro rara e trascurata, dei nostri Inni Nazionale ed Europeo.

Fratelli d’Italia! …..Raccolgaci un'unica bandiera, una speme... Uniamoci, Amiamoci, l’Unione e l’Amore rivelano ai popoli le vie del Signore!” , scriveva Novaro nell’Inno di Mameli.

E Schiller, nell’Inno alla Gioia di Beethoven, Inno d’Europa:

“Gioia, bella scintilla divina….tutti gli uomini diventano  fratelli dove la tua ala soave freme…. Gioia bevano tutti i viventi dai seni della Natura…….Abbracciatevi, moltitudini! “   

Gli Inni ci ricordano che “l’altro” è nostro fratello; la Natura è a noi Madre.

Il terribile torto e tradimento che potremmo farea uomini di immensa statura morale e politica come Altiero Spinelli, al cui “ Premio celebrativo: Parliamo d’ Europa, l’ AICCRE partecipa” , indomito e lucido visionario che concepì il “Manifesto per un’Europa libera ed unita” , addirittura in tempi in cui gli europei stavano combattendo una guerra fratricida e sanguinosa ed in cui la luce di nuovi giorni di pace certamente appariva molto lontana,  è di comunicare ai Popoli Europei del nostro tempo, l’IMMAGINE DI UN’EUROPA NON PIÙ PATRIA NÉ CASA COMUNE DI NOI TUTTI MA, PIUTTOSTO, DI UN’EUROPA MATRIGNA ALGIDA ED INSENSIBILE.

Dovrebbe invece soccorrerci, anche in questo caso, la suggestione della bellissima  descrizione metastasiana della Patria-Madre (“Attilio Regolo” 1740- Roma, Teatro Alibert, 1799 – Repubblica Romana).

Così i versi di Metastasio: 

La Patria è un tutto di cui siam parti.                                                                                                                                                                                                                l cittadino è fallo considerar se stesso separato da Lei…..                                                                                                                                                                                              Ella il produsse, l'educò, lo nutrì; con le sue leggi dagl'insulti domestici il difende,                                                                                                                                                                                 dagli esterni con l'armi;                                                                                                                                                                                                                                           Ella gli presta nome, grado ed onor:  ne premia il merto;….

 E’ Madre amante,  a fabbricar s'affanna la sua felicità,                                                                                                                                                                                            per quanto lice al destin de' mortali esser felice”.

L’immagine simbolica di un’EUROPA, PATRIA-MADRE e non Matrigna distante, che si prende cura dei suoi cittadini, attenta alle loro autentiche esigenze, alle loro vere  domande, è potente e certamente guarda all’avvenire di un mondo irreversibilmente  globale che sta pagando e sempre più pagherà in termini umani ed ambientali dei prezzi altissimi per uno sviluppo quantitativo disordinato, irrazionale e non sostenibile.

 

La partita del Futuro perciò si giocherà tra “luoghi-sistema affettivi” attraenti e ricchi di intensa Umanità, narrazioni, godibilità della Natura e del Patrimonio di Arte e Cultura, mobilità, accoglienza, vivacità, idee, ricerca, tradizioni,originalità e capacità di innovazione nella produzione.

La scommessa che gioca l’Europa sul piano globale, riguarda cosa il “vecchio continente” può dire ancora di universale alla contemporaneità, non imitando  modelli e ricette altrui, bensì,  esprimendo la propria cultura plurale,  la propria creatività,  i propri valori.

Uno dei traguardi ambiziosi della stessa STRATEGIA EUROPE 2020 è infatti quello di fare dell’Unione Europea una vera società  leader in ambito  globale attraverso un piano per la crescita su base culturale, ambientale e creativa .

L’Unione Europea non uscirà dalla crisi né tantomeno renderà attraente il volto del nostro Continente soltanto sorvegliando, punendo, tagliando! Occorrono sempre più investimenti finalizzati alla crescita, all’occupazione ed alla coesione sociale e culturale dei cittadini europei, sulla base di nuovi  valori etici attenti al Bene Comune Europeo ed ai Beni Comuni (materiali, immateriali, naturali) in un’ottica di gestione partecipata,  democratica e collettiva.

L’EUROPA, soprattutto con la sua ANIMA MEDITERRANEA E MATERNA, potrebbe rappresentare per l’Umanità, in questa sfida rigenerante di qualità multidimensionale, uno straordinario luogo-sistema affettivo, attraente e creativo per eccellenza!

Intanto, è necessario, prima di tutto, non perdere la consapevolezza di essere EUROPEI-MEDITERRANEI, un’UNICA COMUNITÀ EURO-MEDITERRANEA DI DESTINO e che da solo nessuno può farcela.

Stiamo, però, ancora eludendo il cuore della questione.

Lo ha messo bene in evidenza, sempre su “ la Repubblica” del 25 giugno 2017, Eugenio Scalfari :

“ ...affinché il popolo si componga di cittadini occorre che vi sia uno Stato democratico, gestore del governo e depositario degli interessi generali. Esiste uno Stato europeo di questo tipo? No, non esiste.C'è una confederazione composta dai 27 Stati e da un parlamento composto da delegati eletti in ciascuna delle 27 nazioni in proporzione alla loro popolazione, all'estensione del loro territorio e alla misura del reddito nazionale. Infine esiste la Commissione europea i cui membri sono indicati dai 27 Paesi con l'approvazione del parlamento.

Questo è tutto.

I cittadini? Eleggono la loro quota di parlamentari europei, possono circolare liberamente in tutti i Paesi dell'Unione esibendo un documento d'identità. In questo modo sono effettivamente cittadini europei? Direi assolutamente no. Per essere cittadini ci vuole l'esistenza di uno Stato. Ai tempi nostri e in Occidente, quello Stato dev'essere democratico, cioè i suoi dirigenti devono essere eletti dai cittadini o dal Parlamento eletto dai cittadini medesimi. Ma uno Stato europeo è ben lungi dall'esistere. Questo è anzi il punto centrale e su di esso credo debba misurarsi...

Come diceva Spinelli e come dissero molto prima Mazzini e Garibaldi: o si fa l'Europa o si muore! Il resto sono giochi da bambini...

 

Il Sogno degli STATI UNITI D’ EUROPA, che ha le sue radici nell’alta ispirazione dei Padri Fondatori e nel Manifesto di Ventotene, declinato nei suoi principali passaggi:

a)nascita d’un governo unitario europeo con un bilancio comune;

b)un debito pubblico sovrano comune;

c) una politica economica, estera e di difesa comuni;

d) un sistema bancario ed una Banca centrale con i poteri di tutte le Banche centrali dei Paesi Sovrani;

e) l’elezione del Presidente dell’Europa con il voto diretto dell’intero Popolo Europeo; 

f) statuto dei partiti politici a livello europeo; 

può  aiutarci pure ad uscire dalle possibili trappole di un dibattito locale spesso schiacciato su se stesso, incapace di cogliere il rapporto tra le problematiche dei territori ed  il valore della costruzione di  nuove forme di cooperazione in termini progettuali e gestionali  attraverso l’utilizzo efficace delle risorse europee messe a disposizione, spesso male o per niente utilizzate, per risolvere problemi e raggiungere obiettivi comuni in termini di macroaree regionali, come la nuova Macroregione Adriatico Ionica, architrave del Mediterraneo, di cui la Puglia è significativa parte.

L’ EUROPA CHE VOGLIAMOnon è matrigna algida ed insensibile alle domande ed ai bisogni dei Popoli Europei , soprattutto di coloro che sono più esposti ai contraccolpi di una crisi epocale, né l’Europa ostaggio dei diktat implacabili di mercati finanziari senza volto, che provocano reazioni dalle conseguenze disastrose come quella di chi propone l’uscita dall’Euro, poiché del tutto incompatibile con i valori di una Europa Madre-Patria che oggi più che mai ha come assoluta priorità quella di mettere i suoi “Cittadini” nel cuore del progetto politico europeo attraverso i seguenti principali obiettivi:

1) creare occupazione e salario minimo nei Paesi in cui non è ancora riconosciuto; 

2) far ripartire l'economia;

3) porre il settore finanziario al servizio del cittadino e dell'economia reale;

4) non lasciare nessun cittadino europeo indietro;   

5) promuovere la piena uguaglianza e i diritti delle donne; 

6)unire le diversita';

7) garantire una vita sana e sicura per tutti;

8)affermare  maggiore democrazia e partecipazione , individuare strumenti di partecipazione democratica deliberativa nella costruzione delle decisioni fondamentali che riguardano in modo incisivo la vita delle persone ed il bene comune dai territori a Bruxelles;

9) proteggere la natura e le risorse naturali;

10) sostenere il modo di vivere europeo ed il ruolo dell'Europa nel mondo.

Tutto ciò dovrà avvenire per impedire che una tempesta perfetta alimentata da venti  di rabbia, disillusione, sofferenza ed agitata strumentalmente da facili radicalismi populisti, travolga i nostri orizzonti, spazzando via speranze di rinascita e di futuro e mettendo pericolosamente in crisi qualcosa di fondamentale: le ragioni stesse della nostra  co-esistenza, del nostro essere insieme Cittadini Italiani Europei.

Stiamo insieme nelle nostre Comunità e così in Europa, per  essere più forti, per affrontare i momenti del bisogno e della fragilità senza sentirci soli, per vincere le sfide di una competizione sempre più globale; ma questa forza, questa solidarietà, questa capacità competitiva non producono spesso ancora  effetti concreti e tangibili nella vita delle persone, i cui bisogni e le principali esigenze di vita sono disattesi con effetti sempre più drammatici in termini umani, sociali ed economici.

Il rischio serissimo che corriamo ha a che fare con questo possibile smarrimento di senso della nostro sentimento di  Cittadinanza se l’Europa e così le nostre Istituzioni Locali continueranno a rappresentare per la maggior parte addirittura la causa principale e non certo la soluzione ai problemi di ciascuno, quale conseguenza di scelte politiche di fondo egoistiche e sbagliate e di classi dirigenti  politiche ed amministrative inadeguate o corrotte.

Ed allora DOBBIAMO RIPARTIRE dalle nostre Città, dai Consigli Comunali e DA TUTTI I POSSIBILI LUOGHI DI CONFRONTO PUBBLICO, per discutere dell’ Europa che vogliamo coinvolgendo in modo aperto e permanente i Cittadini, il mondo della Scuola, le  organizzazioni della Società Civile.

DOBBIAMO STIMOLARE UNA GRANDE PARTECIPAZIONE POPOLARE ED UN CONFRONTO FRANCO ED APERTO che faccia giungere alle Istituzioni Europee ed a quelle Locali la voce di chi, oggi più che mai, da cittadino italiano europeo chiede all’Europa  di realizzare progetti a partire dai propri territori, dalle proprie comunità, vicini ai bisogni delle persone, fatti dalle persone, dai giovani e dalle donne, dal tessuto imprenditoriale,  capaci di creare davvero lavoro e benessere immediato senza scoraggianti e complicati meccanismi burocratici.

 

Dunque,” O SI FA L’ EUROPA, O SI MUORE!”

Le eroine del melodramma spesso, sapete, cantano arie della follia, caratterizzate da acrobatici virtuosismi.

Questa follia nasce dall’assoluta impossibilità di risolvere un insostenibile conflitto esistenziale ed affettivo.

La lacerazione è tale che altro non si può fare che uscire di senno.

Una della arie più struggenti di follia,  è quella di Elvira, da I Puritani  di Vincenzo Bellini , interpretata in modo incomparabile da Maria Callas.

….Ah! Rendetemi la speme.                                                                                                                                              

 O lasciatemi morir…..

 

 Si’, la Speranza che, però, senza l’ impegno di ciascuno di Noi, non può produrre risultati visibili, lasciando tutto nella vaga attesa di novità senza l’ assunzione di responsabilità di ciascuno nel determinarle concretamente.

La follia di Elvira è però temporanea.

 

Quando conosce dall’amato Arturo la verità sulle ragioni del suo simulato abbandono, il senno le torna.

 

In modo analogo, credo che un’ operazione di verità su noi stessi e sul nostro comune destino di Europei- Mediterranei , ci consentirà di superare impazzimenti  e lacerazioni determinati dalla  incapacità di decidere (la parola crisi deriva infatti dal greco  krino, che invece significa decidere, scegliere!) e di uscire finalmente dall’attuale pericolosa paralisi, attraverso scelte coraggiose attuate mediante la piena assunzione di responsabilità di chi deve compierle attraverso un agire animato da una progettualità di ampio respiro, capace di visioni, orizzonti e ritrovate nobili altezze.

 

E’ senz’ altro questo il peggior limite del populismo dilagante: proporre soluzioni immediate che non tengono conto delle conseguenze a lungo termine. Ad esempio, sarebbe tragico e miope compiere scelte in materia di governo del fenomeno migranti, senza comprendere che c’e’ l’ Africa, il continente più giovane,nel nostro futuro! I Paesi Europei devono diventare capofila del movimento migratorio, riducendo le disuguaglianze ed aumentando l’ integrazione.

 

Avendo imparato molto dalla democrazia della musicasogno una Primavera Euro-Mediterranea sempre più giocata in una dimensione corale ed orchestrale - l’armonia nella molteplicità delle voci; parti diverse ri-composte nella medesima partitura - e nella capacità della qualità dell’ascolto.

E’ il significato stesso del mito di Europa, mito greco, e del motto dell’Unione Europea, Uniti nella diversità.

 

A ben vedere, è  il nostro Sogno, la nostra grande Sfida, quella degli Stati Uniti d’Europa, un’ Europa dei Giovani il cui Inno al vivere è quello alla Gioia, Inno Europeo.

Il senso è, appunto, impegnarci nella “elaborazione di una meravigliosa partitura comune”, in Italia, in Europa.

 

L' Inno Europeo, Inno alla gioia, adattamento dell'ultimo movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, su testo del poeta Friedrich von Schiller , che dovremmo in ogni occasione insieme cantare,  rappresenta un Invito alla Fratellanza Universale,  dunque,  alla Pace, nel 2012 Premio Nobel riconosciuto all’Unione Europea.
 

 


La Musica, soprattutto,  come impulso creativo,  ci sprona a vivere superando la rassegnazione per esplorare quanto ancora non abbiamo realizzato, innovando.

E che cosa è l’innovazione se non, come diceva Oscar Wilde,  la verifica delle utopie? Ovvero, ciò che non abbiamo realizzato e possiamo ancora realizzare.

 

Il Canto di Orfeo ha sfidato gli Inferi , Noi , con il nostro Canto Corale,  possiamo sconfiggere ogni sentimento di morte facendo rivivere il Sogno degli Stati Uniti d’Europa, Madre-Patria “una ed unita” della Primavera dei Diritti, quei Diritti               dell’ Uomo di cui dobbiamo tornare ad avere passione battendoci sia per le condizioni di vita e di lavoro degli italiani-europei che per la dignità degli immigrati, per un nuovo civismo, per una società cooperante e solidale dei beni e del bene comune, ideale sempre giovane di un luogo-sistema affettivo ed attraente in cui Inno alla Gioia è il vivere!

 

 

Scriveva il tedesco Nietzsche  (ne La nascita della tragedia)

                                                                                   

”…..Si trasformi l ’Inno alla Gioia di Beethoven – è il nostro Inno d’Europa – in un quadro……..: così ci si potrà avvicinare al dionisiaco.                     

Dio dall’aspetto di toro, Dioniso è figlio di una mortale e di un immortale, di Semèle e di Zeus.

Anche Europa, principessa mortale, nell’incontro con il dio-Toro, Zeus, genera le radici più remote della cultura europeagenerata,dunque,dall’incontro dell’umano con il divino.

                                                                                                          
Cultura che è Anima per l’Europa
nostra ragione e sostanza di essere e di esistere.

 

Come è stato ben affermato, lo spazio culturale del continente europeo è sempre stato più ampio di quello politico ed economico. Alla base dell’ identità europea    c’ è un lungo dialogo tra letterature, filosofie, opere musicali e teatrali.

 

L’Opera, in particolare, rappresenta la straordinaria dimensione simbolica affettiva e corale dell’unità di espressione nel differente e molteplice contesto di apporti che stupiscono ed appassionano i più giovani ( il canto, la recitazione, l’esecuzione musicale, la scenografia, la danza, la regia) nonchè evocatrice della potenza comunicativa verso la contemporaneità, al tempo della globalizzazione,  di un valore culturale unico, originale, europeo , che è anche prodotto e marchio di eccellenza artistica, capace di conquistare il cuore del mondo.

Ancora oggi, dunque, l’Opera, radice culturale comune europea,  può costituire un efficace canale espressivo per raccontare , il Progetto Europeo quale realizzazione, attraverso la condivisione delle culture, della unione dei popoli, la contemporaneità, la modernità, i nuovi conflitti e problemi sociali, il rapporto con la globalizzazione, avvicinando, così, anche il pubblico dei più giovani.

L’Europa è nata come progetto che aveva alla sua base un sogno, un pensiero,    un’ idea, un’emozione,  la visione di un destino comune che oggi è soprattutto un destino costruito e scelto anche sul piano della stessa identità europea vissuta come identità plurale.  

Dovrebbe essere come in una orchestra in cui i diversi strumenti (legni, fiati, timpani) dialogano suonando parti diverse tra loro. Qualche strumento entra prima, qualche altro dopo;  ma tutti, proprio nella loro specificità,  concorrono ad eseguire con potenza e bellezza la stessa sinfonia, la stessa musica ricca dei diversi  timbri, unica, inconfondibile.

E’ la musica dei tanti Territori,  a partire da quelli dell’ Europa del Mediterraneo,  quali luoghi in cui effettivamente si forma il consenso sul progetto europeo e si rafforza il sentimento di cittadinanza.

Esplorare il nuovo senso sociale che la Musica oggi può avere, può contribuire ad intonarci esprimendo senso sociale naturalmente condiviso per poter rigenerare ogni contesto dato.

 

Occorre creare occasioni di incontro ,  di socializzazione e di intonazione reciproca, proprio allo scopo di  costruire una cultura universale che ponga al centro i valori della Cooperazione, anche tra le diverse generazioni,  di un Nuovo Umanesimo e della Pace.

 

A che punto è la notte, neanche la luna può dirlo.

La notte, anche la più inquietante, notte d’angoscia e di smarrimento, bisogna con coraggio attraversarla fino in fondo e, tra gli argentei bagliori lunari, provare a vedere più lontano e in profondità, lì dove è possibile leggere tracce di futuro, svelare tesori, rivelaresenso e valori, scorgere il principio dell’alba di ogni rinascita che è rinascita d’amore e fioritura del cuore.

Occorre parlare al cuore dei cittadini europei, preoccupati e tartassati; ai milioni di giovani e donne precarizzati o disoccupati.

Devono, dobbiamo comprendere il perché delle scelte in atto e per quali obbiettivi concreti ed in nome di quali orizzonti ideali esse sono compiute.

 

La dimensione affettiva ha a che fare con le radici profonde del nostro agire, senza di essa, che è anche dimensione simbolica, l’Europa non emoziona, non ci da l’energia che ci occorre, non motiva l’adesione e l’agire comune.

C’è bisogno di protagonismo politico, di partecipazione attiva ed emotiva nel rilancio del Progetto Europeo.

Già nel documento finale dell’ottobre 2009, il Forum Nazionale dei Giovani, riconosciuto con la legge n. 311 del 2004 dal Parlamento Italiano e membro del Forum Europeo della Gioventù, ha proposto di realizzare un Punto d’Incontro o Sportello Europeoin ogni Città italianaper rendere tangibile a ciascuno l’essere parte della realtà europea, sentendola vicina e conoscendone maggiormente le opportunità di crescita formativa e professionale, ad esempio, in materia di                “ Erasmus universale, nella cui progettualità ed attuazione dovrebbero essere maggiormente coinvolti proprio i principali attori sociali, istituzionali ed economici territoriali con quelli di governo regionali e nazionali.

Facciamolo sempre più qui, nel Mezzogiorno ed ora!

Per tanti giovani del Sud, l’Europa è sempre un altrove, sempre lontano, a  Nord, sempre domani!                                                                                                                                                                         

E’ un modo possibile per formare un consenso largo e diffuso al Progetto Europeo che sia non soltanto quello delle elites!

L’ Europa dei Cittadini deve ripartire dai giovani e dai  territori dove essi vivono!

Concludo ricordando che il 2018  è l’  ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE e come indica la “  CONVENZIONE DI FARO” - (STCE n°199) , in vigore dal 1° Giugno 2011-  che prende il nome dalla località portoghese, Faro, dove il 27 ottobre 2005 si è tenuto l’incontro di apertura alla firma degli Stati membri del Consiglio d'Europa e all’adesione dell'Unione Europea e degli Stati non membri - è di fondamentale importanza il valore dell’eredità culturale per la nostra società. 

L’ Opera lirica certamente rappresenta per l’ Europa un aspetto prezioso e originale di tale patrimonio ed eredità culturale, la cui consapevolezza, legata alla partecipazione attiva e responsabile dei cittadini e delle comunità, può contribuire al rafforzamento del sentimento di cittadinanza dei popoli europei, contribuendo al benessere ed alla qualità della loro vita.

La Convenzione di Faro accorda le politiche di valorizzazione europee su uno spartito che tiene conto dei processi in atto di democratizzazione della cultura e di open government  e all’art. 2 definisce “comunità di eredità” “insiemi di persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici dell’eredità culturale, che desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future”.

Occorre, dunque, rafforzare il sentimento di appartenenza all’Unione Europea nei cittadini europei, in particolare nei giovani, basato soprattutto sui valori e sugli elementi comuni della storia e del patrimonio culturale europeo.

In tal senso, in ogni Comunità Locale, i giovani, in particolare, potranno essere stimolati ad individuare nel proprio patrimonio culturale territoriale quei beni e valori materiali ed immateriali che, costituendo reti tematiche e di siti nazionali e  trasnazionali, ben  sarebbero pure candidabili all’acquisizione del nuovo “MARCHIO DEL PATRIMONIO EUROPEO”.

 

M° DOTT.SSA MARA MONOPOLI

VICEPRESIDENTE PD PUGLIA

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Da questa collaborazione è nato il Primo Torneo di calcio Sardegna – Bulgaria, che ha visto la partecipazione delle squadre del Cagliari Calcio giovanissimi, accompagnati dal Direttore Mario Beretta, dal Mister Stefano Bellinzaghi, dal vice Gianmarco Giandon, dalla fisioterapista Roberta Atzori e dal dirigente Stefano Sedda.
Al torneo oltre la squadra del Cagliari Calcio hanno preso parte le giovanili del Levski Sofia, Ludogorez e Septemvri, tutte Società militanti nella serie A bulgara.
La manifestazione è stata presentata in conferenza stampa, alla presenza di numerose TV nazionali, dai responsabili del Levski Sofia, dal presidente regionale AITEF Tonino Casu, da Alessandro Calia vicepresidente del Circolo Sardica, dal direttore del Cagliari calcio Mario Beretta e Stefano Sedda.
Gli intervenuti, oltre all’augurio di una buona riuscita della manifestazione,
hanno sottolineato l’importanza dello sport quale attività utile per la crescita educativa sociale e culturale dei ragazzi in particolare, esprimendo inoltre, l’auspicio di rivivere l’esperienza anche il prossimo anno.
Tutti i ragazzi erano alla prima uscita sportiva fuori dall’Italia.
Per la cronaca i ragazzi del Cagliari Calcio hanno disputato un’ottima prestazione con due vittorie e una sconfitta per due goals a uno in finale contro i padroni di casa del Levski.
In mattinata la squadra del Cagliari calcio e tutti gli staff delle squadra partecipanti sono stati ricevuti da Stefano Baldi Ambasciatore d’Italia a Sofia, che oltre al discorso di benvenuto ha augurato un corretto antagonismo sportivo degli incontri
di Tonino Casu.


 

Prestigioso riconoscimento, al secondo anno dalla sua istituzione del premio “Runchine“ d’argento assegnato al Circolo Sardica di Sofia in occasione della 117.a Festa del Redentore 2017, questo premio, ovviamente viene assegnato a un cittadino nuorese che, tutti gli anni rientra nella sua terra natia, e che, pur vivendo all’estero promuove la Sardegna, e proviene dalla città estera più lontana d’Europa, Sofia in Bulgaria, appunto; il premio è stato assegnato al Dottor Alessandro Calia ( vicepresidente del Circolo Sardica ), protagonista e artefice di questo “ ponte “ ideale tra la Bulgaria e la Sardegna, un grazie da tutti i sardi residenti in Bulgaria e non oltre al Direttivo dello stesso Circolo, è pervenuto al Vice Presidente attraverso socials e giornali. Per rimanere in tema di promozione Sardo-Bulgara, è iniziato il quadrangolare di calcio tra il Cagliari categoria giovanissimi, e le squadre del Levski Sofia, Septemvri e Lugodorez (società che militano nella serie A bulgara). Il primo incontro ha visto i portacolori isolani imporsi per 2 a1, contro la forte squadra del Lugodorez; davanti a un numerosissimo pubblico, e a numerose TV nazionali bulgare, il Presidente dell’AITEF Sardegna Tonino Casu, ha dato il via col calcio d’inizio dell’incontro. Va detto che l’evento ha visto , come al solito, l’Ambasciata Italiana, nella persona di S.E.Stefano Baldi, interessata anche questa volta, a tutte quelle manifestazioni che promuovono l’Italia e in questo caso la Sardegna, in mattinata la delegazione del Cagliari Calcio con tutto lo staff tecnico ( il mister Stefano Bellinzaghi, il secondo Gianmarco Giandon oltre a Stefano Sedda e Roberta Atzori fisioterapista ), e tutta la squadra al completo, è stata ricevuta dall’Ambasciatore, che dopo il discorso di benvenuto, molto gentilmente e simpaticamente si è intrattenuto con atleti e accompagnatori, informandosi sull’attività e sui risultati della squadra; nell’occasione è stato letto un messaggio di auguri del Presidente del Circolo Sardica, Generale GianFranco Vacca, grande tifoso del Cagliari che a causa di problemi di salute non ha potuto presiedere alla visita in ambasciata. La delegazione, inoltre, era composta da Alessandro Calia, Carlo Manca e Paolo Armosini, il Presidente dell’AITEF Sardegna Tonio Casu, e lo staff tecnico di tutte le squadre bulgare partecipanti al quadrangolare, al termine dell’incontro l’Ambasciatore ha offerto ai convenuti un rinfresco. Al pomeriggio nella sala stampa del Levski Sofia, si è tenuta la conferenza stampa alla presenza di oltre sette TV bulgare e numerose testate giornalistiche; Sono intervenuti i responsabili tecnici del Levski Sofia ( tutti italiani collaboratori del Mister Delio Rossi che quest’anno allena appunto il Levski Sofia, oltre al presidente, il Direttore del Cagliari Mario Beretta, e il presidente AITEF Sardegna. IL direttore del Cagliari Mario Beretta, oltre che ringraziare, secondo i convenevoli di rito, ha auspicato una collaborazione futura tra i due club, ed inoltre ha fatto gli auguri di buon lavoro al Mister Delio Rossi e a tutto il suo Staff.

di Paolo Armosini


02 set 2017
Gli U15 ricevuti dall’Ambasciatore italiano a Sofia
La squadra U15 rossoblù, impegnata a Sofia nel Torneo internazionale di calcio giovanile “Ford Moto Pfohe – AITEF”, è stata ricevuta dall’Ambasciatore italiano in Bulgaria, Stefano Baldi. L’Ambasciatore ha salutato i nostri ragazzi e i dirigenti, facendo a tutti il suo in bocca al lupo per il proseguimento del torneo. Hanno partecipato all’incontro anche i rappresentanti dell’Associazione “Sardica” di Sofia, che ha contribuito all’organizzazione dell’evento. Il Cagliari ha giocato la prima partita del suo girone nello stadio del Levski di Sofia battendo il Lugodoretz per 2-1.
 

Bando per la ricerca e selezione nell’ambito del Progetto
“FORMAZIONE E ASSISTENZA ALLA CREAZIONE DI IMPRESA SOCIALE PER GIOVANI IMMIGRATE”
Il progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio Dipartimento della Gioventù e del servizio civile nazionale prevede l’organizzazione di corsi di formazione orizzontale e specialistica di n.48 giovanidonne immigrate disoccupate o inoccupate preferibilmente iscritte alle liste dei centri per l'impiego di competenza territoriale (Puglia) finalizzata alla creazione di impresa. È previsto al termine del percorso formativo una attività di affiancamento per la creazione di piccole cooperative sociali e accompagnamento allo start up. Il progetto è consultabile sul sito www.marnostrum.it

Chi può partecipare
giovani donne immigrate in età compresa tra 18 e 35 anni in possesso di permesso di soggiorno regolare, con cultura di istruzione superiore e buona conoscenza della lingua italiana, domiciliate o residenti nella provincia di BARI e BAT, interessate all’accesso al mondo del lavoro in forma regolare e acquisizione degli strumenti conoscitivi indispensabili per la creazione di impresa favorita da strumenti messi a disposizione dall’Unione europea.
Come partecipare
Inviare una richiesta tramite email su carta libera corredata da curriculum vitae entro il 15/10/2017 indirizzata Rahma a: aitefperilsociale@gmail.com, rahmaonlus@gmail.com
Le attività
Le candidate che risulteranno idonee potranno partecipare ad un corso di formazione della durata di 85 ore che si svolgerà in una delle sedi individuate dai soggetti attuatori delle attività. Le attività formative riguarderanno i seguenti temi: Creazione di impresa, Marketing e comunicazione, Controllo di gestione, Informatica e cenni di Diritto comunitario. Successivamente alle attività di formazione le beneficiarie potranno usufruire di un servizio di accompagnamento finalizzato alla creazione di impresa.Ad ognuna delle partecipanti sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Durata delle attività formative 2 mesi
FORMAZIONE E ASSISTENZA ALLA CREAZIONE DI IMPRESA SOCIALE PER GIOVANI IMMIGRATE
Finanziato nell’ambito del Piano azione Coesione “Giovani no Profit”

Scheda di candidatura


La sottoscritta
NOME E COGNOME

 

NATA A

 

IL

 

RESIDENTE IN

 

DOMICILIATA

 

INDIRIZZO EMAIL

 

TELEFONO

 

ESTREMI DEL PERMESSO DI SOGGIORNO
MOTIVO
SCADENZA

 


SEDE DI SVOLGIMENTO DEL CORSO PREFERITA

 

 

 

 

AVENDO PRESO VISIONE DEL BANDO
Chiede di partecipare alle selezioni relativa alla ricerca di allievi per il progetto FORMAZIONE E ASSISTENZA ALLA CREAZIONE DI IMPRESA SOCIALE PER GIOVANI IMMIGRATE. A questo scopo allega documento di identità e curriculum vitae.

Luogo e Data Firma
 


Newsletter luglio

Una nuova politica per l’immigrazione, vedi lettera al Ministro Minniti sul sito www.aitefnazionale.it

Rieletto Sindaco Giovanni Allegra vice Presidente nazionale dell’AITEF onlus AUGURI di buon lavoro!

VENEZUELA continua la tragedia nel silenzio delle istituzioni internazionali, vedi il sito www.aitefnazionale.it l’inserto speciale sul Venezuela.

Il futuro dell’EUROPA, vedi il sito www.aiccrepuglia.eu: “Libro bianco”, “Dimensione sociale dell’Europa” e “Gestione della globalizzazione”, “Dimensione sociale dell’Europa”, “Futuro della Difesa europea” e “Futuro delle finanze dell’Ue”.Concorri a costruire la nuova Europa e scrivi la Tua opinione sui documenti elaborati dalla Commissione europea

La Regione Puglia approva la legge sulla partecipazione per coinvolgere i Cittadini!

A Napoli a dicembre si celebrerà il Congresso nazionale dell’Aitef

“Umanità europa mondo” il giornale on line dell’AITEF ed altre Associazioni fra pochi giorni sarà sui VS pc

Progetto per giovani immigrate
Finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit”

A Modugno il 13.07.2017 alle ore 10.30 presso il Palazzo della Polizia locale, via Rossini 49, si terrà il secondo seminario del progetto:

L’Aitef Onlus e la Rahma Onlus, col finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, operano su un progetto di promozione sociale aperto a 48 giovani donne: “Formazione e assistenza per giovani immigrate”.
Le informazioni sono disponibili sui siti internet: www.marnostrum.it; www.aitefnazionale.it; www.aiccrepuglia.eu.


APERTO NUOVO PORTALE INPS

Aderisci al FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo). Compila la domanda di adesione in allegato.

Dona il 5x 1000 all’Aitef onlus scrivi: il CF. 80435210580 nello spazio relativo al volontariato è il primo in alto destra avrai la tessera Aitef 2017 gratis

Bandi

- ANNIVERSARIO NASCITA DI MORO: 6 BORSE DI STUDIO
VEDI ALLEGATO

- 9^ EDIZIONE PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE “SAN BARTOLOMEO”: REGOLAMENTO
CONSULTA SITO INTERNET: http://festivalletterariosanbartolomeo.blog.tiscali.it/

- INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA LIFE 2017 CON SCADENZE VARIE: 07/09/2017 12/09/2017 14/09/2017
CONSULTA SITO INTERNET: HTTP://EC.EUROPA.EU/ENVIRONMENT/LIFE/FUNDING/LIFE2017/INDEX.HTM

- INVITO A PRESENTARE PROPOSTE NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA H2020 CIRCA IL
MIGLIORAMENTO DELL'ACCESSO DELLE PMI INNOVATIVE A FORME ALTERNATIVE DI FINANZIAMENTO
CONSULTA SI INTERNET: HTTP://EC.EUROPA.EU/RESEARCH/PARTICIPANTS/PORTAL/DESKTOP/EN/OPPORTUNITIES/H2020/TOPICS/ALTFI-01-2017.HTML

- EUROSTARS 2017- BANDO PER LA RICERCA INDUSTRIALE PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE EUROPEE
CONSULTA IL SITO INERNET: HTTPS://WWW.EUROSTARS-EUREKA.EU/CONTENT/EUROSTARS-2017-CUT-OFFS

- BANDI SITO FARNESINA:
http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/italiani/opportunita/nella_ue/nelle_istituzioni/espertinazionalidistaccati/ricerca_espertinazdistaccati.html

- MOBILITY CONFAP ITALY: IL BANDO PER LA MOBILITÀ DI POST-LAUREATI DA E VERSO IL BRASILE
Si invita, inoltre, a consultare le newsletter precedenti per i bandi riportati, non sono ancora scaduti

 

 

Notizie brevi da leggere e consultare sul nostro sito www.aitefnazionale.it

 

- LANCIATA LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SULL'INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI

- AGENDA EUROPEA SULLA MIGRAZIONE: LA COMMISSIONE ESORTA TUTTE LE PARTI A SOSTENERE I PROGRESSI E A COMPIERE ULTERIORI SFORZI
- IL VOTO NEI SEGGI, PER POSTA O ELETTRONICO? - DI DINO NARDI
- ENTRANO IN VIGORE OGGI LE NUOVE NORME CHE SNELLISCONO LE PROCEDURE D'INSOLVENZA TRANSFRONTALIERE
- QUATTORDICESIMA/ FEDI E PORTA (PD): A LUGLIO 437 EURO IN PIÙ AI PENSIONATI ALL’ESTERO AVENTI DIRITTO
- LA PUGLIA METTE SUL PIATTO 100MLN PER I BENI CULTURALI
- PRESENTATO ALLA FARNESINA IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO 2017-2022
VEDI SITO INTERNET: http://www.pst.beniculturali.it/?page_id=84
- XXIV PREMIO DEL VOLONTARIATO INTERNAZIONALE FOCSIV 2017: SI RIAPRONO LE CANDIDATURE

Si invita, inoltre, a consultare le newsletter precedenti per le notizie pubblicate

CONVENZIONI

Convenzione Aitef con gli alberghi della Travel Roma prenota su www.travelroma.it

Convenzione con l’Albergo “Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef
“Torre Brayda ” di Cerignola: agli amici dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

Hotel Mondial a Roma in via Torino, 127. Visita la pagina “convenzioni” sul sito internet www.aitefnazionale.it per ottenere informazioni sulle modalità di sconto
Chieti: albergo “ antico borgo ” sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

Segnaliamo:
“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli
Su http:// www.aitefnazionale.it,
“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it - info@quotidianoarte.it,
Notizie: UN MONDO D'ITALIANI -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

"IlSudEst" il giornale on line realizzato con il contributo volontario ed appassionato di tanti giovani intellettuali, tutti caratterizzati dal comune ed insopprimibile bisogno di libertà, è soprattutto uno strumento, una leva per sollevare il mondo che ci circonda, visita il sito www.ilsudest.it.

 

AITEF onlus ROMA VIA TORINO,95, Via Caroncini,19
Tel.00393473313583,C.F.80435210580 www.aitefnazionale.it, aitef@aitefnazionale.it
aitefpuglia@libero.it, abbatip@libero.it, socio fondatore della
Consulta Nazionale Emigrazione (CNE) e del
Forum Associazioni Italiani nel mondo( FAIM )

Roma, via Aldrovandi,16, faimitalia@gmail.com,


100° NASCITA DI ALDO MORO – 6 BORSE DI STUDIO da €.500,00
I temi individuati per gli elaborati sono:
1) Le opere giovanili di Aldo Moro sino alla Costituente ( 1946);
2) Il contributo di Aldo Moro alla elaborazione della Costituzione;
3) Aldo Moro Giurista;
4) Aldo Moro e la fede Cristiana;
5) Aldo Moro e la politica estera;
6) Aldo Moro Presidente del Consiglio;
7) Aldo Moro Politico;
8) l’Umanesimo di Aldo Moro;
9) Aldo Moro, uomo del dialogo;
10) Aldo Moro nei 55 giorni del rapimento tra “trattativa e fermezza”;
11) Aldo Moro e il concetto di Stato democratico;
12) Aldo Moro e la politica economica;
13) Aldo Moro: organizzazione costituzionale e ruolo dei partiti politici;
I requisiti per poter partecipare sono i seguenti:
1) Residenza Italiana;
2) Età non oltre i 40 anni..
Gli elaborati dovranno essere spediti entro il prossimo 30 aprile all’indirizzo di posta elettronica: ass.consiglieri@consiglio.puglia.it e/o per raccomandata all’indirizzo: Associazione consiglieri regionali della Puglia – Regione Puglia – Viale Unità d’Italia, 24/C – 70125 Bari
MOBILITY CONFAP ITALY: IL BANDO PER LA MOBILITÀ DI POST-LAUREATI DA E VERSO IL BRASILE
BRASILIA\ aise\ - È stato lanciato nei giorni scorsi il primo bando Mobility CONFAP Italy (MCI) sulla base di un accordo di cooperazione firmato fra CONFAP (COnselho Nacional dos Fundaçoes de Amparo a Pesquisa) e l’Università di Bologna “Alma Mater” in rappresentanza di una rete di 18 Università italiane.
A darne notizia è l’Ambasciata italiana a Brasilia, spiegando che il bando congiunto mira a supportare la mobilità di Ricercatori e di Studenti di Master/Laurea Magistrale, dall’Italia al Brasile e viceversa. Il bando è stato pubblicato contemporaneamente in Italia e in Brasile.
Le Fondazioni statali di Supporto alla Ricerca (FAPs), attraverso il loro consiglio Nazionale (CONFAP), offrono supporto ai Ricercatori brasiliani che intendono svolgere delle ricerche in comune in Italia coi colleghi italiani.
Dal lato italiano, ciascuna università che aderisce alla rete che ha sottoscritto l’accordo MCI, offre ai propri studenti post-laurea e ricercatori il supporto a svolgere i propri studi e attività in Brasile.
Il bando MCI – sottolinea la sede diplomatica - rappresenta “una straordinaria opportunità rivolta ai Ricercatori dei due Paesi per sviluppare assieme ricerche e conoscenze avanzate, inserendosi in gruppi di eccellenza e scambiando visite”.
Il bando scade l’8 agosto. (aise)
LANCIATA LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SULL'INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI
BRUXELLES\ aise\ - Ha compiuto da poco 5 anni, rappresenta uno degli strumenti di partecipazione attiva dei cittadini europei più significativi, ma la procedura è spesso ancora complessa e la sua conoscenza non troppo diffusa. Perchè possa essere sempre più utilizzata, l'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) vuole migliorare. Per far questo, la Commissione europea chiede ai cittadini dell'Unione di presentare osservazioni su un'eventuale riforma del regolamento che oggi disciplina l'ICE.
Le Iniziative dei Cittadini Europei sono state introdotte dal Trattato di Lisbona del 2009 e consentono a un milione di cittadini provenienti da un quarto degli Stati membri dell'UE di chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa in un settore di sua competenza.
Lo strumento è attivo dall'aprile 2012 e finora sono state registrate oltre 40 iniziative, che hanno ricevuto il sostegno di oltre 6 milioni di personeda tutti gli Stati membri. Tre iniziative hanno ottenuto 1 milione di firme e due di esse ("Right2Water" e "Stop Vivisection") hanno influenzato - spiega la Commissione UE - le attuali politiche dell'UE.
Ma occorre semplificare e facilitare l'accesso all'ICE. Ecco perchè la Commissione ha lanciato una consultazione per raccogliere i pareri dei cittadini e delle parti interessate su come raggiungere più efficacemente gli obiettivi di promozione della partecipazione del pubblico e di avvicinamento dell'Unione Europea ai cittadini.
La consultazione pubblica è disponibile on line (https://ec.europa.eu/info/content/public-consultation-european-citizens-initiative_it) e resterà aperta fino al 16 agosto 2017. (aise)
AGENDA EUROPEA SULLA MIGRAZIONE: LA COMMISSIONE ESORTA TUTTE LE PARTI A SOSTENERE I PROGRESSI E A COMPIERE ULTERIORI SFORZI
BRUXELLES\ aise\ - In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, la Commissione europea ha presentato oggi quattro relazioni sui progressi compiuti relativamente alle misure adottate nell'ambito dell'Agenda europea sulla migrazione per stabilizzare i flussi e gestire meglio le frontiere esterne.
Poiché la maggior parte degli Stati membri ha dimostrato che la ricollocazione funziona se vi è la volontà politica, la Commissione esorta tutti quegli Stati membri che ancora non lo hanno fatto ad adoperarsi per rispettare i loro obblighi giuridici e contribuire equamente e proporzionalmente a tale meccanismo. Nelle relazioni, la Commissione ribadisce il suo appello ad accelerare il dispiegamento della guardia di frontiera e costiera e a colmarne il più rapidamente possibile le carenze di personale e di attrezzature.
“La dichiarazione UE-Turchia continua a produrre risultati, come dimostrano il costante calo degli attraversamenti irregolari verso la Grecia e l'avvenuto reinsediamento di oltre 6000 siriani che hanno ottenuto canali sicuri e legali per entrare in Europa”, sottolinea la Commissione Ue. “Sono tuttora necessari sforzi continui per garantire la piena attuazione della dichiarazione, in particolare per migliorare l'esame delle richieste d'asilo in Grecia”.
Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Due anni dopo il varo dell'Agenda europea sulla migrazione i nostri sforzi congiunti per gestire i flussi migratori iniziano a dare frutti. Permangono però i fattori alla base della migrazione verso l'Europa e la tragica perdita di vite umane nel Mediterraneo. Con il graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, dobbiamo moltiplicare le nostre attività di cooperazione: con i paesi terzi, nella protezione delle frontiere esterne dell'UE, nell'accoglienza da parte di tutti di coloro che ne hanno bisogno e nel garantire un rimpatrio rapido a chi non ha il diritto di rimanere. Solo lavorando tutti insieme in uno spirito di solidarietà e responsabilità possiamo gestire efficacemente la migrazione in Europa”.
Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha ricordato, dal canto suo, che "la nostra Unione è fondata sulla solidarietà e la condivisione di responsabilità. Questi valori fondamentali si applicano a tutte le nostre politiche e la migrazione non è un'eccezione. Non possiamo abbandonare e non abbandoneremo gli Stati membri che hanno una frontiera esterna. E quando si tratta della ricollocazione, sarò molto chiaro: l'attuazione delle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione è un obbligo giuridico, non una scelta”.
Ricollocazione e reinsediamento: tutti dovrebbero contribuire
Nel 2017 il ritmo delle ricollocazioni è aumentato significativamente, con la ricollocazione di quasi 10300 persone da gennaio, il quintuplo rispetto allo stesso periodo del 2016. Al 9 giugno il numero totale di ricollocazioni è pari a 20869 (13973 dalla Grecia e 6896 dall'Italia). Considerato che quasi tutti gli Stati membri procedono alla ricollocazione dall'Italia e dalla Grecia, sarà possibile ricollocare tutti gli aventi diritto (attualmente circa 11000 registrati in Grecia e circa 2000 in Italia, mentre gli arrivi del 2016 e 2017 sono in attesa di registrazione) entro settembre 2017. In ogni caso l'obbligo giuridico di ricollocazione per gli Stati membri non terminerà dopo settembre: le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione sono applicabili a tutti coloro che arrivino in Grecia o in Italia fino al 26 settembre 2017 e i richiedenti ammissibili dovranno quindi essere ricollocati in tempi ragionevoli.
Negli ultimi mesi la Commissione ha ripetutamente invitato gli Stati membri che non hanno ancora proceduto ad alcuna ricollocazione, o che rifiutano di farlo, ad adoperarsi in questo senso. Nonostante i ripetuti appelli, purtroppo la Repubblica Ceca, l'Ungheria e la Polonia, violando gli obblighi giuridici sanciti dalle decisioni del Consiglio e gli impegni nei confronti della Grecia, dell'Italia e di altri Stati membri, non hanno ancora intrapreso le azioni necessarie. Viste le premesse e come indicato nella precedente relazione sulla ricollocazione e sul reinsediamento, la Commissione ha deciso di avviare procedimenti di infrazione contro questi tre Stati membri.
I progressi relativi al reinsediamento continuano, con quasi tre quarti (16419) dei 22504 reinsediamenti concordati nel giugno 2015 già effettuati. I reinsediamenti nell'ambito della dichiarazione UE-Turchia hanno raggiunto un nuovo livello record nel maggio 2017, con quasi 1000 rifugiati siriani cui sono stati forniti canali sicuri e legali per entrare in Europa. Il numero complessivo dei reinsediamenti dalla Turchia nell'ambito della dichiarazione si attesta ora a 6254 persone.
Dichiarazione UE-Turchia: i risultati concreti della gestione congiunta della migrazione
Ad oltre un anno di distanza dall'adozione della dichiarazione UE-Turchia da parte dei capi di Stato o di governo dell'UE e della Turchia e nonostante le sfide, la dichiarazione continua a produrre risultati concreti, garantendo una gestione efficace dei flussi migratori lungo la rotta orientale del Mediterraneo.
Il numero di attraversamenti quotidiani dalla Turchia verso le isole greche si attesta a circa 50 e, nonostante i recenti tragici incidenti, il numero di vite perse nel Mar Egeo è sceso drasticamente. Nel complesso gli arrivi sono diminuiti del 97% dal momento in cui la dichiarazione è diventata operativa. Alcuni sviluppi positivi si sono registrati per quanto riguarda il ritmo delle operazioni di rimpatrio, con ulteriori 311 rimpatri eseguiti dalla pubblicazione, in marzo, della relazione precedente, per un numero complessivo di migranti rimpatriati pari a 1 798. Gli arrivi superano tuttavia il numero dei rimpatri dalle isole greche verso la Turchia, creando una pressione sulle strutture di accoglienza di queste isole. Per aumentare i rimpatri e migliorare le condizioni di accoglienza nelle isole, sono necessari ulteriori sforzi da parte delle autorità greche, delle agenzie dell'UE e degli Stati membri.
Si registrano progressi anche in altri ambiti della dichiarazione, mentre l'UE e la Turchia proseguono gli sforzi per accelerare l'erogazione del sostegno finanziario nell'ambito dello strumento per i rifugiati in Turchia. Sono stati assegnati quasi tutti i fondi per il periodo 2016-2017 (2,9 miliardi di EUR su 3 miliardi di EUR) e sono già stati firmati contratti per complessivi 1,57 miliardi di EUR. Attualmente oltre 600 000 rifugiati in Turchia sono sostenuti dalla rete di sicurezza sociale di emergenza e, secondo le stime, il numero dei Siriani assistiti attraverso trasferimenti diretti di denaro dovrebbe raggiungere gli 1,3 milioni.
La Commissione si è maggiormente adoperata per agevolare la conclusione rapida delle procedure operative standard per il programma volontario di ammissione umanitaria e continua inoltre a incoraggiare la Turchia per completare i sette parametri restanti previsti dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti.
Guardia di frontiera e costiera europea: è necessario accelerare il dispiegamento
Negli ultimi mesi sono proseguiti i progressi relativi alla guardia di frontiera e costiera europea. Grazie agli oltre 1600 funzionari a sostegno delle forze nazionali in Grecia (944), Italia (402), Bulgaria (166) e Spagna (65), le frontiere esterne dell'UE non sono mai state così ben protette. L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha portato a termine le delle frontiere esterne degli Stati Schengen e sono state formulate raccomandazioni destinate a 20 di questi Stati. Si sono registrati ulteriori progressi nelle negoziazioni con la Serbia per quanto riguarda l'accordo sullo status; la Commissione intende proporre a breve l'avvio delle negoziazioni con altri paesi limitrofi, tra cui l'Albania, la Bosnia-Erzegovina e il Montenegro.
Il ritmo delle operazioni di rimpatrio organizzate dalla guardia di frontiera e costiera ha continuato a crescere nel 2017, con il rimpatrio, ad oggi, di 6799 migranti in soggiorno irregolare, pari a un incremento di oltre il 157% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Gli Stati membri devono tuttavia incrementare rapidamente il ricorso alla capacità rafforzata di cui dispone l'Agenzia per i rimpatri e avvalersi pienamente del suo sostegno per organizzare le operazioni di rimpatrio. È inoltre necessario che gli Stati membri compiano ulteriori sforzi per rispondere alle richieste di dispiegamento per le operazioni in corso e colmare le carenze sia di risorse umane, sia di mezzi tecnici. È necessario colmare tali carenze in via prioritaria per garantire il proseguimento delle operazioni in corso e la piena disponibilità delle riserve di reazione rapida, in particolare della riserva di attrezzature cui hanno finora contribuito solo 14 Stati membri.
Quadro di partenariato e rotta del Mediterraneo centrale: progressi tangibili
Oggi la Commissione ha presentato anche i risultati e le esperienze acquisite nel quadro di partenariato sulla migrazione, a un anno dall'avvio. Si sono registrati progressi nella lotta ai trafficanti grazie ad una maggior cooperazione con i paesi chiave in Africa, che ha consentito di affrontare il problema dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale, con un'attenzione particolare alla cooperazione con la Libia. Il Fondo fiduciario dell'UE ha finanziato le priorità politiche mobilizzando in un anno circa 1,9 miliardi di EUR destinati a 118 progetti per affrontare alla radice le cause della migrazione e sostenere una miglior gestione della migrazione nei paesi di origine e di transito. In diversi ambiti sono tuttavia necessari ulteriori sforzi, in particolare per accelerare i rimpatri e la riammissione nei paesi partner. (aise)
IL VOTO NEI SEGGI, PER POSTA O ELETTRONICO? - DI DINO NARDI
ZURIGO\ aise\ - Ormai è prossimo - indipendentemente dal sistema di voto che verrà adottato - il giorno delle elezioni politiche in Italia per il rinnovo del Parlamento, sia che avvenga prematuramente in autunno oppure alla sua scadenza naturale della primavera 2018.
Con l’avvicinarsi di questo appuntamento elettorale è facile immaginare che i soliti noti polemisti torneranno nuovamente alla carica per denunciare fatti e misfatti (reali, presunti o prevedibili) legati al voto per corrispondenza che si applica nella Circoscrizione Estero (nell’ultimo referendum dello scorso 4 dicembre hanno vinto i NO altrimenti chissà che pandemonio avrebbero scatenato questi soliti noti!).
Come già ha avuto modo di esprimersi in passato, il sottoscritto - non disconoscendo alcune criticità emerse nel voto per corrispondenza tenutosi nella Circoscrizione Estero - è un sostenitore della preiscrizione nell’anagrafe elettorale del MAE (presso l’Ufficio consolare di riferimento) da parte degli elettori che intendono avvalersi del voto per corrispondenza, come avvenuto in occasione delle ultime elezioni per il rinnovo dei Comites. Un sistema questo che, pur avendo come possibile conseguenza una riduzione della partecipazione al voto da parte degli aventi diritto, consente tuttavia, da un lato, agli italiani residenti all’estero e interessati al voto di poterlo esprimere comodamente da casa e, dall’altro, all’Amministrazione di evitare di spedire milioni di plichi elettorali a indirizzi non più validi e, soprattutto, ad aventi diritto al voto che non sono affatto interessati alle elezioni italiane per cui il loro plico è facile che diventi preda di eventuali mercanti di voti!
Ma tornando ai nostri soliti noti polemisti contrari al voto per corrispondenza, vorrei ricordare loro, ancora una volta, che nel mondo già in molti altri Paesi come, per esempio, la Svizzera è in vigore, da tempo, sia il voto tradizionale nei seggi che quello per corrispondenza anche per gli stessi elettori residenti sul territorio elvetico - e non solo per gli espatriati - senza che vi siano molte polemiche. Addirittura nella Confederazione sta estendendosi il voto elettronico. Infatti fin dal 2004 sono state effettuate con successo oltre 200 prove in 14 Cantoni (Zurigo, Berna, Lucerna, Glarus, Friburgo, Soletta, Basilea, San Gallo, Grigioni, Sciaffusa, Argovia, Turgovia, Neuchàtel, Ginevra) che hanno inizialmente offerto la possibilità di votare per via elettronica agli Svizzeri all’estero aventi diritto di voto. Nei Cantoni di Neuchâtel, Ginevra e Basilea Città questa possibilità è stata estesa anche a una parte degli aventi diritto di voto residenti in Svizzera.
Da queste sperimentazioni è emerso che la digitalizzazione risponde a un bisogno: nei Cantoni coinvolti la quota di persone, che ha deciso di votare per via elettronica, ha toccato anche i due terzi dei votanti. Visto il bilancio positivo e il successo riscontrato tra gli aventi diritto di voto, il Consiglio federale ha deciso così di avviare con i Cantoni i lavori legislativi in vista del passaggio dall’attuale fase sperimentale all’utilizzo generalizzato. L’intento è che in futuro il voto per via elettronica sia equiparato al voto presso i seggi e al voto per corrispondenza. Il Consiglio federale spera così di dare un segnale importante in vista dell’estensione del sistema su scala nazionale, anche se inizialmente i Cantoni potranno liberamente decidere se introdurre o meno il voto elettronico. L'istituzione del voto elettronico costituisce inoltre un obiettivo comune della strategia di Governo elettronico della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni.
Naturalmente noi italiani siamo del tutto particolari e quindi, dall’estero, importiamo e copiamo solo quello che può essere ritenuto comodo all’evenienza. Ergo, aspettiamoci quindi le solite polemiche anche sul voto per corrispondenza per le prossime elezioni politiche italiane. Sapendo, tuttavia, che il diritto al voto in loco per i residenti all’estero può esserci unicamente attraverso il voto per corrispondenza, oppure attraverso quello elettronico in un futuro più o meno lontano.
Nel frattempo - sia per ridurre (azzerarle sarebbe pretendere troppo) le ricorrenti polemiche che per evitare lo sperpero dei plichi elettorali (e quindi di denaro pubblico) - è auspicabile che venga applicata al voto per corrispondenza nella Circoscrizione Estero, e quindi anche per l’ormai prossimo rinnovo del parlamento italiano, la regola della preiscrizione nell’albo degli elettori da parte degli iscritti AIRE che intenderanno avvalersi del diritto di voto. I primi chiamati a rifletterci nel loro stesso interesse ed a prendere una tale iniziativa parlamentare sono, ovviamente, gli attuali eletti nella Circoscrizione estero. Chi vivrà vedrà! (dino nardi\aise)
ENTRANO IN VIGORE OGGI LE NUOVE NORME CHE SNELLISCONO LE PROCEDURE D'INSOLVENZA TRANSFRONTALIERE
BRUXELLES\ aise\ - Entrano oggi in vigore in tutta l'Unione europea le nuove norme in materia di procedure di insolvenza transfrontaliere, proposte dalla Commissione nel 2012 ed adottate dai legislatori dell'UE nel 2015.
Le nuove norme mirano a facilitare il recupero dei crediti nel quadro delle procedure d'insolvenza transfrontaliere. Grazie alle nuove norme, che garantiscono l'efficienza e l'efficacia delle procedure collettive di recupero transfrontaliero dei crediti, sarà più facile per le imprese procedere alla ristrutturazione e per i creditori recuperare il proprio denaro. Il regolamento risolve i conflitti di competenza tra le normative da applicare nelle procedure d'insolvenza transfrontaliere e garantisce inoltre il riconoscimento in tutta l'UE delle sentenze in materia di insolvenza.
Il primo vicepresidente della Commissione europea Timmermans ha dichiarato che "In un vero mercato interno, le imprese che devono procedere alla ristrutturazione non dovrebbero essere ostacolate da conflitti relativi alle norme nazionali da applicare, né le frontiere nazionali dovrebbero rappresentare un ostacolo per chi vuole recuperare i propri crediti. Le nuove norme sosterranno le imprese e gli investimenti grazie alla maggiore certezza del diritto che esse garantiscono. Dobbiamo continuare su questa strada ed adottare norme comuni a livello UE per permettere alle imprese di procedere in tempi rapidi alla propria ristrutturazione, come già proposto dalla Commissione".
Per Vera Jourová, commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, "Il nuovo regolamento sull'insolvenza faciliterà le procedure di insolvenza transfrontaliere all'interno dell'UE e porrà fine ai fenomeni di "turismo dei fallimenti". Con le nuove norme proposte in materia di ristrutturazione e di seconde opportunità, il quadro di riferimento giuridico in materia di insolvenza permetterà di eliminare gli ostacoli agli investimenti e sosterrà gli imprenditori onesti".
Principali caratteristiche delle nuove norme
* Allargamento del campo di applicazione: le nuove norme si applicano a una gamma più ampia di procedure nazionali di ristrutturazione. Alcune tipologie nazionali più moderne ed efficaci di procedure di ristrutturazione non rientravano nel campo di applicazione del precedente quadro normativo e non potevano quindi essere utilizzate nei casi transfrontalieri. Da oggi è invece possibile utilizzare le moderne procedure nazionali di ristrutturazione per salvare le imprese o per recuperare i crediti presso i debitori degli altri paesi dell'UE.
* Aumento della certezza del diritto e delle salvaguardie contro il "turismo dei fallimenti": se un debitore si trasferisce in un altro paese poco prima di depositare la dichiarazione di insolvenza, il giudice dovrà esaminare attentamente tutte le circostanze del caso e verificare che il trasferimento sia genuino e non sia stato motivato dalla prospettiva di beneficiare di nome meno severe in materia di insolvenza. Il giudice dovrà verificare che il debitore non sia un "turista dei fallimenti".
* Aumento delle probabilità di salvare le imprese: le nuove norme evitano che vengano avviate le "procedure secondarie" (le procedure aperte dai giudici di paesi UE diversi da quello dove si trova la sede legale dell'impresa), rendendo più facile ristrutturare le imprese in contesti transfrontalieri. Al tempo stesso, esse prevedono misure di salvaguardia degli interessi dei creditori locali.
* Procedure di insolvenza dei gruppi di imprese: le nuove norme introducono un quadro normativo per le procedure di insolvenza dei gruppi di imprese, che aumenterà l'efficacia delle procedure d'insolvenza che riguardano membri diversi di un gruppo di imprese. Ciò, a sua volta, comporterà l'aumento delle probabilità di salvataggio del gruppo nel suo insieme.
* Collegamento dei registri fallimentari: entro l'estate del 2019, i registri fallimentari elettronici nazionali di tutta l'UE risulteranno collegati tra loro e sarà quindi più facile ottenere informazioni sulle procedure d'insolvenza avviate negli altri paesi dell'UE.
Contesto
Nel 2012, la Commissione europea ha presentato una proposta di aggiornamento del regolamento del 2000, volta a migliorare l'applicazione di alcune delle sue disposizioni, al fine di rendere più efficace la gestione delle procedure d'insolvenza transfrontaliere, proposta che è stata adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea il 20 maggio 2015 e che entra in vigore oggi.
Nel 2014, la Commissione ha inoltre pubblicato una raccomandazione sulle ristrutturazioni e sulle seconde opportunità. Esaminando l'attuazione della raccomandazione da parte degli Stati membri, la Commissione si è resa conto che in alcuni paesi le norme continuano ad essere discordi e a rimanere inefficaci.
Questo è il motivo per cui nel novembre 2016 la Commissione europea ha proposto una direttiva sull'insolvenza delle imprese, che si concentra sull'agevolazione delle ristrutturazioni precoci e delle seconde opportunità.
Questi due strumenti legislativi - il nuovo regolamento relativo alle procedure d'insolvenza e la direttiva proposta - andranno a definire un quadro normativo coerente in grado di sostenere la crescita e gli imprenditori. (aise)
QUATTORDICESIMA/ FEDI E PORTA (PD): A LUGLIO 437 EURO IN PIÙ AI PENSIONATI ALL’ESTERO AVENTI DIRITTO
ROMA\ aise\ - “Tra pochi giorni, nel mese di luglio, migliaia di pensionati residenti all’estero riceveranno la pensione INPS maggiorata della Quattordicesima”. A darne notizia sono Marco Fedi e Fabio Porta, deputati Pd eletti all’estero, che ricordano: “non si tratta di un diritto “scontato” ma del risultato di una determinata battaglia condotta dai sindacati, dai patronati, dalle Associazioni dell’Emigrazione e dai Parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero, che quando è stata introdotta la 14ma si sono battuti affinché anche i pensionati residenti all’estero rientrassero tra gli aventi diritto. È un merito che rivendicato con orgoglio (anche se sono tante le cose che avremmo voluto fare e non siamo riusciti a fare) e che attiene a interessi legittimi e concreti. Ma vediamo chi ha diritto alla 14ma e in che cosa consiste”.
“Va premesso – spiegano i due parlamentari – che la somma aggiuntiva in teoria dovrebbe essere accreditata automaticamente dall’Inps agli aventi diritto ma se si ritiene di essere stati esclusi è consigliabile rivolgersi ad un Ente di patronato di riferimento. A luglio 2017 arriva una quattordicesima più ricca e ad una platea allargata: scattano infatti le modifiche inserite nella Legge di Stabilità, in base alle quali l’INPS ha provveduto a ridefinire il beneficio. La quattordicesima mensilità di pensione richiede un’età minima di 64 anni e prevede specifici requisiti di reddito. L’importo della 14ma varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 665 euro”.
“Una buona parte dei pensionati italiani residenti all’estero in possesso dei requisiti – continuano Fedi e Porta – avrà diritto, per motivi legati alla loro limitata carriera assicurativa in Italia, ad un importo medio di 437 euro (erogato una sola volta l’anno nel mese di luglio). La legge di Bilancio per il 2017 ha aumentato la misura della 14ma (altrimenti chiamata “somma aggiuntiva”) prevista per i soggetti in possesso di un reddito individuale (quindi non si tiene conto dell’eventuale reddito del coniuge) non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo (che quest’anno è pari a 501,89 euro mensile) ed ha stabilito che la 14ma sia inoltre corrisposta, sebbene in misura diversa, anche ai pensionati in possesso di un reddito complessivo tra 1,5 e 2 volte tale trattamento minimo”.
“Ma chi ha diritto alla 14ma? Lo stabilisce l’articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito dalla legge 3 agosto 2007, n. 127 a favore dei pensionati ultra sessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria, in presenza di determinate condizioni reddituali personali”, spiegano Porta e Fedi. “Le nuove norme hanno incrementato la misura della somma aggiuntiva prevista per i pensionati ultra sessantaquattrenni in possesso di un reddito individuale complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e cioè a 9.786,86 euro, che nel caso dei pensionati residenti all’estero deve comprendere anche i redditi esteri inclusa la pensione estera. Per i soggetti i quali non superano il suddetto reddito l’importo della 14ma sarà di 437 euro se essi fanno valere una anzianità contributiva italiana fino a 15 anni se lavoratori dipendenti e fino a 18 anni se lavoratori autonomi; l’importo sarà di 546 euro con contributi fino a 25 anni se lavoratori dipendenti e fino a 28 anni se lavoratori autonomi; l’importo infine sarà di 655 euro con contributi oltre 25 anni se lavoratori dipendenti e oltre 28 anni se autonomi”.
“Le nuove norme – ricordano i due deputati – hanno inoltre previsto che la somma aggiuntiva sia corrisposta anche in favore dei soggetti in possesso di un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il menzionato trattamento minimo (e cioè tra 9786,86 euro e 13.049,14 euro), ma con l’erogazione di importi più bassi che variano da 336 a 504 euro. Ai fini della determinazione del reddito è rilevante il solo reddito individuale del titolare composto, oltre che dalla pensione stessa, dai redditi di qualsiasi natura, con l’esclusione dei trattamenti di famiglia, le indennità di accompagnamento, il reddito della casa di abitazione, i trattamenti di fine rapporto e competenze arretrate. Sono escluse, inoltre, le pensioni di guerra, le indennità per i ciechi parziali, l’indennità di comunicazione per i sordomuti. Ribadiamo che per i residenti all’estero sono comprese nei redditi le pensioni estere”.
Fedi e Porta, quindi, ricordano che “fino ad oggi l’Inps si è rifiutato di prendere in considerazione i contributi esteri ai fini della determinazione degli importi della 14ma e che purtuttavia noi continuiamo la nostra attività politica e legislativa per modificare i criteri adottati dall’Istituto previdenziale italiano perché convinti dell’errore interpretativo e applicativo che danneggia i diritti dei nostri connazionali. Infine evidenziamo che il pagamento verrà effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017 ovvero di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell’anno 2017”.
Concludendo, i due deputati Pd ricordano che “il beneficio sarà erogato in via provvisoria sulla base dei redditi presunti e sarà verificato non appena saranno disponibili le informazioni consuntivate dei redditi dell’anno 2016 o, nel caso di prima concessione, dell’anno 2017, con, purtroppo come è già accaduto e come abbiamo denunciato, il pericolo che si costituiscano degli indebiti. Consigliamo comunque di rivolgersi a un patronato di fiducia per verificare l’eventuale diritto e gli importi spettanti (e per fare domanda nel caso in cui l’Inps non liquidasse d’ufficio la prestazione)”. (aise)
LA PUGLIA METTE SUL PIATTO 100MLN PER I BENI CULTURALI
Un unico grande bando pubblico che, con una dotazione di 100 milioni di euro da dividere tra quattro aree. E’ il Piano SMART-IN per la valorizzazione, fruizione e restauro dei Beni materiali ed immateriali del Patrimonio culturale regionale. Queste la 4 macro aree: Community Library, Laboratori di Fruizione, Teatri Storici, Empori della creatività. Si parte subito con l’area Community Library. Chi potrà partecipare e beneficiare dei finanziamenti? Enti locali, istituzioni scolastiche e universitarie, proprietari di istituti e luoghi di cultura, soggetti gestori pubblici e/o privati senza scopo di lucro. Si punta a migliorare gli spazi delle biblioteche attraverso interventi di restauro degli edifici introduzione di nuove tecnologie e naturalmente la dotazione libraria con l’obiettivo principale di recuperare un gap che oggi vede la Puglia e l'Italia tutta ancora troppo indietro per numero di lettori. I primi venti milioni di euro, la dotazione prevista per le Community Library, saranno quindi destinati a finanziare progetti di investimento fino a un importo massimo di due milioni di euro.
«Con questo bando - ha detto l'assessore regionale all'Industria turistica e culturale,Loredana Capone - puntiamo a valorizzare i beni culturali, a far sì che la cultura divenga patrimonio di tutti i cittadini. Non solo bene statico. La valorizzazione dei beni concorre poi a favorire l'occupazione in un settore importante per dare prospettiva ai talenti pugliesi spesso costretti a emigrare. Ovviamente se un bene culturale diventa attrattore incide anche sul turismo e, quindi, sulla crescita economica e culturale delle città e del territorio regionale. Dobbiamo inoltre favore gli investimenti in innovazione usando tutti gli strumenti disponibili: dalle nuove tecnologie all'innovazione dei processi di fruizione, al coinvolgimento del privati. Ci siamo chiesti quali sono le sfide che le istituzioni culturali si trovano ad affrontare nella società contemporanea. Che cosa significa aprirsi al cambiamento per dare risposta alle necessità, alle aspettative dei territori e delle comunità? Siamo arrivati alla conclusione che valorizzazione culturale, innovazione e qualità dei servizi sono i temi che più si connettono alle priorità. Tutto questo con una visione che pone al centro il cittadino».
«Questo bando – ha detto il presidente Emiliano - riguarda l’intera regione, a partire dai Comuni, dalle scuole e dagli enti che gestiscono immobili di particolare importanza che possono essere adibiti alla funzione di biblioteca e alla fruizione pubblica, e che possono avere elementi di innovazione tecnologica. Questo processo dunque è connesso al restauro di immobili di particolare pregio. Il bando, con 100 milioni di finanziamento, mette insieme la gestione delle biblioteche con il restauro, dando occasioni di rilancio della fruizione e di innovazione anche per le qualifiche delle persone che saranno chiamate a lavorarci»
XXIV PREMIO DEL VOLONTARIATO INTERNAZIONALE FOCSIV 2017: SI RIAPRONO LE CANDIDATURE
Si riaprono le candidature per il XXIV Premio del Volontariato Internazionale FOCSIV 2017. Sarà possibile candidarsi per tre diverse categorie: Volontario Internazionale, Giovane Volontario Europeo e Volontario del Sud.Il Premio ha ricevuto il Patrocinio dell’Agenzia Nazionale Giovani, mentre sono Partner Fondazione Missio, Forum Nazionale Terzo Settore, CEI 8x1000, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) - Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo e John Cabot University, accanto ai media partner storici, Famiglia Cristiana, TV2000, Avvenire, Radio Vaticana, Redattore Sociale e Rete Sicomoro. Oltre alla storica categoria del Volontario Internazionale il Premio prevede la categoria del Giovane Volontario Europeo, che valorizza la dimensione giovanile del Volontariato proposta dai vari programmi europei - Servizio Volontario Europeo, Programma ERASMUS+, Servizio Civile Nazionale italiano all’estero, SERVICE CIVIQUE Francese, EU AID VOLUNTEERS, etc. - con impegni diversi in contesti di cittadinanza attiva, impegno sociale, inclusione, in Europa e nel Mondo. Volontario del Sud, la categoria inserita nella rosa dei premi lo scorso anno, che grazie alla candidatura proposta dalle associazioni rappresentanti le diverse Diaspora, si rivolge all'impegno dei tanti immigrati che dall'Italia, con progetti di co-sviluppo, si adoperano alla crescita del proprio Paese di origine oppure a quello reso alla propria terra dai cittadini di altri paesi. I premi saranno consegnati il prossimo 2 dicembre, in prossimità della Giornata Mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni Unite per il 5 dicembre.
Per candidarsi è necessario inviare la domanda entro il 25 agosto, allegando brevi video di presentazione realizzati con la propria organizzazione di appartenenza. Nella seconda fase del concorso questi video potranno essere votati online.

 

 

Newsletter Settembre

CONVEGNO IN FIERA DEL LEVANTE 12 SETTEMBRE ORE 18:
“MMM MEDITERRANEO, MACROREGIONI, MIGRAZIONI”

PROGRAMMA:

Saluti:
dott. Mario Loizzo Presidente del Consiglio Regionale
avv. Vito Lacoppola Vice presidente dell’Aiccre Puglia e ass. Città Metropolitana Bari
dott. Pierluigi Introna Vice Sindaco di Bari
Relazione introduttiva:
Giuseppe Abbati Segretario Generale Aiccre Puglia
interventi programmati:
prof. Nicola De Cristofaro responsabile ufficio del dibattito del MFE Puglia
dott. Mario De donatis Vice presidente IPRES
prof. Pietro Pepe Direzione Aiccre
dott.ssa Monia Magistro docente Progetto “Giovani per il sociale”
dott. Giovanni Altrui della Direzione Regionale AITEF
dott. Danilo Sciannimanico Assessore Comune di Modugno
Dibattito:
Conclusioni:
prof. Giuseppe Moggia Vice presidente Aiccre

UMANITAEUROPAMONDO si trova sul sito:
www.aitefnazionale.it

VENEZUELA continua la tragedia nel silenzio delle istituzioni internazionali, vedi il sito www.aitefnazionale.it l’inserto speciale sul Venezuela.


Il futuro dell’EUROPA, vedi il sito www.aiccrepuglia.eu: “Libro bianco”, “Dimensione sociale dell’Europa” e “Gestione della globalizzazione”, “Dimensione sociale dell’Europa”, “Futuro della Difesa europea” e “Futuro delle finanze dell’Ue”. Concorri a costruire la nuova Europa e scrivi la Tua opinione sui documenti elaborati dalla Commissione europea inviandocela alla casella di posta elettronica: aitefperilsociale@gmail.com

A Napoli a dicembre si celebrerà il Congresso nazionale dell’Aitef


Progetto per giovani immigrate
Finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale, nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit”

L’Aitef Onlus e la Rahma Onlus, col finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, operano su un progetto di promozione sociale aperto a 48 giovani donne: “Formazione e assistenza alla creazione sociale di impresa per giovani immigrate”.
Le informazioni sono disponibili sui siti internet: www.marnostrum.it; www.aitefnazionale.it; www.aiccrepuglia.eu.


Aderisci al FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo). Compila la domanda di adesione in allegato.

Dona il 5x 1000 all’Aitef onlus scrivi: il CF. 80435210580 nello spazio relativo al volontariato è il primo in alto destra avrai la tessera Aitef 2017 gratis

 

Bandi

- ANNIVERSARIO NASCITA DI MORO: 6 BORSE DI STUDIO
LEGGI SOTTO

- FARNESINA: PUBBLICATI NUOVI BANDI "ALTRE OPPORTUNITÀ"
VISITA LA PAGINA WEB: HTTP://WWW.ESTERI.IT/MAE/IT/MINISTERO/SERVIZI/ITALIANI/OPPORTUNITA/NELLA_UE/ALTREOPPORTUNITA.HTML

- FARNESINA: BANDO COLLEGIO MONDO UNITO
VISITA LA PAGINA WEB: HTTP://WWW.ESTERI.IT/MAE/RESOURCE/DOC/2017/09/UWC_BANDO_BIENNIO_2018-2020.PDF
- FARNESINA: NUOVI AVVISI DI INCARICO IN ISRAELE E GRAN BRETAGNA
VISITA LE PAGINE WEB: HTTP://WWW.ESTERI.IT/MAE/IT/MINISTERO/SERVIZI/ITALIANI/OPPORTUNITA/AL_MAE/AVVISO_INCARICO.HTML?ID=1701 E
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- FARNESINA: NUOVI BANDI END TEMP
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Notizie: UN MONDO D'ITALIANI -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

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100° NASCITA DI ALDO MORO – 6 BORSE DI STUDIO da €.500,00
I temi individuati per gli elaborati sono:
1) Le opere giovanili di Aldo Moro sino alla Costituente ( 1946);
2) Il contributo di Aldo Moro alla elaborazione della Costituzione;
3) Aldo Moro Giurista;
4) Aldo Moro e la fede Cristiana;
5) Aldo Moro e la politica estera;
6) Aldo Moro Presidente del Consiglio;
7) Aldo Moro Politico;
8) l’Umanesimo di Aldo Moro;
9) Aldo Moro, uomo del dialogo;
10) Aldo Moro nei 55 giorni del rapimento tra “trattativa e fermezza”;
11) Aldo Moro e il concetto di Stato democratico;
12) Aldo Moro e la politica economica;
13) Aldo Moro: organizzazione costituzionale e ruolo dei partiti politici;
I requisiti per poter partecipare sono i seguenti:
1) Residenza Italiana;
2) Età non oltre i 40 anni..
Gli elaborati dovranno essere spediti all’indirizzo di posta elettronica: ass.consiglieri@consiglio.puglia.it e/o per raccomandata all’indirizzo: Associazione consiglieri regionali della Puglia – Regione Puglia – Viale Unità d’Italia, 24/C – 70125 Bari
 


La Legge sulla Partecipazione - Regione Puglia
I CONTENUTI ESSENZIALI
• indica un metodo di governo, (peraltro già intrapreso con la costruzione del Programma), coinvolgendo in modo permanente cittadini, amministratori e attori sociali, culturali, economici, politici, scientifici, che avranno voce sulla programmazione regionale e sull’attuazione del programma di governo, nonché sulla sua verifica nell’arco della legislatura.
• promuove la cultura della responsabilità sociale, affermando un modello di democrazia che corregga la tendenza agli eccessi di delega, investendo sulla crescita delle comunità locali, sulla cittadinanza attiva nell'uso condiviso di beni pubblici, sull’inclusione e la coesione sociale.
• crea sinergia e complementarietà fra la democrazia partecipativa e quella rappresentativa,integrandole e rafforzando la funzione delle istituzioni, e delle forme della rappresentanza, nello spirito della Costituzione repubblicana, riducendo il gap fra eletti ed elettori, promuovendo la capacità associativa e di rete dei cittadini e dei Comuni.
• stabilisce come proprio obiettivo il “decision making”, ovvero il processo che porta alla decisione, in tempi certi, e con strumenti trasparenti e democratici.
• consentirà la costruzione partecipata del Piano di sviluppo regionale e delle politiche di programmazione. Gli strumenti della programmazione strategica tornano in primo piano, fra gli obiettivi di questa legislatura.


STRUMENTI DELLA LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE PUGLIESE:
• sarà istituito il dibattito pubblico, obbligatorio in via preliminare, per le grandi opere e per interventi di rilevante impatto territoriale, ambientale, urbanistico, paesaggistico, socio-economico, anche nel caso in cui si debbano esprimere pareri relativi ad opere pubbliche nazionali.
• sarà istituito un programma annuale/biennale dei processi partecipativi a cui accedere tramite avviso pubblico. Tale programma potrà contenere, oltre ai progetti proposti dalla Regione, quelli di altri soggetti, quali enti locali, associazioni, sindacati, partiti. Tale programma sarà sottoposto al parere del Consiglio regionale durante la seduta annuale dedicata alla Partecipazione.
• sarà istituito un spazio sul web dedicato, collegato al portale istituzionale, potenziando anche gli strumenti di accesso e condivisione degli open-data ed un Ufficio della partecipazione che farà da riferimento per i cittadini, le amministrazioni, il partenariato, le imprese e stakeholders in generale.
• la legge prevederà che i percorsi partecipativi, come il dibattito pubblico, debbano svolgersi nell’arco di 6/12 mesi, e concludersi con un documento ufficiale. Eventuali decisioni difformi dagli esiti della partecipazione, da parte di organismi regionali, dovranno essere dettagliatamente motivate.
• ai fini dell’attuazione del Programma di Governo, saranno istituiti alcuni dispositivi di monitoraggio, valutazione e verifica: Town Meeting rivolti a sindaci, amministratori locali, cittadini, nella forma di incontri tematici su base territoriale a cui parteciperanno associazioni, stakeholders, esponenti della comunità scientifica, partenariato economico e sociale.
• sarà istituito un Albo regionale per la partecipazione, a cui dovranno registrarsi tutte le associazioni che vogliono proporre progetti.
• sarà istituita una sessione annuale del Consiglio regionale sulla Partecipazione.
• sarà introdotta una clausola di premialità nell’erogazione dei contributi regionali, per i soggetti ed i progetti che prevedono e praticano iniziative partecipative.
• sarà istituito il Bilancio sociale di genere, come strumento di programmazione partecipata. Il documento viene presentato nella sessione annuale di Bilancio.
• sarà previsto il Diritto di tribuna, ad un esponente delle liste che non hanno eletto propri rappresentanti in Consiglio regionale.
• saranno previsti strumenti di “sorveglianza civica”, per monitorare il funzionamento dei servizi pubblici ed individuare proposte di risparmio di risorse pubbliche.

EMILIANO: “QUESTA LEGGE DIVENTI CULTURA CONDIVISA, PER UN NUOVO PATTO TRA ISTITUZIONI E CITTADINI”
“Questa legge apre una frontiera per un nuovo patto con i cittadini, che dovranno ricominciare a fidarsi delle istituzioni, perché da oggi potranno controllare ogni nostro gesto e valutare e distinguere i politici buoni da quelli che buoni non sono. Dare forza alle persone perbene in politica è uno degli obiettivi di questa legge e io mi auguro che lo si possa cogliere pienamente. Grazie a tutti quelli che si sono adoperati per portare a termine un lavoro così importante e così ben fatto”. Con queste parole il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha presentato oggi in aula la Legge sulla Partecipazione, pietra miliare del suo programma di governo, che garantisce ai cittadini di contribuire alle decisioni che coinvolgono i territorio e le comunità locali.
“La partecipazione – spiega Emiliano - è un metodo che noi abbiamo praticato nel costruire il programma sin dall’inizio di questa storia. Cominciammo a Bari nel 2004, e l’anno successivo a quei forum, noi facemmo le primarie per individuare il candidato presidente e da allora non abbiamo mai abbandonato questo sistema, in nessuna importante elezione. È quindi un elemento che caratterizza la nostra storia, che veniva poi addirittura versato dentro un esperimento unico che non era mai stato praticato in nessun luogo d’Italia, le Sagre del programma, che ci hanno consentito di scrivere il programma dal basso.
Questa storia oggi si trasforma in una legge tra le migliori in materia. È una legge che mette tutti nelle condizioni di essere parte attiva di un processo strutturato, finanziato, regolato, che addirittura prevede la obbligatorietà del dibattito pubblico sulle grandi infrastrutture e opere da realizzare.
La democrazia così si perfeziona e non diventa affatto lenta. La democrazia è lenta quando è arrogante, quando prova a forzare la mano. Ma senza consenso dal basso si ha solo l’illusione dell’accelerazione della decisione. Nella realtà, poi, succede sempre qualcosa che consente a qualcuno di alzare la mano e di dire: “Io non sono mai stato interpellato. Io ho un ruolo e non sono d’accordo, e vi faccio la guerra fino a che non mi darete ragione”. Siccome non lo avete mai stanato prima quel soggetto, non gli avete mai consentito prima di dire qual era la sua idea, non avete procedimentalizzato il lavoro politico che serve per decidere se fare o non fare un’opera, ha gioco facile”.
“Ringrazio la maggioranza – conclude Emiliano - del sostegno che mi ha dato, perché questa non è una legge mia, questa non è una legge che è una priorità, questa è una legge che compie un cammino politico che voi avete fatto e che io oggi ho solo la ventura di rappresentare come Presidente, ma questo cammino viene prima della legge e l’abbiamo fatto noi, qualche volta con più convinzione, qualche volta con meno convinzione, ma siamo arrivati a una conclusione che finalmente rappresenta qual è l’idea della politica del centrosinistra della Regione Puglia, quell’idea che in questi giorni molti stanno guardando.
Da oggi proviamo a utilizzarla sul serio questa legge, a farla decollare in modo tale che diventi cultura condivisa”.

 

 


Newsletter giugno

VENEZUELA continua la tragedia ….nel silenzio delle istituzioni internazionali, vedi sul sito www.aitefnazionale.it l’inserto speciale sul Venezuela.

Immigrazione: lettera di Abbati, vedi sito internet

Voto elettronico: lettera di Abbati, vedi sito internet

Il futuro dell’EUROPA, vedi sul sito www.aitefnazionale.it.il “Libro bianco”, Dimensione sociale dell’Europa” e “Gestione della globalizzazione”
Concorri a costruire la nuova Europa e scrivi la Tua opinione sui documenti elaborati dalla Commissione europea

A Napoli a dicembre si celebrerà il Congresso nazionale dell’Aitef

“Umanità europa mondo” il giornale on line dell’AITEF ed altre Associazioni fra pochi giorni sarà sui VS pc

Progetto per giovani immigrate
Finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit”

A Bari il 21.06.2017 alle ore 10.30 presso la sede Aitef Anci il primo seminario del progetto per giovani immigrate:

L’Aitef Onlus e la Rahma Onlus, col finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, operano su un progetto di promozione sociale aperto a 48 giovani donne: “Formazione e assistenza per giovani immigrate”.
Le informazioni sono disponibili sui siti internet: www.marnostrum.it; www.aitefnazionale.it; www.aiccrepuglia.eu.


APERTO NUOVO PORTALE INPS

Aderisci al FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo). Compila la domanda di adesione in allegato.

Dona il 5x 1000 all’Aitef onlus scrivi: il CF. 80435210580 nello spazio relativo al volontariato è il primo in alto destra avrai la tessera Aitef 2016 gratis

Bandi e notizie (lettura completa a fondo pagina)

- ANNIVERSARIO NASCITA DI MORO: 6 BORSE DI STUDIO
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- 2000 assunzioni nella P.A., 301 nei Beni Culturali
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- PROGRAMMA ITALIA-CROAZIA 2014-2020: PRIMO BANDO DA 78 MILIONI DI EURO PER PROGETTI NELL'AREA COSTIERA ADRIATICA
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- PROFESSIONE FUNZIONARIO INTERNAZIONALE: APERTO IL NUOVO MASTER SIOI
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- BANDO MAECI: BORSE DI STUDIO, IN FAVORE DI STUDENTI STRANIERI E STUDENTI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO (IRE) PER L’ANNO ACCADEMICO 2017-2018
CONSULTARE SITO INTERNET: http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/stranieri/opportunita/borsestudio_stranieri.html

BANDI SITO FARNESINA:
http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/italiani/opportunita/nella_ue/nelle_istituzioni/espertinazionalidistaccati/ricerca_espertinazdistaccati.html

- ISSNAF AWARDS 2017: PUBBLICATO IL BANDO


- PORTA (PD): I PENSIONATI ITALIANI RESIDENTI IN CILE NON POTRANNO PIÙ ESSERE TASSATI DALL’ITALIA
- FEDI (PD): IMPORTANTI CHIARIMENTI SULLE PRESTAZIONI FAMILIARI DISCIPLINATE DAI REGOLAMENTI COMUNITARI
- DEPUTATI PD ESTERO: LA NUOVA NORMATIVA SULLA FORMAZIONE ITALIANA ALL’ESTERO È LEGGE/ ACCOLTE LE PROPOSTE MIGLIORATIVE
- FEDI E PORTA (PD): CON "OPZIONE DONNA" LA PENSIONE ANTICIPATA È FRUIBILE ANCHE DALLE RESIDENTI ALL’ESTERO
- LA MARCA (PD): ULTIMO PASSAGGIO PER LA DEFINITIVA ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO ACCORDO DI SICUREZZA SOCIALE TRA ITALIA E CANADA
- CITTADINANZA PER DISCENDENZA A BELO HORIZONTE/ DA SETTEMBRE PRENOTAZIONI PER CHI HA FATTO RICHIESTA DAL 2010 AL 2012
- STOCCOLMA: L’AMBASCIATA LANCIA UNA INIZIATIVA DI NETWORKING RIVOLTA AI RICERCATORI E STUDENTI ITALIANI IN SVEZIA
- LA MARCA (PD): PASSI IN AVANTI SUL RECIPROCO RICONOSCIMENTO DELLE PATENTI DI GUIDA TRA ITALIA E CANADA
- LEGGE DI STABILITÀ: IMPORTANTI NOVITÀ PER I LAVORATORI FRONTALIERI
- SALVAGUARDARE LA DIGITALIZZAZIONE DELL’INDUSTRIA EUROPEA: LA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO UE
- BREXIT/ GOZI A “AFFARINTERNAZIONALI”: PARLAMENTO EUROPEO, PER 73 SEGGI SU UNA LISTA TRANSNAZIONALE
- GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO/ FEDI (PD): APPROVATA NORMA CHE EVITA LA DOPPIA TASSAZIONE ADERENDO ALLA VOLUNTARY DISCLOSURE, MA…
- L'EUROPA SOTTOSCRIVE UNA STRATEGIA COMUNE PER ELIMINARE LA POVERTÀ
- UFFICIO CONSOLARE A MANCHESTER: AMENDOLA RISPONDE A GARAVINI/ LA DEPUTATA: OTTIMA NOTIZIA
- TASSA CITTADINANZA: ACCELERARE I TEMPI PER TRASFERIRE LA QUOTA AI CONSOLATI/ DA PORTA (PD) INTERPELLANZA URGENTE AL MEF
- CERTIFICAZIONE UNICA INPS 2017 E TRATTENUTE FISCALI SU PENSIONI PAGATE IN BRASILE E CANADA – DI MARCO FEDI E FABIO PORTA

 


CONVENZIONI

Convenzione Aitef con gli alberghi della Travel Roma prenota su www.travelroma.it

Convenzione con l’Albergo “Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef
“Torre Brayda ” di Cerignola: agli amici dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

Hotel Mondial a Roma in via Torino, 127. Visita la pagina “convenzioni” sul sito internet www.aitefnazionale.it per ottenere informazioni sulle modalità di sconto
Chieti: albergo “ antico borgo ” sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

Segnaliamo:
“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli
Su http:// www.aitefnazionale.it,
“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it - info@quotidianoarte.it,
Notizie: UN MONDO D'ITALIANI -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

"IlSudEst" il giornale on line realizzato con il contributo volontario ed appassionato di tanti giovani intellettuali, tutti caratterizzati dal comune ed insopprimibile bisogno di libertà, è soprattutto uno strumento, una leva per sollevare il mondo che ci circonda, visita il sito www.ilsudest.it.

 

AITEF onlus ROMA VIA TORINO,95, Via Caroncini,19
Tel.00393473313583,C.F.80435210580 www.aitefnazionale.it, aitef@aitefnazionale.it
aitefpuglia@libero.it, abbatip@libero.it, socio fondatore della
Consulta Nazionale Emigrazione (CNE) e del
Forum Associazioni Italiani nel mondo( FAIM )

Roma, via Aldrovandi,16, faimitalia@gmail.com,

 

 

ALLEGATI NOTIZIE

 

100° NASCITA DI ALDO MORO – 6 BORSE DI STUDIO da €.500,00
I temi individuati per gli elaborati sono:
1) Le opere giovanili di Aldo Moro sino alla Costituente ( 1946);
2) Il contributo di Aldo Moro alla elaborazione della Costituzione;
3) Aldo Moro Giurista;
4) Aldo Moro e la fede Cristiana;
5) Aldo Moro e la politica estera;
6) Aldo Moro Presidente del Consiglio;
7) Aldo Moro Politico;
8) l’Umanesimo di Aldo Moro;
9) Aldo Moro, uomo del dialogo;
10) Aldo Moro nei 55 giorni del rapimento tra “trattativa e fermezza”;
11) Aldo Moro e il concetto di Stato democratico;
12) Aldo Moro e la politica economica;
13) Aldo Moro: organizzazione costituzionale e ruolo dei partiti politici;
I requisiti per poter partecipare sono i seguenti:
1) Residenza Italiana;
2) Età non oltre i 40 anni..
Gli elaborati dovranno essere spediti entro il prossimo 30 aprile all’indirizzo di posta elettronica: ass.consiglieri@consiglio.puglia.it e/o per raccomandata all’indirizzo: Associazione consiglieri regionali della Puglia – Regione Puglia – Viale Unità d’Italia, 24/C – 70125 Bari
2000 assunzioni nella P.A., 301 nei Beni Culturali
Il pacchetto più ampio è proprio quello dei Beni culturali seguito dall’ Inps con 259 posti. 1300 posti stanno per essere sbloccati e subito poi seguiranno altri 800 per un totale di oltre 2000. E’ quanto contenuto nel decreto che dovrebbe essere stato firmato dal ministro della P.A. Marianna Madia ed a seguire dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.
Nel dettaglio si contano 1.315 nuove assunzioni, solo 12 per dirigenti, tra cui spiccano le infornate per il ministero dei Beni culturali (301), l'Inps (259) e il ministero della Giustizia - dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (130). Degli altri 788 posti da mettere a bando, per oltre la metà (407) è già prevista l'autorizzazione ad assumere.
Un piano straordinario riguarderà l'ingresso per coloro che, avendo superato un concorso, sono stati impiegati per anni con contratti di lavoro precario.
Per coloro che, senza concorso, siano stati impiegati per oltre un triennio, saranno previsti concorsi con posti riservati.
«Abbiamo concluso la più grande operazione di mobilità mai fatta in Italia. Dalle Province sono state ricollocate 20 mila persone e adesso possiamo ricominciare ad assumere in modo regolare», ha spiegato Madia ospite di Porta a Porta.
"PROGETTO MENTORING": UNIONCAMERE E ASSOCAMERESTERO PER UNA CRESCITA INTERNAZIONALE DELLE IMPRESE ITALIANE”
ROMA\ aise\ - Nasce il Progetto di Mentoring a favore del tessuto imprenditoriale italiano, ideato e finanziato da Unioncamere e messo in atto grazie alla gestione e coordinazione di Assocamerestero, insieme al partenariato scientifico della Camera di Commercio di Torino e con il supporto della rete delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) e quella delle Camere di Commercio in Italia (CCIAA).
Il progetto punta a creare una rete professionale di manager e/o imprenditori italiani che vivono all’estero e che, nel ruolo di mentore, vogliano mettere la propria esperienza a disposizione di imprese italiane interessate a divenire più competitive, anche attraverso una migliore posizione sui mercati esteri.
"Come sistema camerale italiano, abbiamo deciso quest’anno di puntare per la prima volta, in via sperimentale, sul tema del mentoring quale opportunità di crescita per le imprese italiane", spiega Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. "Sempre più, infatti, le aziende, non solo nel momento di startup, ma anche in fasi successive di sviluppo dell’attività, necessitano di un supporto qualificato da parte di chi possa trasferire loro conoscenze legate a un determinato settore o a un progetto di sviluppo, soprattutto quando si tratta di operare in mercati, anche lontani, le cui dinamiche devono essere ben conosciute e comprese".
Il progetto rappresenta un’opportunità anche per coloro che ricoprono il ruolo di mentore, i quali potranno incrementare le proprie relazioni professionali grazie all’inserimento all’interno di una rete internazionale di professionisti, imprese ed istituzioni. Inoltre, potranno entrare a contatto con realtà imprenditoriali dinamiche e motivate, agevolando così la nascita di nuove idee e rinnovando le proprie motivazioni professionali.
"Le Camere italiane all’estero saranno impegnate ad attivare nei territori di loro presidio un network di manager e imprenditori italiani che operano al di fuori dei confini nazionali", dichiara Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero, "e che sono disposti a mettere la propria esperienza e competenza al servizio di aziende interessate a sviluppare il proprio business in ambito internazionale".
Così, tra le funzioni istituzionali della Camere all’estero, verrà inserita anche la mentorship. "Le CCIE, pivot delle comunità che vogliono fare affari con l’Italia, rappresentano un partner naturale per quest’azione", continua Auricchio. "Parliamo, infatti, di realtà che da sempre aggregano imprenditori che offrono ad altri imprenditori servizi ad elevato valore aggiunto, frutto di un DNA imprenditoriale che permette loro di comprendere e spesso anticiparne le esigenze".
Ai mentori è richiesta un’esperienza professionale di almeno dieci anni e un’attuale posizione manageriale in settori innovativi e prioritari per i bisogni di crescita delle piccole e medie imprese italiane. All’imprenditore o manager di azienda italiana, dall’altro lato, è richiesto il massimo interesse ad aumentare la propria cultura d'impresa e a sviluppare il proprio business sui mercati esteri, dimostrando una forte motivazione al cambiamento e all’innovazione.
Per Matteo Lazzarini, rappresentante dei Segretari generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, il progetto rappresenta un’importante novità nel settore dell’internazionalizzazione. "I nostri imprenditori che vivono e operano all’estero sono una ricchezza per l’Italia che a volte resta inespressa e poco utilizzata", afferma. "Le sinergie tra Camere di Commercio italiane e italiane all’Estero permetteranno a molte PMI di affacciarsi sui mercati internazionali avvalendosi dei consigli e del supporto di imprenditori e manager di successo". (francesca palombo\aise)
PROGRAMMA ITALIA-CROAZIA 2014-2020: PRIMO BANDO DA 78 MILIONI DI EURO PER PROGETTI NELL'AREA COSTIERA ADRIATICA
VENEZIA\ aise\ - Settantotto milioni di euro di fondi UE del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è l’importo messo a bando dal Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Croazia, del quale la Regione del Veneto è Autorità di Gestione, che esordisce così sulla scena europea.
Su proposta dell’assessore regionale alla programmazione Fondi UE, Federico Caner, la Giunta veneta ha approvato mercoledì scorso i primi bandi relativi ai quattro Assi Prioritari: innovazione blu (pesca sostenibile, turismo non solo balneare, idrovie e trasporti navali, traffico marittimo, protezione degli habitat e della fauna acquatica, sviluppo biotecnologie); sicurezza e resilienza legate all’adattamento ai cambiamenti climatici e a eventi calamitosi; patrimonio culturale e naturale; trasporto marittimo.
“Obiettivo generale del Programma, che coinvolge oltre 12 milioni di abitanti e che dispone di una dotazione fino all’anno 2020 di oltre 201 milioni di euro a cui vanno aggiunti più di 35 milioni di cofinanziamenti nazionali che portano a un volume complessivo di spesa di circa 237 milioni di euro – spiega Caner –, è aumentare la competitività e l’occupazione nel sistema produttivo distribuito intorno al litorale adriatico, preservare le risorse naturali e valorizzare il patrimonio culturale nonché migliorare le connessioni promuovendo la multimodalità nei trasporti”.
Il primo pacchetto di bandi è rivolto ai soggetti, pubblici e privati, dotati di personalità giuridica e aventi sede legale in una delle 8 contee croate o delle 25 province italiane che si affacciano sull’Adriatico.
I progetti con i quali sarà possibile partecipare al bando potranno essere di due tipi: “Standard” e “Standard+” (proseguimento ed evoluzione di progetti di cooperazione finanziati in precedenza).
Le domande dei progetti “Standard+” potranno essere presentate dal prossimo 27 marzo fino al 10 maggio, per quelle dei progetti “Standard” dal 21 aprile al mese di luglio.
I bandi saranno disponibili sul sito www.italy-croatia.eu e www.regione.veneto.it. (aise)
PROFESSIONE FUNZIONARIO INTERNAZIONALE: APERTO IL NUOVO MASTER SIOI
ROMA\ aise\ - Le opportunità di lavoro nelle Organizzazioni Internazionali e non governative sono molteplici anche se non sempre di facile individuazione. I giovani che desiderano diventare “Funzionario Internazionale” devono essere dotati di spiccate doti relazionali e di adattabilità e flessibilità, capacità di team working e di problem solving e di una buona preparazione teorica, sapientemente coniugata all’esperienza sul campo.
Il Master universitario per le Funzioni Internazionali per esperti della cooperazione internazionale, organizzato dalla SIOI e da UNITELMA Sapienza, ha l’obiettivo di formare esperticon competenze specifiche in progettazione di interventi di cooperazione, nella gestione del rischio e nelle Relazioni Internazionali.
Il Corso è rivolto a giovani laureati in tutte le discipline perché nelle Carriere Internazionali possono trovare impiego economisti, giuristi, sociologi, ma anche medici e ingegneri, insomma non solo laureati in Scienze Politiche.
Il Master si svolge presso la sede della SIOI di Roma, a Palazzetto di Venezia, dal 15 Marzo al 29 settembre 2017, seguirà un periodo di tirocinio presso organismi internazionali, strutture pubbliche o private.
Il programma analizza nelle quattro aree disciplinari, i principali aspetti legati alle tematiche del diritto internazionale, della tutela dei diritti umani e dell’economia dello sviluppo unitamente ad un quadro geopolitico delle principali aree di crisi.
I sette seminari di specializzazione (Progettazione di interventi di cooperazione internazionale, Missioni internazionali di osservazione elettorale, Fund Reicing, Risk Management, Cultura islamica, Diplomazia digitale, Negoziazione) completano il percorso formativo fornendo gli strumenti di lavoro richiestiagli operatori che agiranno all’interno delle politiche di sviluppo e delle emergenze umanitarie.
È inoltre prevista la partecipazione a ONE Arctic: “the international Youth Simulation of the Arctic Council”, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata USA in Italia, che vedrà la partecipazione di giovani provenienti da ogni parte del mondo.
Tutte le informazioni sul master sono online sul sito sioi: www.sioi.org. (aise)
ISSNAF AWARDS 2017: PUBBLICATO IL BANDO
NEW YORK\ aise\ - L’Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF) ha pubblicato il bando per la raccolta di candidature per i prestigiosi ISSNAF Awards 2017, destinati ai migliori giovani ricercatori italiani negli Stati Uniti o nel Canada, che con il loro lavoro abbiano saputo promuovere l’immagine del nostro Paese.
Per candidarsi agli ISSNAF Awards è richiesta la cittadinanza italiana, il PhD o Medical Residency (ottenuti tra 1 gennaio 2010 e 31 dicembre 2015) e l’affiliazione a un’istituzione di ricerca statunitense o canadese.
I premi per i quali è possibile candidarsi sono cinque: ISSNAF Award for Young Investigators, per le scienze per l’ambiente, dell’astrofisica e della chimica; Hogan Lovells Award, per la medicina, le bioscienze e le scienze cognitive; Paola Campese Award, per ricerche sulla Leucemia; Franco Strazzabosco Award, per l’ingegneria; Annamaria Molteni Award, per la matematica e la fisica.
Le candidature devono essere inviate on-line a partire da oggi, 1 giugno, a questo indirizzo.
Il bando si chiude il 30 giugno 2017.
La cerimonia di premiazione avrà luogo l’8 novembre 2017 presso l’Ambasciata d’Italia a Washington e i vincitori riceveranno, oltre al prestigioso titolo, un premio di 3000 dollari.
L’ISSNAF è un’organizzazione no-profit creata allo scopo di promuovere l'interazione scientifica fra ricercatori italiani attivi in Nord America ed istituzioni italiane accademiche e non operanti nei campi della biologia, delle scienze umanistiche, della medicina, della matematica, della fisica, dell’ingegneria, delle tecnologie dell'informazione e delle scienze sociali. (aise)
PORTA (PD): I PENSIONATI ITALIANI RESIDENTI IN CILE NON POTRANNO PIÙ ESSERE TASSATI DALL’ITALIA
ROMA\ aise\ - Il Cile va ad aggiungersi a quei "pochissimi Paesi convenzionati con l’Italia contro le doppie imposizioni fiscali". Ad annunciarlo è il deputato Pd eletto in Sud America Fabio Porta.
"Come è noto", spiega Porta, "a decorrere dal 20/12/2016, è entrata in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Cile (L. 03.11.2016, n. 212). Giova quindi ricordare che il nuovo accordo all’articolo 18, comma 1, prevede che: "1. Le pensioni e le altre remunerazioni analoghe pagate ad un residente di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in questo Stato", con applicazione del principio della tassazione esclusiva nel paese di residenza sia per le pensioni private (Inps) che per le pensioni pubbliche (ex-Inpdap). Il Cile si aggiunge quindi a quei pochissimi Paesi (tra i quali la Tunisia e l’Australia) convenzionati con l’Italia contro le doppie imposizioni fiscali dove vengono tassate esclusivamente nel Paese di residenza oltre che le pensioni Inps anche le pensioni dei dipendenti pubblici italiani (si tratta di una norma favorevole per i pensionati visto che le aliquote fiscali italiane sono solitamente più alte)".
"Ma cosa devono fare i pensionati italiani residenti in Cile per evitare di essere tassati anche alla fonte e cioè in Italia?". Lo chiarisce Fabio Porta. "Ce lo ricorda l’Istituto previdenziale italiano in un suo recentissimo Messaggio indicando che i beneficiari di pensioni erogate dall’INPS considerati residenti fiscalmente in Cile, ai sensi dell’art.2, comma 2, del TUIR (DPR 917/86), possono richiedere all’Istituto, in qualità di sostituto d’imposta, l’esenzione dall’imposizione fiscale della prestazione in Italia, inviando alla struttura territoriale INPS competente l’apposita istanza tramite apposito modello multilingue di richiesta (mod. EP/I), disponibile alla sezione Modulistica/Convenzioni Internazionali del sito istituzionale dell’Inps, completo dell’attestazione della residenza fiscale estera rilasciata dall’Autorità fiscale cilena, in modo tale da evitare una doppia tassazione e rimanere così assoggettati al solo Fisco cileno. È ovvio", precisa il parlamentare Pd, "che questi ultimi soggetti non pagando più l’Irpef in Italia non potranno avere diritto alle detrazioni per carichi di famiglia anche se producono almeno il 75% del loro reddito complessivo in Italia".
Infine Fabio Porta ricorda che "l’art.2, comma 2, del TUIR stabilisce che ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti in Italia le persone che per la maggior parte del periodo di imposta (183 giorni) sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile".
Un’ultima annotazione: "voglio sottolineare con rammarico che ci sarebbero molti più pensionati italiani residenti in Cile se l’Italia si decidesse a ratificare l’accordo di sicurezza sociale che è in "sala d’aspetto" dal 1998. L’accordo", conclude Porta, "consentirebbe a migliaia di italiani e cileni di poter finalmente utilizzare la contribuzione versata nei due Paesi per ottenere il sacrosanto diritto ad una prestazione pensionistica". (aise)


FEDI (PD): IMPORTANTI CHIARIMENTI SULLE PRESTAZIONI FAMILIARI DISCIPLINATE DAI REGOLAMENTI COMUNITARI
ROMA\ aise\ - “Solo l’assegno per il nucleo familiare (ANF) e gli Assegni familiari (quelli per alcune categorie di lavoratori autonomi) rientrano nel campo di applicazione dei Regolamenti comunitari di sicurezza sociale, e sono quindi – tra l’altro – esportabili, mentre le altre prestazioni familiari concesse dai Comuni sono escluse. L’importante chiarimento è venuto dall’Inps in suo recente Messaggio in risposta a quesiti giunti da numerose sedi dell’Istituto che avevano avuto dubbi su come applicare la normativa comunitaria che coordina le leggi dei vari sistemi previdenziali nazionali”. A renderlo noto è il deputato Pd Marco Fedi.
“Come è noto – spiega il parlamentare eletto all’estero – l’assegno al nucleo familiare (ANF) rappresenta un mezzo di sostegno per le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che percepiscano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla legge mentre gli assegni familiari sono una prestazione economica a sostegno delle famiglie di alcune categorie di lavoratori (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti, titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi) con un reddito complessivo per il nucleo familiare inferiore ai limiti stabiliti annualmente dalla legge. A entrambe queste prestazioni quindi sono integralmente applicabili le disposizioni del Titolo III Capitolo 8 del Regolamento di base europeo n. 883 perché di natura tipicamente previdenziale, ossia legate alla contribuzione del lavoratore”.
“Esplicitamente escluse dai Regolamenti comunitari di sicurezza sociale – precisa il deputato – sono invece le prestazioni considerate assistenziali come ad esempio l’Assegno al nucleo familiare dei Comuni introdotto dall’art. 65 legge n. 448/1998 e s.m.i. (si tratta di un assegno, concesso in via esclusiva dai comuni e pagato dall'INPS, rivolto alle famiglie che hanno almeno tre figli minori e che dispongono di patrimoni e redditi limitati), l’Assegno a sostegno della natalità introdotto dall’art. 1 commi 125 – 129 l. n. 190/2014 (si tratta di un assegno annuale destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e con un ISEE non superiore a 25mila euro), e l’Assegno di maternità concesso dai Comuni introdotto dall’art. 74 d. lgs. N. 151/2001”.
“L’Inps – ricorda Fedi – aveva ritenuto opportuno e necessario formulare un’apposita richiesta di parere al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per verificare se le succitate prestazioni assistenziali potessero essere incluse o meno nell’ambito del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale previsto dal Regolamento CE n. 883/2004 di base e dal Regolamento CE n. 987/2009 di applicazione. Il Ministero, nell’esprimere il proprio parere, ha condiviso l’orientamento dell’Istituto, secondo il quale, così come disposto con la circolare n. 86/2010, le prestazioni familiari previste dalla legislazione italiana – a cui sono integralmente applicabili le disposizioni del Titolo III Capitolo 8 del Regolamento di base – sono quelle di natura tipicamente previdenziale, ossia legate alla contribuzione del lavoratore e precisamente: 1. l’assegno per il nucleo familiare ai lavoratori dipendenti, pensionati, titolari di prestazioni previdenziali derivanti da lavoro dipendente, lavoratori parasubordinati, agricoli e domestici; 2. gli assegni familiari e le quote di maggiorazione”.
“Pertanto – continua Fedi – in conformità a quanto precisato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, devono ritenersi escluse dall’ambito di applicazione dei Regolamenti CE di sicurezza sociale le succitate prestazioni di carattere assistenziale e cioè l’Assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dal Comune, l’Assegno di maternità concesso dai Comuni e l’Assegno a sostegno della natalità”.
Il deputato, infine, sottolinea che “per capire l’importanza dell’esclusione dai Regolamenti delle prestazioni assistenziali succitate, le disposizioni dei Regolamenti comunitari in materia di prestazioni familiari sono basate essenzialmente, come le disposizioni relative agli altri settori della sicurezza sociale, sui principi generali enunciati nel Regolamento di base: parità di trattamento, esportabilità delle prestazioni, assimilazione delle prestazioni, dei fatti e dei redditi, divieto di cumulo di prestazioni a carico di due o più Stati membri per gli stessi soggetti e per lo stesso periodo, totalizzazione dei periodi assicurativi nei casi in cui la legislazione di uno Stato membro subordini il diritto alla prestazione a determinati requisiti di assicurazione”. (aise)


DEPUTATI PD ESTERO: LA NUOVA NORMATIVA SULLA FORMAZIONE ITALIANA ALL’ESTERO È LEGGE/ ACCOLTE LE PROPOSTE MIGLIORATIVE
ROMA\ aise\ - “Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 16 maggio, il decreto sulla scuola italiana all’estero, che il Governo ha emanato in esecuzione della delega ricevuta dalla legge sulla Buona Scuola, ha pienezza di legge. Il sistema della formazione italiana all’estero, dunque, ha il suo nuovo ordinamento”. Così in una nota congiunta i sei deputati Pd eletti all’estero, Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi, che sottolineando come il Governo abbia “recepito in larga misura le richieste di modifica avanzate nel corso di un’ampia consultazione, in particolare quelle di noi eletti all’estero, del CGIE e dei sindacati, ricalibrando il testo sulla base degli articolati pareri delle commissioni parlamentari di Camera e Senato”.
Ciò, rimarcano i sei parlamentari, “è il frutto certamente dell’apertura che gli ultimi governi hanno dimostrato verso il nostro mondo, ma anche il risultato del grande lavoro fatto a livello parlamentare per fare una sintesi delle diverse posizioni e migliorare sensibilmente la qualità del provvedimento. Di questo ringraziamo in particolare le colleghe Garavini e Blazina, relatrici nelle rispettive commissioni, e soprattutto sottolineiamo la proficuità di un metodo positivamente sperimentato, quello di fare squadra tra tutti i livelli di rappresentanza degli italiani all’estero. Un’impostazione da ricercare anche in futuro”.
“Alla luce di questi interventi, - prosegue la nota – la nuova normativa proietta la formazione italiana nel mondo in un quadro pluralistico e interculturale, riconosce la forte articolazione delle situazioni geopolitiche e culturali nelle quali la proposta formativa ricade, valorizza la funzione degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura e ne precisa il profilo giuridico e didattico, si fa carico dell’esigenza di un maggiore coordinamento degli interventi istituendo un tavolo di concertazione tra MAECI e MIUR, assume il metodo della programmazione pluriennale e rilancia la metodologia dei Piani Paese, elimina il parere preventivo delle autorità diplomatiche e consolari sulla programmazione scolastica, estendendo la sfera di autonomia delle scuole, conserva il sistema di selezione del personale di ruolo da includere nel contingente, amplia lo stesso contingente di 50 unità a partire dal 2018 dopo quattro anni di drastiche riduzioni, riconsegna alla contrattazione tra amministrazione e sindacati le materie inerenti al rapporto di lavoro”.
“Non è una riforma organica, - ammettono Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – come lo stesso parere della Camera riconosce (una riforma che per quello che ci riguarda continuiamo a perseguire), ma un serio passo avanti sulla strada delle razionalizzazione e dell’attualizzazione del sistema. Un provvedimento che include anche alcuni elementi di riforma che abbiamo più volte richiamato. A questa riorganizzazione del sistema formativo si accompagnano la conferma che per i corsi di lingua e cultura anche per il 2017 la dotazione del capitolo 3153 sarà riportata ai 12 milioni dell’anno precedente e l’impegno, assunto dal Sottosegretario Amendola a nome del Governo, che non si scenderà al di sotto di tale livello fino al 2020, attingendo al Fondo quadriennale per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero”.
“Un duplice passaggio positivo, dunque. Per quanto ci riguarda, - concludono Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – siamo comunque già impegnati a fare in modo che i tempi di erogazione delle risorse tengano conto delle necessità concrete degli enti e che la riorganizzazione strutturale di queste funzioni all’interno del MAECI conosca finalmente il suo compimento dopo mesi di attesa in modo che il ritardo non metta in discussione l’efficienza e la credibilità del sistema”. (aise)


FEDI E PORTA (PD): CON "OPZIONE DONNA" LA PENSIONE ANTICIPATA È FRUIBILE ANCHE DALLE RESIDENTI ALL’ESTERO
ROMA\ aise\ - "Non sappiamo quante siano le donne italiane residenti all’estero potenzialmente interessate al pensionamento anticipato stabilito dalla norma cosiddetta "Opzione donna", ma fossero anche solo 100 riteniamo utile ed opportuno illustrare le ultime novità". A parlare, in una nota congiunta, sono i deputati Pd eletti all’estero Marco Fedi e Fabio Porta.
"Innanzitutto", spiegano Fedi e Porta, "giova ricordare che attualmente le donne possono ottenere la pensione di vecchiaia italiana se fanno valere almeno 20 anni di contribuzione (anche con il meccanismo della totalizzazione dei contributi accreditati in un Paese con il quale l’Italia ha stipulato un accordo di sicurezza sociale) e un’età anagrafica di 65 anni e 7 mesi le lavoratrici dipendenti del settore privato e 66 anni ed 1 mese le autonome; possono inoltre ottenere la pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica ed anche con il meccanismo della totalizzazione".
"Tuttavia", aggiungono, "le donne possono anticipare di molto il diritto a pensione quando soddisfano i requisiti stabiliti dalla cosiddetta norma "Opzione donna"".
"Sebbene né l’Inps né i Ministeri competenti hanno informato adeguatamente le nostre connazionali", continuano i due parlamentari, "il sistema di pensionamento anticipato "Opzione donna" si deve applicare anche alle donne residenti all’estero che facciano valere contributi in Italia".
Certo, precisano, "è bene subito sgombrare il campo da facili illusioni: questo pensionamento anticipato ha paletti molto rigidi e spesso non conviene, ma per alcune tipologie di emigrate può essere accessibile e conveniente".
"L’Opzione donna permette un anticipo significativo dell’età pensionabile che abbiamo su descritto ed è offerto anche nel 2017 alle lavoratrici che hanno raggiunto 57 anni di età (58 le autonome) unitamente a 35 anni di contributi (che possono essere fatti valere con il meccanismo della totalizzazione con i contributi esteri) entro il 31 dicembre 2015", chiariscono. "Le donne residenti all’estero che soddisfino tali requisiti potranno chiedere, come le donne in Italia, il pensionamento anticipato a condizione però di optare per la liquidazione della pensione con le regole di calcolo contributivo, maggiormente penalizzanti in termini di importo ma con la tutela per le residenti all’estero dell’importo minimale introdotto dalle legge n.335/95 che prevede un minimo di circa 13 euro mensili per ogni anno di contribuzione fatto valere in Italia".
Marco Fedi e Fabio Porta consigliano "alle nostre emigrate che possono essere interessate all’Opzione Donna di rivolgersi al patronato di riferimento, visto che verifica del diritto e procedure della domanda sono complicate dal fatto che, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico in questione, restano fermi la disciplina relativa agli incrementi della speranza di vita, nonché il regime delle decorrenze (c.d. finestre mobili) e il sistema di calcolo contributivo per la misura del trattamento medesimo". In relazione a quest’ultimo, Fedi e Porta concludono sottolineando che "l'applicazione del sistema contributivo è limitata alle sole regole di calcolo; pertanto a tali pensioni si applicano le disposizioni sul trattamento minimo e non è richiesto il requisito dell'importo minimo previsto per coloro che accedono al trattamento pensionistico in base alla disciplina del sistema contributivo". (aise)


LA MARCA (PD): ULTIMO PASSAGGIO PER LA DEFINITIVA ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO ACCORDO DI SICUREZZA SOCIALE TRA ITALIA E CANADA
ROMA\ aise\ - "In occasione della visita in Italia del primo ministro canadese Trudeau, sarà definitivamente firmata l’intesa amministrativa per il nuovo accordo di sicurezza sociale tra Italia e Canada, un accordo che introduce importanti miglioramenti, pur risalendo al 1995, con ratifica dal Parlamento italiano nel 2015". Ad annunciarlo è Francesca La Marca, deputata del Partito Democratico, eletta proprio in Canada, nella ripartizione Nord America.
"Nonostante arrivi con molto ritardo alla sua definitiva approvazione ed in presenza di alcuni aspetti, non certo marginali, che richiederebbero un ulteriore intervento", La Marca si dice "particolarmente felice che con questo atto amministrativo si consenta la definitiva entrata in vigore dell’accordo".
"Il nuovo accordo", spiega, "introduce la totalizzazione multipla e le deroghe territoriali per i lavoratori distaccati, migliora il coordinamento per le pensioni di invalidità e le procedure di collaborazione amministrativa oltre alla garanzia del trattamento minimo per i rientrati in Italia".
Francesca La Marca valuta "positivamente la definitiva entrata in vigore del nuovo accordo che consentirà l’attuazione pratica dei miglioramenti introdotti, mentre ritengo indispensabile", conclude, "continuare a lavorare ad una revisione complessiva delle politiche internazionali in campo socio-previdenziale e fiscale oltre che ad una riforma degli strumenti attuativi, cioè gli accordi internazionali di reciprocità". (aise)


CITTADINANZA PER DISCENDENZA A BELO HORIZONTE/ DA SETTEMBRE PRENOTAZIONI PER CHI HA FATTO RICHIESTA DAL 2010 AL 2012
BELO HORIZONTE\ aise\ - Il Consolato d'Italia a Belo Horizonte ha pubblicato un avviso rivolto a quanti hanno manifestato la propria volontà di riconoscimento della cittadinanza italiana tra il 1 gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2012: queste persone potranno prenotare un appuntamento e presentare la relativa documentazione improrogabilmente tra il 1 settembre 2017 ed il 28 febbraio 2018.
A questo proposito, spiega il Consolato, sarà necessario prenotare un appuntamento per il settore Cittadinanza attraverso il sistema “prenota online”. Gli slot per gli appuntamenti saranno resi disponibili, con le consuete modalità, a partire dalla metà di agosto 2017.
Il Consolato invita tutti i potenziali interessati a provvedere sin da ora al reperimento della documentazione richiesta. Non potranno essere concesse proroghe rispetto al termine del 28 febbraio 2018 per non pregiudicare coloro che sono in lista d’attesa dagli anni successivi al 2012. (aise)


STOCCOLMA: L’AMBASCIATA LANCIA UNA INIZIATIVA DI NETWORKING RIVOLTA AI RICERCATORI E STUDENTI ITALIANI IN SVEZIA
STOCCOLMA\ aise\ - L’obiettivo è quello di creare relazioni “dinamiche e mutualmente vantaggiose” con la vasta comunità scientifica ed accademica italiana. Per questo l'Ambasciata d'Italia a Stoccolma intende promuovere una piattaforma per studenti e ricercatori italiani attualmente presenti in Svezia.
Lo scopo ultimo – spiega la sede diplomatica – è quello di creare una rete e condividere le proprie esperienze, oltre al discutere possibili forme di collaborazione.
Tutti gli interessati possono registrarsi presso l'Ambasciata indicando l'Ateneo e il Dipartimento di riferimento assieme al periodo di permanenza nel paese scrivendo all’indirizzo info.stockholm@esteri.it. (aise)


LA MARCA (PD): PASSI IN AVANTI SUL RECIPROCO RICONOSCIMENTO DELLE PATENTI DI GUIDA TRA ITALIA E CANADA
ROMA\ aise\ - “Il reciproco riconoscimento delle patenti di guida tra Italia e Canada è uno dei temi che mi hanno vista maggiormente impegnata in questi anni di legislatura. Si tratta di una questione molto sentita dai cittadini italiani residenti in Canada, ma anche, come testimoniano le numerose richieste di informazioni che ricevo, dai molti canadesi che si trovano nel nostro Paese per motivi di lavoro e di studio”. Così Francesca La Marca, deputata Pd eletta in Centro e Nord America, che oggi ricorda come “grazie alla firma dell’Accordo Quadro bilaterale tra Italia e Canada, avvenuta il 22 marzo scorso, sia ora possibile negoziare intese tecniche tra il Ministero dei Trasporti e le competenti autorità delle Province e dei Territori del Canada, allo scopo di definire le modalità operative del riconoscimento reciproco”.
“A questo proposito, - annuncia la giovane parlamentare – dalle informazioni ricevute dalle competenti autorità italiane e canadesi da me contattate, risulta che il testo dell’intesa con il Québec è finalmente in una fase avanzata di definizione, grazie allo sforzo profuso anche dal Ministero dei Trasporti italiano nell’individuazione e superamento di alcune criticità dovute al disallineamento tra le categorie di patenti italiane e quebbechesi”.
“Il testo – una volta definito – potrà essere naturalmente utilizzato quale modello per le altre intese, nell’auspicio di facilitarne le complesse fasi negoziali”, prosegue La Marca. “Dal sottosegretario Della Vedova, delegato per i rapporti con il Canada, ho ricevuto la conferma circa l’impegno della Farnesina a seguire le varie fasi negoziali delle intese tecniche, così come avvenuto per l’Accordo quadro, e a garantire il sostegno al competente Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.
Concludendo, La Marca assicura che continuerà ad impegnarsi “affinché i contatti preliminari con le autorità delle diverse Province canadesi, tra cui l’Ontario, di evidente interesse per il numero di connazionali che vi risiedono, possano dare presto risultati positivi e, in tempi ragionevolmente brevi, si possa finalmente arrivare al reciproco riconoscimento delle patenti di guida tra Italia e Canada come già avvenuto per altri Paesi”. (aise)


LEGGE DI STABILITÀ: IMPORTANTI NOVITÀ PER I LAVORATORI FRONTALIERI
MILANO\ aise\ - Il CSIR Ticino Lombardia e Piemonte incassa il suo primo risultato positivo a favore dei lavoratori frontalieri, valutando positivamente i risultati ottenuti in legge di stabilità a favore dei lavoratori frontalieri.
Il lavoro di concerto tra le organizzazioni sindacali italiane e svizzere con i rappresentanti del governo italiano hanno portato una serie di "importanti risultati".
Tra questi, segnala il CSIR Ticino Lombardia e Piemonte, la previdenza professionale (LPP) secondo pilastro sarà tassata d’ora in poi al 5%, indipendentemente dalla forma in cui verrà erogata. "Un importante risultato, atteso da anni, che permetterà ai lavoratori frontalieri di poter finalmente trovare il giusto riferimento normativo che mancava nel sistema tributario italiano".
"Non solo il secondo pilastro, ma anche le forme di prepensionamento saranno assoggettate ad imposta pari al 5% come del resto previsto in voluntary disclosure. Anche qui", sottolinea il CSIR,. "l’assenza normativa è stata colmata nell’interesse dei lavoratori frontalieri dopo anni di incertezza normativa".
"Non da ultimo", per il CSIR un altro importante risultato raggiunto è quello di permettere l’esonero dichiarativo "ai coniugi e ai familiari di primo grado cointestatari o delegati su conti correnti intestati a lavoratori frontalieri".
Per il CSIR Ticino Lombardia e Piemonte il lavoro, però, non è terminato: "devono essere ancora trovate le giuste risposte al problema della tassazione delle rendite da infortunio e malattia professionale; le risposte ai ritardi sull’erogazione degli assegni familiari in favore dei lavoratori frontalieri"; e "deve essere risolto il problema sanità in riferimento ai cittadini pensionati da lavoro in Svizzera che decidono di rientrare in Italia".
Intanto però il CSIR ringrazia "i parlamentari dei territori interessati al lavoro frontaliero e il Governo per la sensibilità dimostrata sul tema". (aise)


SALVAGUARDARE LA DIGITALIZZAZIONE DELL’INDUSTRIA EUROPEA: LA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO UE
BRUXELLES\ aise\ - La digitalizzazione dell’industria europea richiede misure di salvaguardia per evitare una società a due velocità e garantire maggiore certezza legale, mentre la strategia UE sullo spettro di banda dovrebbe incentivare la tecnologia 5G. In una risoluzione messa ai voti giovedì scorso, gli eurodeputati dichiarano che l’accesso alle telecomunicazioni dovrebbe essere uguale in tutta l’UE, evitando uno sviluppo digitale diseguale in settori come quello dei trasporti e del turismo. L’intelligenza artificiale e la robotica, inoltre, richiedono norme chiare sulla sicurezza e sulle responsabilità.
Le scuole, in particolare, dovrebbero trasmettere le necessarie competenze al fine di colmare il “divario digitale” e garantire una facile transazione verso un’economia intelligente. Le autorità dovrebbero infine includere requisiti di sicurezza informatica nelle gare per gli appalti pubblici. La risoluzione è stata approvata con 516 voti a favore, 65 contrari e 42 astensioni.
Cogliere le opportunità del 5G
In un’altra risoluzione non legislativa, votata sempre giovedì, i deputati hanno dichiarato che, per evitare i ritardi riscontrati durante l’installazione del 4G, gli Stati membri devono lavorare meglio congiuntamente sulla strategia dello spettro di banda e garantire una rapida diffusione del 5G. Questa seconda risoluzione è stata approvata con 571 voti a favore, 32 contrari e 35 astensioni.
“Il 5G è più di una rivoluzione nella connessione mobile, è un motore d’innovazione, che porta cambiamenti nelle industrie, sviluppando modelli di business, creando nuove reti e servizi di alta qualità, connettendo nuove industrie e migliorando il servizio per i clienti”, il commento di Michal Boni (PPE, PL). “Abbiamo bisogno di un semplice quadro giuridico, modelli flessibili per co-investimenti, nonché certezza e prevedibilità a lungo termine”.
Per Reinhard Bütikofer (Verdi/ALE, DE) “l’UE potrebbe diventare un leader mondiale nella digitalizzazione dell’industria. Tuttavia dobbiamo avanzare con decisione e insieme per affrontare questo cambiamento. La leadership industriale non è garantita. Non dobbiamo solamente avere il pieno controllo della tecnologia e dei nuovi modelli di business, ma tenere anche conto delle nostre responsabilità sociali. Come ogni buona politica economica, la digitalizzazione deve essere del, per e dal popolo”. (aise)
BREXIT/ GOZI A “AFFARINTERNAZIONALI”: PARLAMENTO EUROPEO, PER 73 SEGGI SU UNA LISTA TRANSNAZIONALE
ROMA\ aise\ - “La Brexit rappresenta un grande spartiacque della vita dell'Unione europea. Chi studierà questi anni non potrà che annoverare il referendum del 23 giugno 2016 tra i punti di rottura principali della nostra storia, o almeno della storia dell'Occidente. Fin dall'inizio dissi che la Brexit non avrebbe mai avuto le caratteristiche di un'opportunità. Né per noi, né per i nostri amici britannici. La Brexit è una separazione traumatica che porterà inevitabilmente conseguenze negative per entrambi. Ma sono sicuro che, alla fine, il divorzio costerà più caro ai britannici che agli europei”. Inizia così l’articolo che il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi pubblicato da “AffarInternazionali”. Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“Mai un'opportunità, ma forse un'utile lezione
Anche per questi motivi, i negoziati, che dovrebbero concludersi entro il 2019, non saranno per nulla semplici. Dovremo essere bravi a tutelare in primis i diritti dei nostri cittadini che vivono in Gran Bretagna, e solo una volta che sarà concluso il “divorzio” potremo ragionare di futuri accordi di partnership.
Ho sostenuto che la Brexit non sarà mai un'opportunità: però potremo far sì che diventi quanto meno un'utile lezione. Per farlo, dobbiamo riavvolgere il nastro prima di guardare avanti.
Si è detto che uno dei motivi principali per cui i britannici (o meglio gli inglesi, se andiamo a vedere la mappa del voto) hanno scelto il Leave sia stata l'immigrazione. Questo è certamente vero, e non a caso uno degli slogan principali della campagna del Leave è stato proprio il “Take back control”, riprendiamoci il controllo: delle frontiere nazionali prima di tutto, ma anche di tutta una serie di prerogative che erano state spostate verso Bruxelles.
Tuttavia, il take back control indica anche un'altra tendenza in atto: la sfiducia nei confronti di un'autorità politica, quella della Ue, sentita come distante, basata su istituzioni percepite come scarsamente rappresentative e comunque ritenute incapaci di dare risposte efficaci ai cittadini.
Un problema di democrazia nell'Unione europea
Ecco allora la domanda fondamentale: esiste un problema di democrazia nell'Ue? Io sono convinto di sì, e sono convinto che Brexit sia stata una reazione - sbagliata - a una necessità vera. Specialmente se consideriamo l'involuzione intergovernativa dell'Unione degli ultimi anni: scelte politiche prese fuori dagli organi deputati; sempre maggior peso alle riunioni degli sherpa; vertici notturni interminabili in cui assumere decisioni cruciali per questo o quel Paese, e per questa o quella emergenza.
È ovvio che una deriva del genere avrebbe prima o poi spezzato la corda, specie se all'interno di un contesto generale di sfiducia verso le istituzioni politiche. Dobbiamo chiederci se tutto ciò sia irreversibile o se sia già possibile mettere in atto soluzioni che rispondano a quella domanda fondamentale sulla democrazia in Europa.
Un correttivo a portata di mano
Bene, una prima occasione l'abbiamo a portata di mano. La Brexit offre infatti l'opportunità di rinnovare la procedura delle elezioni del Parlamento europeo in senso più sovranazionale e transnazionale, sia perché si libereranno i 73 seggi attribuiti al Regno Unito, sia perché sarà probabilmente necessario rimaneggiare il Trattato di Lisbona.
Oggi i cittadini dell'Ue vanno a votare per le elezioni europee su base nazionale, ma ben pochi lo fanno con l'idea di premiare questa o quella visione politica a livello europeo. Non fa certo onore, ma corrisponde al vero l'idea che le elezioni europee si utilizzano per lo più per misurare i rapporti di forza interni, o per “mandare un messaggio” a questo o quel governo in carica.
Occorre invertire questa tendenza, e far sì che il voto per rinnovare il Parlamento europeo sia veramente un voto europeo, e non un voto semplicemente nazionale, che poi produce effetti a Bruxelles e Strasburgo.
Il vantaggio della lista transnazionale
Dobbiamo risolvere il problema dei 73 seggi lasciati liberi dai britannici. Se guardiamo alle elezioni del 2019, per quel che riguarda la composizione del Parlamento europeo, la Brexit potrebbe portare a tre diverse soluzioni: 1) riduzione del numero dei parlamentari, eliminando tout court i seggi britannici; 2) riassegnazione dei seggi britannici agli altri Stati pro quota, sulla base del sistema attuale; 3) destinazione dei 73 seggi a liste transnazionali.
Tutte e tre le soluzioni sono praticabili, ma è evidente che solo la terza ha il vantaggio, da un lato, di non riaprire contese tra gli Stati membri sulla riassegnazione dei seggi e, dall'altro, di creare una vera constituency europea (con la spinta a creare dei veri partiti politici europei). Inoltre, andrebbe a realizzare la riforma effettuata dal Trattato di Lisbona, ai sensi del quale i parlamentari europei rappresentano non più “i popoli”, ma “i cittadini”.
Ogni elettore che si trovasse davanti questa circoscrizione unica potrebbe scegliere non sulla base di un'appartenenza territoriale ma sul confronto di idee e visioni politiche diverse. Voterebbe socialdemocratici, libdem o popolari senza guardare il passaporto dei candidati, ma facendo riferimento esclusivamente alle idee per l'Europa che le famiglie politiche mettono in campo.
Sarebbe, in altre parole, il modo per creare vere liste transnazionali che andrebbero poi a costituire gli embrioni di veri partiti politici europei, ben più efficaci di quelli attuali.
Abbinare capilista transnazionali e 'Spitzenkandidat'
E non è finita qui. Come noto, dal 2014 è stato creato il metodo dello ‘Spitzenkandidat' attraverso cui al momento del voto i cittadini indicano (sebbene il meccanismo non sia automatico) chi debba ricoprire il ruolo di presidente della Commissione europea. Si tratta di una prassi da cui partire, anzi da cui ripartire: i capilista delle liste transnazionali potrebbero essere i candidati alla carica di presidente della Commissione.
E, volendo, si potrebbe anche andare oltre: se da una parte l'elezione diretta del presidente della Commissione richiede la modifica dei Trattati (non semplice, almeno nel breve periodo: ma prima si avvia, meglio è), dall'altra si potrebbe procedere alla fusione delle cariche di presidente della Commissione e del Consiglio europeo. Per questa proposta non è necessario cambiare i Trattati, anche se è evidente che occorra costruire il massimo consenso politico a sostegno.
Un solo presidente per Commissione e Consiglio
Perché insistere sulla figura del presidente? Perché abbiamo bisogno di un presidente con una fortissima riconoscibilità politica. Eleggere un presidente sbiadito, figlio di mille compromessi, comporta un'Europa sbiadita. Un'Europa che i cittadini faticherebbero a sentire casa loro.
Aggiungo che un presidente eletto dell'Unione sarebbe ulteriormente rafforzato e legittimato da primarie transnazionali, continentali. Sarebbe un processo in grado di aumentare sia la popolarità dei candidati che la trasparenza del processo politico. Infine, se il capolista delle liste transnazionali diventasse presidente, il numero due delle liste potrebbe fare il ministro dell'Economia o il ministro della Difesa europea.
Quelle sopra elencate sono proposte concrete. Realizzabili. Io le sostengo convintamente fin dall'immediato post Brexit, e il governo italiano si è impegnato a diffonderle e a sostenerle, trovando già un buon consenso in diversi Stati membri e tra alcune famiglie politiche europee. Dobbiamo continuare su questa strada e far sì che queste idee trovino gambe su cui camminare.
Spesso mi viene obiettato che si tratta di soluzioni che non possono risolvere tutti i problemi che abbiamo. Certo che no, ma non è questo il punto. Le istituzioni da sole non possono colmare il deficit di identità europea. Ma non è svuotando o isolando le istituzioni che creeremo una identità europea più forte.
Invece credo che ci siano già una maturità e una consapevolezza dei cittadini europei, e che trasformare le istituzioni per metterle al servizio della nostra comunità sia un grande risultato politico. Di fronte al nuovo disordine globale, lo status quo dell'Unione non ha alcun senso: una nuova dimensione politica è più urgente che mai”. (aise)


GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO/ FEDI (PD): APPROVATA NORMA CHE EVITA LA DOPPIA TASSAZIONE ADERENDO ALLA VOLUNTARY DISCLOSURE, MA…
ROMA\ aise\ - “Un emendamento del Partito democratico inserito nel corso della discussione in Commissione Bilancio della Camera nel Decreto-Legge n. 50 (Manovrina fiscale) - approvato definitivamente dalla Camera dei deputati ed ora approdato al Senato - consente di detrarre le imposte versate all’estero anche in caso di omessa presentazione in Italia della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all'estero a condizione però di aderire alla nuova Voluntary Disclosure”. Così Marco Fedi, deputato del Pd eletto all’estero.
“Aspettiamo tuttavia l’entrata in vigore della legge (deve essere approvata definitivamente dal Senato) ma soprattutto l’interpretazione, i chiarimenti e le disposizioni applicative dell’Agenzia delle Entrate per poter capire meglio contenuti e modalità dell’importante provvedimento (insomma vantaggi ed eventuali “incognite”)”, aggiunge il parlamentare, che ricorda: “come è noto avevo più volte denunciato il problema dei nostri giovani lavoratori all’estero i quali per non essersi iscritti all’AIRE rischiano l’applicazione di una doppia tassazione in virtù dell’intreccio “perverso” delle norme nazionali e convenzionali, e di quanto stabilito dall’articolo 165, comma 8, del TUIR (e cioè che se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all'estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall'imposta netta, ma la detrazione non spetta in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all'estero nella dichiarazione presentata)”.
“Avevo proprio recentemente scritto al Presidente Gentiloni ed al Ministro Padoan – ricorda ancora Fedi – chiedendo un sollecito e necessario intervento e spiegando che migliaia di giovani andati a lavorare all’estero, per ignoranza della legge o per semplice negligenza, non si iscrivono all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) sebbene ne abbiano i requisiti e l’obbligo. In virtù della normativa fiscale nazionale attualmente in vigore, fondata sul principio della cosiddetta “world wide taxation” adottato dal nostro Paese, questi giovani che lavorano, producono reddito e pagano le tasse nei Paesi di soggiorno, pur continuando a mantenere la residenza anagrafica (e quindi fiscale) in Italia, sono obbligati a dichiarare annualmente anche nel nostro Paese i redditi prodotti all’estero”.
“Se non lo fanno o lo fanno in ritardo, - avverte il deputato – possono essere tassati sia alla fonte che in Italia e, inoltre, perdono il diritto al credito di imposta (art. 165, comma 8, del Tuir). Quindi rischiano, se individuati dal Fisco italiano che in questi anni sta intensificando gli scambi di informazioni fiscali con molti Paesi, di essere tassati due volte sullo stesso reddito, di non poter usufruire del credito di imposta e di subire inoltre pesanti sanzioni, sebbene abbiano già assolto il dovere fiscale nel Paese ove vivono e lavorano”.
“In particolare, - chiarisce Fedi – la Direttiva del Consiglio 2014/107/UE (cosiddetta DAC2), ha stabilito lo scambio obbligatorio delle informazioni finanziarie sui conti correnti detenuti all’estero. Il flusso, che ha cadenza annuale e dovrebbe essere attivato ufficialmente dal 1° settembre 2017, contiene i dati identificativi dei conti esteri dei soggetti residenti, il relativo saldo o valore, l’importo totale lordo di interessi, dividendi e altri redditi generati in relazione al conto”.
“A livello extra-UE, - continua Fedi – la stessa tipologia di informazioni è scambiata nell’ambito degli Accordi con i Governi di altri Stati esteri relativi allo scambio automatico di informazioni finanziarie secondo il Common Reporting Standard. Le giurisdizioni che si sono impegnate a scambiare le informazioni secondo lo standard globale a partire dal 2017 (cosiddetti early adopters) sono 53 e, ad oggi, altre 47 giurisdizioni si sono impegnate allo scambio con decorrenza 2018. I problemi possono sorgere, come abbiamo più volte spiegato con i nostri comunicati, in tutti quei casi in cui ci si è trasferiti all’estero, dimenticandosi (volontariamente o meno) dell’AIRE, oppure, ancora peggio, in tutti quei casi in cui ci si è volutamente voluti nascondere agli occhi dell’Amministrazione finanziaria camuffando una residenza fiscale all’estero che realmente non esiste. Ecco che in questi casi il rischio di un accertamento potrebbe davvero essere elevato”.
“L’intensificazione degli accertamenti e la creazione di un apposito software che individuerà i contribuenti a maggiore rischio evasione – annota Fedi – incentiva una presa in considerazione della procedura riaperta a fine 2016 della Voluntary Disclosure” che, ricorda Fedi, “è una procedura di collaborazione volontaria del contribuente che si “autodenuncia” all’Amministrazione finanziaria in merito alle omissioni commesse in merito a redditi esteri non dichiarati e inosservanze sulla disciplina riguardante il monitoraggio fiscale delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero”.
“Ora – continua il deputato Pd – la nuova norma introdotta dal Decreto-Legge n. 50 (Manovrina fiscale), all’Art. 1-Ter, dispone che, ai fini della collaborazione volontaria, se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi di lavoro dipendente ed autonomo, ad essi si applica la disciplina del credito d’imposta per redditi prodotti all’estero (detrazione dell’imposta pagata all’estero) anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all'estero. Esattamente ciò che avevo chiesto con determinazione negli ultimi mesi per sanare una situazione di inadempienza fiscale che poteva diventare drammatica nell’entità e nei numeri (interessati potrebbero essere decine se non centinaia di migliaia di giovani italiani che hanno conseguito redditi da lavoro dipendente o autonomo all’estero e che non si sono iscritti all’Aire)”.
“La nuova norma – spiega Fedi – si applica anche agli inviti a comparire, agli atti di accertamento con adesione ed agli atti sanzionatori emanati in virtù della precedente Voluntary disclosure, purché non definiti al momento di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in esame. Tuttavia, giova sottolineare che bisognerà attendere la definitiva entrata in vigore della legge e capire meglio quali sono effettivamente le regole dell’adesione alla nuova Voluntary disclosure (ripetiamo una sorta di autodenuncia), quali sono gli eventuali interessi e sanzioni da pagare per i ritardi nella presentazione della dichiarazione dei redditi, quando scadono i termini della nuova collaborazione volontaria che è in vigore dal 3 dicembre 2016, se ci sono cause ostative per determinate situazioni e/o soggetti, quali sono le modalità dell’autodenuncia, a chi bisogna rivolgersi per avere informazioni precise e dettagliate. Ricordiamo che potrebbe essere conveniente seguire la strada della Voluntary Disclosure per i risparmi in termini di minori sanzioni rispetto a quanto invece potrebbe essere contestato in sede di accertamento fiscale”.
“Nel frattempo ed in attesa di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, - assicura, concludendo, Fedi – da parte mia non mancherò di continuare ad informare i giovani italiani all’estero sui loro diritti e i loro doveri in materia fiscale, e soprattutto mi premurerò di informare in merito alla tempistica (purtroppo i tempi per aderire alla nuova Voluntary disclosure potrebbero paradossalmente esaurirsi troppo presto entro il prossimo settembre) ed in merito al sistema di verifica messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate “online” per seguire le procedure di autodenuncia e calcolare l’ammontare delle sanzioni senza doversi rivolgere ad un professionista”. (aise)


L'EUROPA SOTTOSCRIVE UNA STRATEGIA COMUNE PER ELIMINARE LA POVERTÀ
BRUXELLES\ aise\ - L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno firmato oggi un piano strategico che definisce a grandi linee il futuro della politica europea di sviluppo. Il "nuovo Consenso europeo in materia di sviluppo" rappresenta una nuova visione collettiva e un nuovo piano d'azione per eliminare la povertà e realizzare uno sviluppo sostenibile.
La strategia, elaborata congiuntamente sotto forma di dichiarazione comune, è stata sottoscritta oggi, nel quadro delle Giornate europee dello sviluppo - due giornate che ogni anno vengono dedicate a questo tema - dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, dal primo ministro maltese Joseph Muscat, a nome del Consiglio e degli Stati membri, dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e dall'alta rappresentante/vicepresidente Federica Mogherini.
Il nuovo Consenso europeo in materia di sviluppo costituisce un quadro comune generale di riferimento per la cooperazione europea allo sviluppo e per la prima volta si applica in tutti i suoi elementi a tutte le istituzioni dell'Unione europea e a tutti gli Stati membri, che si sono impegnati a cooperare più strettamente.
Il nuovo Consenso ribadisce con forza che l'eliminazione della povertà rimane l'obiettivo principale della politica europea di sviluppo, integrando le dimensioni economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile. Così facendo, esso allinea l'azione europea a favore dello sviluppo all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che costituisce una dimensione trasversale della strategia globale dell'UE.
I leader europei hanno ribadito il loro impegno in tre settori.
1. Essi riconoscono le forti interconnes

- Il Libro bianco sul futuro dell'Europa

- Dimensione sociale dell'Europa

- Gestione della globalizzazione

- Dimensione sociale dell'Europa

- Futuro delle finanze dell'Ue

- Futuro della difesa europea

 

Visita il sito della Commissione Europea o il sito: www.aiccrepuglia.eu

15ème anniversaire jumelage Grenoble - Corato
Samedi 22 avril 2017, 18h
Eric Piolle


Monsieur le Maire de Corato,cher Massimo MAZZILLI
Monsieur le représentant de la Province de Bari Monsieur ABBATI
Mesdames et Messieurs les membres de la délégation de Corato
Monsieur le Président de l’association des Coratins de Turin
Monsieur le Président de l’association des Coratins de Grenoble Savino FERRARA
Mesdames et Messieurs les représentants des associations
Mesdames et Messieurs

 

Soyez les bienvenus à l’Hôtel de Ville de Grenoble !
C’est un grand plaisir de vous retrouver Monsieur le Maire, et de vous accueillir toutes et tous ici.

L’occasion est belle puisque nous célébrons aujourd’hui 15 années de partenariat entre nos deux villes jumelles, Corato et Grenoble. Ce jumelage existe officiellement depuis 2002, mais comme vous le savez nous avions déjà un protocole d’Amitiéformalisé dès 1982. Ce sont donc de longues années de liens amicaux que nous célébrons aujourd’hui !

Notre histoire commune a commencé il y a même plus d’un siècle, quand des Italiens originaires des Pouilles et de Corato sont arrivés à Grenoble. Ils ont été rejoints ensuite par d’autres exilés italiens après la Première,puis la Seconde Guerre Mondiale.
Je sais que leur arrivée n’a pas toujours été facile, marquée par le déracinement, les conditions de vie souvent précaires, le dur labeur…

Mais très vite les Italiens et leurs descendants ont trouvé leur place ici, dans notre ville qui est fière de sa longue tradition d’accueil. Aux côtés d’autres exilés originaires d’Europe et du monde entier, les Italiens ont participé à la reconstruction de la France. Ils ont aussi contribué à faire de Grenoble la ville qu’elle est aujourd’hui, une ville tournée vers l’avenir, vers l’audace, vers la transition démocratique et écologique.

Qu’ils soient ou non d’origine italienne, nombre de Grenobloises et de Grenoblois entretiennent un lien fort avec votre pays. Ils aiment la richesse de votre culture, la beauté de votre langue, la gastronomie italienne bien sûr, tout comme la chaleur des échanges humains.

Et si l’empreinte italienne est toujours aussi visible à Grenoble, c’est notamment grâce aux associations mobilisées pour faire vivre les liens qui nous unissent à l’Italie, à Corato.

Je pense en particulier à l’Association des Coratins de Grenoble. Je pense aussià la toute jeune association qui vient de naître : Corato terre de nos ancêtres, dont les membres ont pour beau projet de relier Grenoble à Corato à vélo !

C’est dans ce type d’action que le jumelage trouve son sens. Les liens entre les associations, entre les jeunes, entre les artistes et les musiciens, prouvent que nous avons beaucoup en partage, et que nous pouvons ensemble relever les défis qui nous font face. Car comme de nombreuses villes européennes, nous voulons soutenir les initiatives économiques et sociales innovantes, nous voulons créer une ville tournée vers la solidarité et la sobriété, une ville belle et agréable.

J’ai la conviction aussi qu’il y a urgence à reconstruire en profondeur la démocratie européenne. Nous devons réinventer la place des citoyens européens. Je sais que nous sommes nombreux à porter cet espoir et cette envie d’agir dans ce sens. Et à notre modeste échelle, je pense que nous pouvons y contribuer, avec ce type d’échanges, autour de valeurs communes.

Merci encore pour votre présence. Merci à chacune et chacun de vous de faire vivre ce lien qui nous est cher entre Grenoble et Corato !

Je vous remercie.
 

Solidarietà al popolo venezuelano.
Un appello alle nazioni per un intervento a favore di chi è in grande difficoltà:
interventi:

- ministro degli Esteri Angelino Alfano;

"Reiteriamo la nostra forte preoccupazione e condanna per la crescente violenza con la quale vengono represse le manifestazioni popolari di protesta in corso a Caracas e nel resto del Paese. La manifestazione del dissenso e' un diritto inalienabile dei cittadini e non puo' mai essere oggetto di intimidazione o di repressione.
Confidiamo che il Governo venezuelano presti ascolto con senso di responsabilità alle istanze della popolazione e dei suoi rappresentanti eletti. E’ necessario un dialogo aperto ed in buona fede con l’opposizione per poter scongiurare la grave crisi che continua a colpire il popolo venezuelano e stabilire così un calendario elettorale che consenta di superare l’attuale situazione di stallo.
Invitiamo inoltre il Governo a non alimentare la contrapposizione interna che potrebbe provocare ulteriori violenze e a garantire che il popolo sia chiamato a esprimersi esclusivamente con suffragio universale, libero, diretto e segreto".

- portavoce del Faim Franco Narducci;

Illustre Ministro,
la tensione in Venezuela non accenna a diminuire, anzi cresce di giorno in giorno come testimoniano le recentissime manifestazioni di piazza: dopo la grande dimostrazione di protesta delle donne, venerdì scorso sono scesi in piazza i nonni per protestare contro le limitazioni imposte dal Governo e le sempre più drammatiche condizioni di vita. La marcia dei nonni, come hanno riferito i mezzi d’informazione, è stata bloccata anche con il ricorso a gas irritante usato contro i manifestanti.
Abbiamo seguito con attenzione le Sue varie prese di posizione, Signor Ministro, e la Sua ferma condanna delle violenze, come pure i Suoi continui inviti al rispetto dei diritti umani e alle iniziative a sostegno dei due milioni di nostri connazionali residenti in Venezuela. Anche l’appello di Papa Francesco, pronunciato al Regina Coeli in Piazza San Pietro, non è stata accolto dal Governo Maduro: “rivolgo un accorato appello al Governo e a tutte le componenti della società venezuelana affinché venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione", aveva pregato Il Pontefice.
Uniamo la voce del FAIM, illustre Ministro, ai tanti accorati inviti rivolti al Governo italiano e a Lei in particolare, per esprimere la preoccupazione e l’ansia profonda che stanno vivendo indistintamente tutte le nostre associazioni per la sorte dei tantissimi cittadini italiani che vivono in Venezuela. La tensione politica e la situazione di conflitto che da molto tempo scuotono quel Paese, stanno avendo ripercussioni drammatiche per l’intera comunità italiana che tanto ha dato al Venezuela.
Lo facciamo sapendo quanto sia importante l’associazionismo per la comunità italiana in Venezuela, che grazie ai numerosi centri costruiti e operanti in quel Paese ha preservato e alimentato il legame culturale, sociale ed economico con l’Italia. Il Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo (costituito a fine aprile 2016 come sancito dagli Stati Generali delle Associazioni italiane nel mondo, che il 3 e 4 luglio 2015 avevano riunito a Roma il mondo dell’associazionismo italiano all’estero), con le sue 105 associazioni e confederazioni aderenti, ha testimonianze dirette sulla drammatica situazione di pericolo che stanno vivendo i nostri connazionali.

Indubbiamente, il Ministero degli affari esteri segue con molta attenzione l’evolversi della situazione in Venezuela e tramite le sue rappresentanze consolari e diplomatiche le vicissitudini che toccano da vicino la nostra comunità. Come FAIM La preghiamo, Signor Ministro, di moltiplicare l’impegno a sostegno della nostra comunità e in pari tempo di intraprendere ogni sforzo diplomatico, politico e negoziale diretto a promuovere un’iniziativa internazionale per la pacificazione in Venezuela e a ristabilire il rispetto dei diritti fondamentali.
Le chiediamo d’incontrarla, Signor Ministro, per esprimerle a viva voce le nostre considerazioni e le testimonianze che ci giungono direttamente. La preghiamo di ritenerci a Sua disposizione per qualsiasi forma di supporto che potrà dare la nostra rete di associazioni in Venezuela.
Con gli auguri di buon lavoro Le trasmettiamo anche i nostri più cordiali saluti. Con stima,
Franco Narducci

- giornali italiani;

PENSIONI SOSPESE PER GLI ITALIANI RIENTRATI DAL VENEZUELA: PORTA (PD) SCRIVE AL VICE MINISTRO GIRO (aise)

“Non è giusto rimanere insensibili al dramma dei pensionati italiani rientrati in Italia dal Venezuela dopo una vita di duro lavoro e sacrifici ai quali da più di un anno il Paese sud americano ha sospeso il pagamento delle pensioni. Continuo a ricevere segnalazioni da persone anziane disperate perché non hanno i soldi per sopravvivere e perché l’Italia si rifiuta di riconoscere il loro stato e di concedere le prestazioni assistenziali”. Così Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, che, dopo aver presentato un’interrogazione parlamentare e contattato numerose autorità, annuncia oggi di aver scritto al vice ministro Mario Giro per “sollecitare una iniziativa del Governo”.
Al vice ministro, spiega Porta, “ho spiegato nella mia lettera l’urgenza di un intervento risolutivo. L’ho innanzitutto ringraziato per essersi dimostrato molto sensibile al problema dei pensionati italiani residenti in Venezuela contribuendo con il Suo intervento in maniera determinante al ripristino del pagamento delle loro prestazioni non contributive (trattamento minimo e maggiorazioni sociali) con l’introduzione dell’utilizzo del cambio parallelo ai fini valutari. Gli ho chiesto quindi di valutare altresì l’opportunità di aiutare i nostri connazionali rientrati in Italia dal Venezuela che non sono molti, sono meno di 1.000”.
“Cosa si può fare? Ho premesso – continua il deputato – di essere consapevole della difficoltà di convincere le autorità competenti venezuelane a ripristinare i pagamenti delle pensioni venezuelane all’estero (in tutto il mondo si calcola che siano quasi 25.000 le pensioni sospese) e così a rispettare anche i dettami della Convenzione bilaterale di sicurezza sociale stipulata con l’Italia (che prevede l’esportabilità delle prestazioni), ma ho sottolineato di ritenere giusto e necessario valutare l’opportunità di concedere ai titolari di pensione in convenzione con il Venezuela residenti in Italia che non percepiscono più il pro-rata venezuelano, un’eventuale integrazione al minimo sul pro-rata pensionistico italiano comprensivo delle maggiorazioni sociali, o l’assegno sociale se ne ricorrono i presupposti (visto che molti di loro non hanno alcun reddito), per consentire loro di percepire un reddito minimo di sopravvivenza”.
Porta, quindi, sottolinea che “visto l’esiguo numero degli interessati i costi di un intervento statale sarebbero assolutamente sostenibili. Un ostacolo da superare è la condotta dell’Inps che continua a prendere in considerazione ai fini della concessione e del calcolo delle prestazioni non contributive il pro-rata venezuelano che sappiamo invece essere puramente teorico e non reale (nel senso che all’Inps risulta riconosciuto dal Venezuela ancorché non pagato). L’Inps – spiega il parlamentare – è al corrente della situazione ma applica un formalismo crudele, ancorché proceduralmente corretto (infatti le autorità consolari venezuelane in Italia sembra non vogliano attestare ufficialmente la sospensione dei pagamenti delle pensioni venezuelane in Italia). Basterebbe una “delibera” del Ministero del Lavoro o dello stesso Istituto previdenziale italiano che riconosca la situazione di fatto”.
“In alternativa – ipotizza Porta – si potrebbe applicare il sistema del cambio parallelo, come è stato fatto per i pensionati italiani residenti in Venezuela, anche per le pensioni venezuelane (non) erogate in Italia in modo che gli importi delle stesse risultino più bassi per consentire così la concessione delle integrazioni e delle maggiorazioni sul pro-rata italiano”.
Insomma, conclude, “se ci fosse la sensibilità e la volontà politica – peraltro già dimostrata dal Governo per i pensionati italiani in Venezuela - il problema sarebbe risolvibile efficacemente e rapidamente. Ora attendo una risposta positiva del vice ministro e comunque continuerò a monitorare il problema sensibilizzando tutte le autorità competenti”.

NEL SILENZIO DEL MONDO, MUORE IL FUTURO DEL VENEZUELA

di Diego Antolini

Quando ho deciso di scrivere sulla situazione in Venezuela l’ho fatto in risposta a un appello di alcune persone che conosco a Caracas e che hanno denunciato il silenzio del mondo a un dramma che giorno dopo giorno si gonfiava come un cancro maligno.
Anche la mia consapevolezza della gravita’ della situazione e’ cresciuta nel tempo, man mano che ricevevo notizie e immagini, quelle che pochi coraggiosi hanno deciso di divulgare.
Ultimamente, pero’, mi trovo a scrivere sulle morti dei giovani che si oppongono alla dittatura di Maduro, e qualcosa dentro di me si ribella. Non mi e’ mai piaciuto raccontare di violenza perche’ l’informazione dovrebbe essere costruttiva, produrre sapere, suscitare interesse. Non e’ nel mio stile cercare la notizia nel sangue; semmai, cercare di evitare che, quel sangue, venga versato.

E’ con questo spirito che mi metto di nuovo davanti al computer per commentare l’ennesimo necrologio, nella speranza che questo possa contribuire a sensibilizzare i governi internazionali perche; si decidano a intervenire per fermare quello che, senza esagerazioni o allarmismi, potrebbe sfociare in genocidio.

Miguel Castillo Bracho, 27 anni, e’ morto nella clinica de Las Mercedes lo scorso 10 maggio. Anche lui, come tanti altri giovani, era impegnato nella protesta dell’opposizione al governo ed e’ un’altra vittima della repressione della polizia militare (GNB). Secondo il sindaco di Baruta, Gerrdo Blyde, Miguel avrebbe ricevuto una ferita al costato. Il ragazzo era il figlio di una funzionaria del comune di Baruta e iscritto all’universita’ San Ignacio de Loyola.

Quest’ultimo dato mi fa pensare: degli ultimi due giovani rimasti uccisi di cui ho avuto notizia, entrambi erano giovani con una buona educazione e, presumibilmente, con una solida famiglia alle spalle. Sono stati entrambi vittime di “incidenti” fatali. Coincidenza? Se guardiamo alla storia dei movimenti totalitari vediamo che una linea comune da Stalin a Mao e’ stata sempre quella di colpire le “menti” di un paese che si voleva sottomettere alla dittatura, mentre la grande massa operaia era un problema relativo. Distruggere la classe borghese e’ fondamentale per togliere a quel paese la capacita’ di pensare, l’indipendenza intellettuale che e’ l’elemento base di ogni principio libertario. Che vi sia una lista di persone da colpire in maniera chirurgica? Io alle coincidenze non ho mai creduto e, anche se da un punto di vista umano la morte di una persona ha lo stesso livello di gravita’, da un punto di vista sociologico e politico esistono, purtroppo, le “morti strategiche”.
Spero di sbagliarmi, come spero che presto la comunita’ internazionale decida di agire in maniera concreta nei cofronti di Maduro, a cominciare dal governo Statunitense che e’ la potenza territorialmente piu’ vicina e che spende miliardi di dollari ogni anni per “portare la democrazia” nei paesi esteri. Vorrei dire all’Amministrazione Trump che il sudamerica e’ piu vicino di Medio ed Estremo Oriente. Non sarebbe male, oggi, rimediare alla politica golpista degli anni 70-90 che gli USA hanno imposto negli stati sudamericani per paura di un dilagare del Comunismo. La lotta del Venezuela per mantenere la propria democrazia oggi e’ anche figlia di quegli anni.

 

L'appello del giornalista Avallone ieri a Vicino/lontano
Il racconto: in 400 vorrebbero rientrare ma non possono

di Maura Delle Case «Il Ve­ne­zue­la è uno degli Stati che più hanno aiu­ta­to il Friu­li. Prima ac­co­glien­do gli emi­gran­ti, poi in­vian­do im­por­tan­ti ri­sor­se per la ri­co­stru­zio­ne post sisma. Per fa­vo­re, non gi­ra­te oggi la testa dal­l'al­tra parte». L'ap­pel­lo è forte e chia­ro. E a fir­mar­lo, da­van­ti alla chie­sa di San Fran­ce­sco, spe­ran­do nei ri­flet­to­ri che in que­sti gior­ni sono stati ac­ce­si su vi­ci­no/lon­ta­no, è il gior­na­li­sta ve­ne­zue­la­no Vi­cen­te Aval­lo­ne. Qua­ran­ta­set­te anni al­l'a­na­gra­fe, ri­sie­de in Friu­li - a Mar­ti­gnac­co - da do­di­ci. Tanto che ormai friu­la­no quasi ci si sente, anche se il Ve­ne­zue­la gli è ri­ma­sto nel cuore oltre che nel Dna.​Ieri si è pre­sen­ta­to sul sa­gra­to di San Fran­ce­sco con il tri­co­lo­re mi­ran­di­no bene in vista. Di­ste­so sotto il gran­de mo­no­li­te di vi­ci­no/lon­ta­no per de­nun­cia­re una si­tua­zio­ne che è sì geo­gra­fi­ca­men­te lon­ta­na, ma che deve es­se­re per­ce­pi­ta come un'ur­gen­za in­ter­na­zio­na­le, una prio­ri­tà delle agen­de po­li­ti­che. Anche friul­giu­lia­ne.«Chie­do alla pre­si­den­te della Re­gio­ne, De­bo­ra Ser­rac­chia­ni, e al sin­da­co di Udine, Furio Hon­sell, di darci una mano - ha detto ieri Aval­lo­ne -. In Ve­ne­zue­la ci sono molti cor­re­gio­na­li che sono bloc­ca­ti, che vor­reb­be­ro rien­tra­re ma non ce la fanno. Sono circa 400 i friu­la­ni che si tro­va­no in que­ste con­di­zio­ni - ha ag­giun­to -, che de­vo­no fare i conti con la man­can­za di me­di­ci­ne, di cibo. Aiu­tia­mo­li». Aval­lo­ne sug­ge­ri­sce anche come. Cita il caso di un paese del sud Ita­lia che pro­prio in que­sti gior­ni si è ado­pe­ra­to per far rien­tra­re e dare ospi­ta­li­tà a un grup­po di ita­lia­ni bloc­ca­ti in Ve­ne­zue­la. «Per­ché non pos­sia­mo fare lo stes­so con i friu­la­ni?».In piaz­za ieri c'era lui, ma il mo­vi­men­to dei gior­na­li­sti ve­ne­zue­la­ni che in giro per l'Eu­ro­pa de­nun­cia lo stato di cose nel Paese è nu­tri­to. Ce ne sono in Ita­lia, in Spa­gna, Por­to­gal­lo, Fran­cia e oltre. «Il Ve­ne­zue­la è nel caos» rac­con­ta Aval­lo­ne che con il suo paese d'o­ri­gi­ne è co­stan­te­men­te in con­tat­to, la­vo­ra in­fat­ti per un'e­mit­ten­te che tra­smet­te da un pae­si­no sulle Ande e oggi si oc­cu­pa di sport. Basta un'oc­chia­ta al sito www.​la102.​com per ve­de­re il frut­to delle sue fatiche.​In que­sti gior­ni scri­ve di Giro d'I­ta­lia. Anche ieri. «Fac­cio sport ora per evi­ta­re di scri­ve­re cose sco­mo­de che pos­so­no por­ta­re alla chiu­su­ra del­l'e­mit­ten­te». Prima la­vo­ra­va per radio Ca­ra­cas. L'ul­ti­ma in­ter­vi­sta ri­sa­le al 2008. «Alla Bien­na­le in­ter­vi­stai Cha­vez. «Ma il go­ver­no alla radio ha messo il ba­va­glio», ag­giun­ge al­zan­do così che si veda bene sciar­pa tri­co­lo­re, ben di­ste­sa da­van­ti a sé con Ve­ne­zue­la scrit­to a testa in giù. Glie­lo fanno no­ta­re quan­do si mette in posa per una foto. Non è un er­ro­re però. Re­sti­tui­sce vo­lu­ta­men­te l'i­dea di un Paese sot­to­so­pra, vit­ti­ma del caos, in cui non c'è cibo, non far­ma­ci e in ospe­da­le sai opera con la luce dei te­le­fo­ni­ni. A farne le spese sono so­prat­tut­to i più de­bo­li. An­zia­ni, bam­bi­ni. Nel 2016 sono morti 11.466 bam­bi­ni tra 0 e un anno. Il 30% in più ri­spet­to al 2015. Lo ha reso noto l'ex mi­ni­stro alla sa­lu­te, An­to­nie­ta Ca­po­ra­le, su­bi­to de­sti­tui­ta dal pre­si­den­te Ni­co­las Ma­du­ro che non ac­cet­ta cri­ti­che al suo go­ver­no. Di nes­sun tipo. Chi parla ri­schia con la vita e per que­sto Aval­lo­ne sa che in Ve­ne­zue­la non tor­ne­rà. Non ora. Ma dalla Bat­ta­glia per un Ve­ne­zue­la li­be­ro non de­si­ste. Oggi la porta avan­ti dal Friu­li. «Per­ché non è giu­sto - con­clu­de - che il Ve­ne­zue­la ago­niz­zi a causa di una dit­ta­tu­ra che nem­me­no ha la di­gni­tà di ren­der noto il nu­me­ro dei morti che ha pro­vo­ca­to fino a qui».

Gianfranco Di Giacomantonio, giornalista:

Chi in Italia appoggia la dittatura del governo venezuelano credendo di sostenere un governo rivoluzionario di sinistra, contribuisce al massacro sistematico di giovani studenti che a mani nude stanno lottando per riportare la democrazia nel loro paese e lo stanno facendo nell'indifferenza del mondo. Non vi rendete complici di un governo che non e' politico ne ha un'ideologia, la morte di Chavez ha accelerato la crisi di quella pittoresca visione del socialismo che portava con se consegnando il paese nelle mani di criminali che hanno rubato e dilapidato le immense risorse di cui questa grande nazione disponeva. Oggi il Venezuela vive una crisi umanitaria dalle proporzioni smisurate e circa trentaquattro milioni di venezuelani di cui due milioni italo venezuelani stanno soffrendo la fame, non hanno medicine ne' assistenza medica, vivono sequestrati in casa perché' la delinquenza spadroneggia nelle città' e nelle periferie, non possono esprimere le proprie opinioni, non possono votare perché il "governo" ha sospeso a tempo indefinito qualsiasi consultazione elettorale, non possono lasciare il paese. Questa non e' la rivolta di una classe borghese che vede intaccati i propri privilegi, in piazza ci sono gli studenti, gli operai, i pensionati, gli imprenditori, tutti insieme a pretendere che vengano ripristinati i diritti costituzionali. NON LASCIAMOLI SOLI ...SOS VENEZUELA. EL PUEBLO NO ES MADURO.
 


Newsletter maggio

9 maggio, festa dell’Europa, dichiarazione del Presidente della Repubblica italiana Mattarella:

“In una fase di necessario adattamento della costruzione europea alle nuove ed impegnative sfide che stanno ridisegnando il contesto internazionale, e che includono anche l'uscita dall'UE di uno Stato che ne ha fatto parte per oltre 40 anni, non possiamo dimenticare che il processo di integrazione ha consentito all'Europa di risollevarsi dalle ceneri della seconda guerra mondiale, di stabilire standard elevatissimi di protezione e promozione dei diritti, e di diventare un punto di riferimento a livello globale per le dimensioni della sua economia e la qualità dei suoi prodotti.
Questi traguardi sono stati raggiunti poco a poco: "L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto", così recitava Schuman nella sua dichiarazione, evidenziando già allora il carattere progressivo del processo di integrazione europea e il principio di solidarietà quale sua base insostituibile. Una solidarietà in cui il nostro Paese crede fermamente e cui ha sempre ispirato la propria politica europea. Con la firma della Dichiarazione di Roma, lo scorso 25 marzo nei medesimi luoghi in cui nel 1957 furono sottoscritti i Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea e dell'EURATOM, i leader europei si sono impegnati a perseguire un'agenda ambiziosa che intende rilanciare l'azione dell'Unione, se necessario anche con livelli di integrazione differenziata. L'azione comune dovrà rispondere ai bisogni dei cittadini europei e alle loro priorità. Per questo la Dichiarazione di Roma parla di sicurezza interna ed esterna, di migrazioni, di difesa comune, di crescita economica e di sviluppo sostenibile, di lotta alla disoccupazione e di schemi di protezione e sviluppo sociale. Si tratta di una visione del futuro positiva e non scontata, che conferma la centralità del processo di integrazione europea e che ora deve essere progressivamente trasformata in azione concreta, con l'obiettivo di poter presentare ai cittadini un nuovo e più efficace modello di Unione, in vista delle prossime elezioni europee del giugno 2019.
Solo la scelta europea, oggi come negli anni cinquanta, può infatti consentire al nostro continente di garantire le esigenze di sviluppo e di prosperità dei suoi cittadini e, allo stesso tempo, la possibilità di affermare i valori, le identità, gli interessi dei nostri popoli sulla scena internazionale”.


Primarie PD: solo 11.549 italiani all’estero hanno votato; Renzi ha ottenuto 6694 preferenze, Orlando 4450, Emiliano 336. Notizia riportata dal giornale “ gente d’Italia”

Solidarietà al popolo venezuelano
Un appello alle nazioni per un intervento a favore di chi è in grande difficoltà (vedi nota del Ministro ALFANO)

Grenoble: rinnovata l’amicizia tra Corato e la città francese. Vedi allegati, foto e intervento del sindaco Mazzilli

A Napoli a dicembre si celebrerà il Congresso nazionale dell’Aitef
Progetto per giovani immigrate

L’Aitef Onlus e la Rahma Onlus, col finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, operano su un progetto di promozione sociale aperto a 48 giovani donne: “Formazione e assistenza per giovani immigrate”.
Le informazioni sono disponibili sui siti internet: www.marnostrum.it; www.aitefnazionale.it; www.aiccrepuglia.eu.

APERTO NUOVO PORTALE INPS

Si è costituito il FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo). Fai aderire la Tua Associazione! Compila la domanda di adesione in allegato.

Dona il 5x 1000 all’Aitef onlus scrivi: il CF. 80435210580 nello spazio relativo al volontariato è il primo in alto destra avrai la tessera Aitef 2016 gratis

Bandi

- ANNIVERSARIO NASCITA DI MORO: 6 BORSE DI STUDIO
VEDI ALLEGATO

- 2000 assunzioni nella P.A., 301 nei Beni Culturali
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- "PROGETTO MENTORING": UNIONCAMERE E ASSOCAMERESTERO PER UNA CRESCITA INTERNAZIONALE DELLE IMPRESE ITALIANE”
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- PROGRAMMA ITALIA-CROAZIA 2014-2020: PRIMO BANDO DA 78 MILIONI DI EURO PER PROGETTI NELL'AREA COSTIERA ADRIATICA
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- PROFESSIONE FUNZIONARIO INTERNAZIONALE: APERTO IL NUOVO MASTER SIOI
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- BANDO MAECI: BORSE DI STUDIO, IN FAVORE DI STUDENTI STRANIERI E STUDENTI CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO (IRE) PER L’ANNO ACCADEMICO 2017-2018
CONSULTARE SITO INTERNET: http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/stranieri/opportunita/borsestudio_stranieri.html

- GRUPPO CDP: SIMEST PER LE PMI NUOVI FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER LE MISSIONI ALL’ESTERO
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- “ITALY MADE ME”: ULTIMI DUE MESI PER RISPONDERE AL BANDO DELL’AMBASCIATA RIVOLTO AI RICERCATORI NEL REGNO UNITO
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- DAL MIUR 80 MILIONI PER LA CITTADINANZA EUROPEA: LABORATORI SU STORIAE PRINCIPI DELL’UE LINGUE E PERIODI DI STUDIO ALL’ESTERO
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BANDI SITO FARNESINA:
http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/italiani/opportunita/nella_ue/nelle_istituzioni/espertinazionalidistaccati/ricerca_espertinazdistaccati.html

Notizie brevi


- LAVORATORI RIMPATRIATI/ FEDI (PD): EMANATO L’ATTESO PROVVEDIMENTO PER L’OPZIONE FISCALE AGEVOLATA
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- PERICOLO DOPPIA TASSAZIONE E SANZIONI PER I GIOVANI LAVORATORI ALL’ESTERO/ FEDI (PD): È NECESSARIO INFORMARE E INTERVENIRE
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- FINE DEL ROAMING: L’UE RIMUOVE L’ULTIMO OSTACOLO
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- BUONA SCUOLA/ GARAVINI (PD): PIÙ INSEGNANTI E PIÙ FONDI PER LINGUA E CULTURA ITALIANA ALL’ESTERO
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- DETRAZIONI FAMILIARI AI RESIDENTI ALL’ESTERO/ FEDI E PORTA (PD): ECCO A CHI SPETTANO E QUANTO SPETTA
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- COME OTTENERE IL CREDITO DI IMPOSTA SULLE TASSE DA PAGARE – DI MARCO FEDI E FABIO PORTA
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- NUOVA ASSOCIAZIONE PUGLIESE NEGLI USA ISCRITTA ALL’ALBO REGIONALE
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- TIROCINI E FORMAZIONE PER BENEFICIARI DI ASILO: FIRMATO IL PROTOCOLLO VIMINALE-CONFINDUSTRIA
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- LA SCUOLA È LABORATORIO DI NUOVA CITTADINANZA/ FEDELI: STANZIATI 50 MILIONI PER L'INTEGRAZIONE
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CONVENZIONI

Convenzione Aitef con gli alberghi della Travel Roma prenota su www.travelroma.it

Convenzione con l’Albergo “Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef
“Torre Brayda ” di Cerignola: agli amici dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

Hotel Mondial a Roma in via Torino, 127. Visita la pagina “convenzioni” sul sito internet www.aitefnazionale.it per ottenere informazioni sulle modalità di sconto
Chieti: albergo “ antico borgo ” sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

Segnaliamo:
“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli
Su http:// www.aitefnazionale.it,
“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it - info@quotidianoarte.it,
Notizie: UN MONDO D'ITALIANI -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

"IlSudEst" il giornale on line realizzato con il contributo volontario ed appassionato di tanti giovani intellettuali, tutti caratterizzati dal comune ed insopprimibile bisogno di libertà, è soprattutto uno strumento, una leva per sollevare il mondo che ci circonda, visita il sito www.ilsudest.it.

 

AITEF onlus ROMA VIA TORINO,95, Via Caroncini,19
Tel.00393473313583,C.F.80435210580 www.aitefnazionale.it, aitef@aitefnazionale.it
aitefpuglia@libero.it, abbatip@libero.it, socio fondatore della
Consulta Nazionale Emigrazione (CNE) e del
Forum Associazioni Italiani nel mondo( FAIM )

Roma, via Aldrovandi,16, faimitalia@gmail.com,

 

 

 

Newsletter marzo

 

 

Mattarella: Lo studio attento e scrupoloso del passato può rafforzare nella coscienza collettiva la consapevolezza delle profonde radici di quei valori di libertà, uguaglianza e solidarietà, solido fondamento della democrazia e della pacifica convivenza fra i popoli e i cittadini

 

Progetto per giovani immigrate

L’Aitef Onlus e la Rahma Onlus, col finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, operano su un progetto di promozione sociale aperto a 48 giovani donne: “Formazione e assistenza per giovani immigrate”.

Le informazioni verranno fornite attraverso la newsletter e i siti: www.marnostrum.it; www.aitefnazionale.it; www.aiccrepuglia.eu.

 

IL DDL POVERTÀ È LEGGE

Vedi allegato

 

Riunito il Comitato Scientifico del Forum Associazioni italiane nel Mondo (FAIM)

Vedi allegato

 

Si è costituito il FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo). Fai aderire la Tua Associazione! Compila la domanda di adesione in allegato.

 

Dona il 5x 1000 all’Aitef onlus scrivi: il CF.80435210580 nello spazio relativo al volontariato è il primo in alto destra   avrai la tessera Aitef 2016 gratis

 

Bandi

 

- ANNIVERSARIO NASCITA DI  MORO: 6 BORSE DI STUDIO

 

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- 23 BORSE DI STUDIO PER GLI STUDENTI AP NEGLI USA

 

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-2000 assunzioni nella P.A., 301 nei Beni Culturali

 

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-SPEED MI UP A CACCIA DI STARTUP INNOVATIVE: SI APRE OGGI IL NUOVO BANDO DELL'INCUBATORE DELLA BOCCONI

 

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-  "PROGETTO MENTORING": UNIONCAMERE E ASSOCAMERESTERO PER UNA CRESCITA INTERNAZIONALE DELLE IMPRESE ITALIANE”

 

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-PROGRAMMA ITALIA-CROAZIA 2014-2020: PRIMO BANDO DA 78 MILIONI DI EURO PER PROGETTI NELL'AREA COSTIERA ADRIATICA

 

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-PROFESSIONE FUNZIONARIO INTERNAZIONALE: APERTO IL NUOVO MASTER SIOI

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Notizie brevi

 

 

-EDIMBURGO: IL CONSOLATO GENERALE ATTIVA IL SISTEMA DI PRENOTAZIONE APPUNTAMENTI ONLINE

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-GARAVINI (PD): C‘È TEMPO FINO AL 31 LUGLIO PER LA “VOLUNTARY DISCLOUSURE BIS”

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-FEDI E PORTA (PD) SULLE PENSIONI IN CONVENZIONE 2017: ETÀ, NO TAX AREA E RIVALUTAZIONI

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-PASSAPORTI A LONDRA: IN CONSOLATO NUOVO SERVIZIO TELEFONICO DI PRENOTAZIONE APPUNTAMENTI POMERIDIANI E MATTUTINI

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-LA MARCA (PD) CHIEDE AL PRESIDENTE INPS BOERI LA STIPULA DI UN ACCORDO CON IL MESSICO E IL RINNOVO DI QUELLO CON GLI USA

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-DEPUTATI PD ESTERO: IL PRESIDENTE INPS BOERI CONFERMA L’IMPEGNO PER I CONNAZIONALI ALL’ESTERO

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- NISSOLI (DS.CD): BENE DECRETO SCUOLA ALL’ESTERO MA SI PUÒ MIGLIORARE

 

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- ERASMUS+: ORGANIZZAZIONI E CITTADINI POSSONO DIRE LA LORO

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CONVENZIONI

 

Convenzione Aitef con gli alberghi  della Travel Roma prenota su www.travelroma.it

 

Convenzione con l’Albergo“Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef        

 “Torre Brayda ” di Cerignola:  agli amici  dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

 

Hotel Mondial a Roma in via Torino, 127. Visita la pagina “convenzioni” sul sito internet www.aitefnazionale.itper ottenere informazioni sulle modalità di sconto

 

Chieti:albergo “antico borgo ”  sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

 

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

 

Segnaliamo:

“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli

Suhttp://www.aitefnazionale.it,

“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it- info@quotidianoarte.it,

Notizie:UN MONDO D'ITALIANI  -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

 "IlSudEst"il giornale on line realizzatocon il contributo volontario ed appassionato di tanti giovani intellettuali, tutti caratterizzati dal comune ed insopprimibile bisogno di libertà, è soprattutto uno strumento, una leva per sollevare il mondo che ci circonda, visita il sito www.ilsudest.it.

          

 

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               Tel.  3473313583 C.F. 80435210580

             www.aitefnazionale.it  aitef@aitefnazionale.it          

                     aitefpuglia@libero.it,abbatip@libero.it, socio fondatore della

                   Consulta Nazionale Emigrazione (CNE) e del

                   Forum Associazioni Italiani nel mondo( FAIM )

 

                                         

 

Dicembre 2016

 

 

Auguri!

 

 

REFERENDUM: gli Italiani hanno deciso di non cambiare!

 

Si è costituito il FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo).

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A GENNAIO RITORNA L’umanitàeuropa

 

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NOTIZIEBREVI A CURA DEL DOTT. ANDREASTANO

-CANONE RAI: ANCHE GLI ITALIANI ALL’ESTERO PAGHERANNO MENO

Con la legge di stabilità 2017 è stata approvata la diminuzione del canone Rai da 100 a 90 euro. La riduzione del canone è prevista anche per gli italiani all’estero che possiedono una televisione in Italia.

 

-LEGGE DI STABILITA’: NOVITA’ PREVIDENZIALI

 

Con la legge di bilancio 2017 vengono introdotte novità previdenziali tra cui: l’aumento dell’importo e della platea della quattordicesima, l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE) e l’estensione della “no tax area”.

 

Vedi allegato

 

- ANNIVERSARIO NASCITA DI ALDO MORO: BORSE DI STUDIO

 

L’Associazione consiglieri regionali della Puglia ha indetto un bando per la realizzazione di elaborati riguardo Aldo Moro. Le tesi, da consegnare entro il 20 dicembre, dovranno riguardare 12 tematiche presenti sul bando. Sono previste 10 borse di studio dal valore di 500 euro.

 

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- IL MIBACT FINANZIA PROGETTI CULTURALI

 

Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e del Turismo ha lanciato il programma “Scuola: spazio aperto alla cultura” tramite il quale vengono finanziati con 3 milioni di euro progetti didattici destinati alla cultura proposti da istituti scolastici.

 

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- BANDI

 

Sono disponibili interessanti bandi di gara sul sito internet:

 

http://www.europafacile.net/SchedaBando.asp?DocumentoId=18575&Azione=SchedaBando

 

 

CONVENZIONI

 

Convenzione Aitef con gli alberghi  della Travel Roma prenota su www.travelroma.it

 

 
 

Convenzione con l’Albergo“Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef ….      

 “Torre Brayda ” di Cerignola:  agli amici  dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

 

 Chieti:albergo “antico borgo ”  sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

 

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

 

Segnaliamo:

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“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it- info@quotidianoarte.it,

Notizie:UN MONDO D'ITALIANI  -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

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                  Direzione Roma Via Torino,95, Via Caroncini,19

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                     aitefpuglia@libero.it,abbatip@libero.it, socio fondatore della

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                   Forum Associazioni Italiani nel mondo( FAIM )

 

                                      

 

Dicembre 2016

 

Il 4 dicembre SI VOTA.

Dobbiamo votare tutti. Èun appuntamento importante. Per informarTi sulle modifiche, sul sito www.aitefnazionale.it,trovi la Costituzione Italiana e la Riforma costituzionale

 

Si è costituito il FAIM (Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo).

Aderisci per rendere più forti gli italiani all’estero!

Compila la domanda di adesione in allegato.

 

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NOTIZIEBREVI A CURA DEL DOTT. ANDREASTANO

-VENEZUELA: PENSIONI PIU’ ALTE DA GENNAIO 2017

Il deputato Pd eletto all’estero Fabio Porta in una nota comunica che: “la Banca d’Italia e l’Inps hanno recentemente definito i meccanismi per l’adozione a scopi transattivi a partire dal 2017 del cambio parallelo venezuelano per il pagamento delle pensioni italiane. Il cambio parallelo (più favorevole) sarà quindi adottato per le valutazioni reddituali ai fini dell’erogazione ai pensionati italiani residenti in Venezuela delle prestazioni (integrazioni al minimo e maggiorazioni sociali) legate al reddito”.

 

-MASTER ON-LINE ICON PER L’INSEGNAMENTO ALL’ESTERO

 

Le iscrizioni al Master in Didattica della Lingua e della Letteratura italiana sono state prorogate fino al 16 dicembre. Il Master on-line, giunto alla sua sesta edizione, è organizzato dall’Università per stranieri di Siena in collaborazione col consorzio ICoN ed è riservato ai cittadini italiani o stranieri residenti all’estero in possesso di una laurea.

Per ulteriori e importanti approfondimenti visitare il sito:

 

http://www.didattica.icon-master.it

 

- APERTE LE ISCRIZIONI PER LE OLIMPIADI DI ITALIANO 2017

 

La competizione è giunta alla sua settima edizione; dal 21 novembre sono state aperte le iscrizioni che verranno registrate sino al 28 gennaio 2017. Le Olimpiadi di italiano sono organizzate dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Le gare individuali di lingua italiana previste sono rivolte a tutti gli alunni degli istituti secondari di secondo grado.

Per importanti e ulteriori approfondimenti visitare il sito:

 

http://www.olimpiadi-italiano.it/


- APULIA CARD: NASCE LA CARTA DEDICATA AI PUGLIESI NEL MONDO

L’Associazione Italiana Pugliesi nel Mondo annuncia la nascita dell’Apulia Card che consentirà ai soci di ottenere svariati sconti e agevolazioni sia in Italia che all’estero.

Per ulteriori e importanti approfondimenti visitare il sito:

http://www.puglianelmondo.com

-COMMISSIONE BILANCIO: APPROVATI QUATTRO EMENDAMENTI

 

In una nota congiunta i deputati Pd eletti all’estero Fedi, Porta, Garavini, La Marca, Farina e Tacconi comunicano l’approvazione di quattro nuovi emendamenti in Commissione Bilancio relativi a settori quali la stampa italiana, corsi di lingua e cultura italiana, camere di commercio italiane e scuole partitarie all’estero.

I quattro nuovi emendamenti approvati dalla Commisione Bilancio della Camera seguono quello precedentemente avallato in merito alla destinazione di 4 milioni derivanti dai 300 euro per la cittadinanza al rafforzamento dei servizi consolari.

Per ulteriori e importanti approfondimenti visitare il sito:

 

FONTE:  http://www.aise.it/eletti-allestero/deputati-pd-estero-altri-4-emendamenti-approvati-in-commissione-bilancio/76088/1/1/1675

 

 

CONVENZIONI

 

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Convenzione con l’Albergo“Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef ….      

 “Torre Brayda ” di Cerignola:  agli amici  dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

 

 Chieti:albergo “antico borgo ”  sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

 

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“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli

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“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it- info@quotidianoarte.it,

Notizie:UN MONDO D'ITALIANI  -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

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               Tel.  3473313583 C.F. 80435210580

             www.aitefnazionale.it  aitef@aitefnazionale.it          

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Ottobre 2016

Consiglio generale dei pugliesi nel mondo: Abbati sollecita i presidenti Emiliano e Loizzo per l’attuazione dell’art. 50 dello statuto.
“I pugliesi nel mondo attendono da tanti anni”

La lettera di Matteo Renzi agli italiani nel mondo: “andate a votare”. VEDI ALLEGATO
Abbati invita il presidente Renzi a introdurre nella nuova legge elettorale il voto elettronico

FAIM, Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo.
Fai aderire la tua associazione per rendere più forti gli italiani all’estero!
Compila la domanda di adesione in allegato.

Il 4 dicembre SI VOTA. Dobbiamo votare tutti. E’ un appuntamento troppo importante che non può essere trascurato.
Per informarTi sulle modifiche, sul sito www.aitefnazionale.it puoi trovare la Costituzione Italiana e la Riforma costituzionale.

“Par condicio emozionale”, importante campagna organizzata insieme ad AEM, UMDI AGORA’, AICCRE Puglia, AIC, FAPI, Fondazione Matteotti.

Dona il 5x 1000 all’Aitef onlus scrivi: il CF. 80435210580 nello spazio relativo al volontariato è il primo in alto destra avrai la tessera Aitef 2016 gratis

NOTIZIE BREVI A CURA DEL DOTT. ANDREA STANO
- REFERENDUM COSTITUZIONALE: AGEVOLAZIONI TARIFFARIE SUI VIAGGI
La circolare n.48 del 4 novembre emanata dalla direzione centrale dei Servizi elettorali del Viminale conferma le previste agevolazioni tariffarie per coloro che, anche dall’estero, viaggeranno verso i propri comuni di iscrizione elettorale per esprimere il proprio voto durante la consultazione referendaria del prossimo 4 dicembre.

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- LEGGE DI STABILITA’ 2017: INCENTIVI PER IL RITORNO DEI “CERVELLI” IN ITALIA

I deputati Pd eletti all’estero Marco Fedi e Fabio Porta annunciano che: “Con la legge di stabilità 2017 il Governo ha deciso di introdurre nuovi incentivi a favore del rientro in Italia dei cosiddetti "cervelli" e dei lavoratori rimpatriati”. L’obiettivo principale sarà quello di favorire il rientro permanente di docenti e ricercatori residenti all’estero.

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- 14ESIMA EROGATA AI PENSIONATI RESIDENTI ALL’ESTERO

La legge di Stabilità per il 2017 stabilisce l’aumento della 14ma (almeno 100 euro in più, una tantum nel mese di luglio) a favore di tutti gli aventi diritto i quali hanno un reddito personale non superiore a una volta e mezzo il trattamento minimo vigente e l’ampliamento degli aventi diritto a coloro i quali fanno valere un reddito tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, anche se a questi ultimi verrà garantita la 14ma ma senza gli aumenti concessi a tutti i pensionati con redditi più bassi (fino a 1,5 volte il trattamento minimo).

- PREMIO INTERNAZIONALE PUGLIESI NEL MONDO
Il premio internazionale pugliesi nel mondo è giunto alla sua VIII° edizione e si terrà nell’autunno del 2017. L’Associazione internazionale “Pugliesi nel Mondo” sprona le amministrazioni comunali a proporre la propria candidatura attraverso una la comunicazione via mail all’indirizzo info@pugliesinelmondo.com. La scadenza è fissata per il 25 novembre 2016.
- PENSIONI IN VENEZUELA

Dal 1° gennaio 2017 il valore delle pensioni venezuelane percepite dai pensionati italiani verrà calcolato in euro al tasso di cambio flessibile DICOM. I circa 3600 pensionati italiani residenti in Venezuela riceveranno, dunque, dall’Inps un’integrazione della loro pensione.

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- SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO

Il Ministero degli Esteri in collaborazione con il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali promuove la settimana della cucina italiana nel mondo. L’appuntamento annuale che valorizza l’enogastronomia italiana all’estero si terrà dal 21 al 27 novembre e prevederà 1361 incontri in 105 paesi del mondo.

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- SUCCESSIONE DEI CITTADINI ITALIANI IN GERMANIA
Il Consolato Generale in collaborazione con ENIT, Comites di Francoforte e studio legale Pastori & Kollegen organizza giovedì 24 novembre una serata informativa sul tema “Successioni di cittadini italiani in Germania” volta a illustrare i cambiamenti nella normativa. L’evento si terrà dalle ore 16 alle ore 18.30 presso la Sala Enit in Barckhausstraße 10. La partecipazione è gratuita ma sarà necessaria la registrazione tramite l’invio di una mail all’indirizzo verzillo@pastori-kollegen.de o telefonando al numero 0699686146035
- PATENTE ITALIANA IN BRASILE

Siglato l’accordo tra Brasile e Italia sul riconoscimento della patente di guida italiana nel paese sudamericano. Gli italiani residenti in Brasile potranno, dunque, convertire la propria patente senza alcun tipo di esame teorico o pratico.
- LONDRA: IL CONSOLATO LANCIA YOUMANITY

Nasce a Londra Youmanity, la nuova associazione per la tutela delle diversità culturali e l’integrazione sociale.

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- SERVIZIO DI CONSULENZA PSICOLOGICA A PARIGI

A Parigi, presso la sede del Patronato Acli Francia in rue Claude Tillier n. 26, è stato avviato un servizio di consulenza psicologica dedicato agli italiani residenti nella capitale francese. Per l’accesso al servizio, che garantisce la dovuta riservatezza, è necessario prenotare un appuntamento tramite mail, all’indirizzo consulenza.psicologica@aclifrance.fr, o telefonando al numero 01 43726529.

- INVESTIMENTI NELLA LINGUA E NELLA CULTURA ITALIANA NEL MONDO
La deputata Pd eletta all’estero Laura Garavini, in un intervento sulla Legge di Bilancio all’esame della Commissione Affari Esteri dichiara: “È la prima volta che un Governo investe così tanto in lingua e cultura italiana nel mondo e nella promozione del sistema paese all'estero. Con i 20 milioni stanziati in legge di bilancio, destinati a crescere a 30 e 50 nei due anni a venire, il Governo conferma con i fatti quell'attenzione che sta puntualmente manifestando nei confronti degli italiani che vivono fuori dai confini dell'Italia”.
VEDI ALLEGATO
- ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI NAPOLI: “PREMIO LETTERATURA”
Sono aperte le iscrizioni per l’edizione numero 32 del Premio “Letteratura, Poesia, narrativa, saggistica”. I brani vincitori verranno inseriti nella rivista “Nuove lettere”.
Si partecipa inviando i propri brani (tre copie, completi di firma, recapito postale, numero di telefono e inidirzzo elettronico) al seguente indirizzo: Istituto Italiano di Culture di Napoli, Premio “Letteratura”, via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”), 80131 Napoli (Italia).
Per ulteriori e importanti approfondimenti visitare il sito internet: www.istitalianodicultura.org o telefonare al numero 0815461662.

CONVENZIONI

Convenzione Aitef con gli alberghi della Travel Roma prenota su www.travelroma.it

 

Convenzione con l’Albergo “Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef ….
“Torre Brayda ” di Cerignola: agli amici dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

Chieti: albergo “ antico borgo ” sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

Segnaliamo:
“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli
Su http:// www.aitefnazionale.it,
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Direzione ROMA VIA TORINO,95, Via Caroncini,19
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Seminario Nazionale

“VIVERE EMOZIONI LIBERE E

PAR CONDICIO EMOZIONALE”

 

Sala Aldo Moro  7 novembre 2016  ROMA

 

PROGRAMMA

 

Ore 10.00 APERTURA DEI LAVORI

On. LauraBoldrini Presidente Camera Deputati

Avv. VirginiaRaggiSindaco di Roma (da confermare)

Dott. NicolaZingarettiPresidente Regione Lazio (da confermare)

 

 

 

Ore 10.15 PRESENTAZIONE CAMPAGNA VELDIRITTO DI EMOZIONE

Dott.ssa Monica PaolaMonaco Presidente nazionale AEM

Dott.ssa MinaCappussi Direttore quotidiano  Un Mondo d’Italiani

Prof. GiuseppeValerio Presidente AICCRE Puglia

CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

 Prof. GiuseppeMoggiaUniversità di Bari

Dai giovani la proposta di un futuro migliore “ZERO PER ORA”

SabinaIadarola e FrancescoMattiaccio

SalvatoreColagiovanni - presentazione della 1^ Isola delle Emozioni

X

Ore 11.40   DIBATTITO

 

Ore 12,15 TAVOLA ROTONDAModera PatriziaAngelini – RAI 1

On. BeatriceLorenzin – Ministro della Salute  da confermare

On.CosimoMaria Ferri – Sottosegretario alla Giustizia

On. PietroFassino –da confermare

On. FrancoNarducci – FAIM (Federazione Associazioni Italiani nel Mondo)

Arch. Pia Petrucci – Presidente nazionale FIDAPA BPW Business Professional Women

Dott.Gian Maria  Fara Presidente EURISPES

 Dott. Salvo Iavarone presidente ASMEF

 

ORE 13.15 Sottoscrizione CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE e consegna attestati alle testate giornalistiche e alle associazioni aderenti.

 

 

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La campagna V.E.L.(Vivi Emozioni Libere) è ideata da Monica Paola Monaco, presidente Nazionale dell’AEM ITALIA (Associazione Emotional Manager) sviluppata in collaborazione con Mina Cappussi, direttore della testata giornalistica UMDI (Un mondo d’Italiani) AICCREPUGLIA (Associazione Italiana Consigli Comuni e Regioni d’Europa), presidente Giuseppe Valerio, AITEF onlus (Associazione Italiana Tutela Emigranti e Famiglie), presidente Giuseppe Abbati,  AIC ( Associazione Italiana Coltivatori) Presidente Giuseppino Santoianni, AEM ONLUS (Associazione per la tutela delle vittime/conseguenze del malessere emozionale), vice presidente Giovanni Mattiaccio, CENTRO STUDI AGORÁ (Associazione di promozione sociale), coordinatrice nazionale Sabina Iadarola,AEM RAIMBOW (Associazione Onlus per la tutela dell’ambiente), presidente Pier Paolo Monaco

 

Aderiscono:

FAPI (Federazione Artigiani Pensionati Italiani) presidente Luigi Sciotto, FONDAZIONE MATTEOTTI onlus, presidente Angelo Sabatini, TSD direttore dott.ssa Elisabetta Giudrinetti.

ASMEF(Associazione Mezzogiorno Futuro) presidente Salvo Iavarone; FIDAPA  BPW (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari e Business Professional Women) Presidente naz Pia Petrucci;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                      

                                 direzione nazionale   RomaVia Torino,95,via Caroncini 19

                        www.aitefnazionale.it  TEL.0039 3473313583      

                        aitef@aitefnazionale.it,        C.F.80435210580

                        socio fondatore della Confederazione Nazionale Emigrazione                     e del Forum delle Associazioni degli Italiani nel mondo ( FAIM )

il presidente

                                                                                    Roma, 11.11.2016  prot.66

            

                                          Al dott. MatteoRenzi Presidente del Consiglio dei Ministri

 

OGGETTO: Referendum

 

 

Caro Presidente e Segretario Pd,

                                                    per fortuna c’è il referendum! Èla prima volta che Ti rivolgi agli Italiani nel mondo. In tantissime altre occasioni c’era la possibilità di citarli e di ricordarsi di loro, ma non lo hai mai fatto, mentre ti do atto che, recandoti all’estero, hai cercato di incontrarli.

 

Non ho capito la polemica che è sorta dopo il tuo invito a votare anche perché ho letto soltanto le anticipazioni di alcuni giornali. Ma, mentre ti scrivo per complimentarmi con Te per questa iniziativa, registro che finora non hai assunto alcun contatto con le associazioni che hanno rapporti con gli Italiani all’estero. Associazioni nazionali in particolare che, in carenza dell’attività delle Regioni, delle ambasciate e del Ministero degli Affari esteri, assolvono la funzione di raccordo, di assistenza e di tutela.

 

Un contatto con le associazioni potrebbe risolvere tanti problemi che affliggono gli italiani all’estero.

Ti ricordo che qualche mese fa si è costituito il FAIM, Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo, che nella riunione costitutiva ha registrato l’adesione di ben 85 associazioni, in Italia e all’estero.

 

Ti ringrazio per l’attenzione e, in attesa di incontrarTi, porgo cordiali saluti.

 

Buon lavoro,

 

Giuseppe Abbati

 

P.s. Ti ringrazio della newsletter, molto utile e interessante.

 

Ottobre 2016

 

Consiglio generale dei pugliesi nel mondo: il presidente Emiliano annuncia l’attuazione dell’art. 50 dello statuto.

 

Il FAIM, Forum delle Associazioni degli Italiani del Mondo, ha deciso di promuovere la quarta Conferenza degli Italiani nel mondo che si proporrà di analizzare le loro condizioni, aspettative, esigenze e diritti.

Fai aderire la tua associazione per rendere più forti gli italiani all’estero!

Compila la domanda di adesione in allegato.

 

Il 4 dicembre SI VOTA. Dobbiamo votare tutti. E’ un appuntamento troppo importante che non può essere trascurato.

Per informarTi sulle modifiche, sul sito www.aitefnazionale.itpuoi trovare la Costituzione Italiana e la Riforma costituzionale

 

APPROVATA RIFORMA DELL’EDITORIA

http://www.camera.it/leg17/522?tema=interventi_per_l_editoria

 

 

“Par condicio emozionale”,  importante campagna organizzata insieme ad AEM, UMDI AGORA’, AICCRE Puglia, AIC, FAPI, Fondazione Matteotti…. Il 7 novembre alle ore 10 si terrà il seminario nazionale a Roma nella sala Aldo Moro della Camera dei Deputati   vedi  programma allegato.

 

 

Dona il 5x 1000 all’Aitef onlus scrivi: il CF.80435210580 nello spazio relativo al volontariato è il primo in alto destra   avrai la tessera Aitef 2016 gratis

 

 

NOTIZIEBREVI A CURA DEL DOTT. ANDREASTANO

-STATI GENERALI DELLA LINGUA ITALIANA DEL MONDO: INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla seconda giornata degli Stati Generali della Lingua italiana nel mondo in corso a Firenze. Mattarella, nel suo lungo intervento, si è concentrato sul glorioso passato dell’Italia che, anziché nascondersi dietro a sentimenti di nostalgia, ha il compito di riproporre la propria immagine e la propria offerta culturale. Il presidente della Repubblica, inoltre, ha riferito dell’importanza della lingua italiana sia all’estero che in Italia e del fondamentale ruolo ricoperto dalle nuove tecnologie di comunicazione.

 

VEDI ALLEGATO

 

 

- REFERENDUM: VOTO PER ITALIANI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO

 

In una circolare emanata dal Ministero dell’Interno è stato riferito che, in merito al voto per corrispondenza degli italiani temporaneamente all’estero, è prevista per i comuni la possibilità di considerare validele opzioni che perverranno entro il trentaduesimo giorno antecedente la votazione, ossia entro il 2 novembre prossimo, anziché l'8 ottobre”. Con la medesima circolare si prega i prefetti di “sensibilizzare le amministrazioni comunali affinché inseriscano nell’homepage del proprio sito un indirizzo di posta elettronica non certificata utile ai fini della trasmissione delle domande medesime”.

 

- AUMENTO DELLA 14ESIMA PER I PENSIONATI ITALIANI ALL’ESTERO NEL 2017

In una nota congiunta i deputati Pd eletti all’estero Marco Fedi e Fabio Porta esprimono la propria soddisfazione in merito all’aumento dell’importo della 14ma (la prestazione erogata “una tantum” nel mese di luglio ai pensionati i quali soddisfano i requisiti richiesti dalla legge) a partire dal 2017 per i pensionati residenti all’estero. Nella nota, inoltre, viene precisato l’aumento della “platea dei beneficiari visto che sarà innalzato il limite di reddito per avere diritto alla prestazione”.

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- DAL 1° FEBBRAIO 2017 DI NUOVO OPERATIVA L’AMBASCIATA IN REPUBBLICA DOMINICANA

Il senatore Vincenzo Cuomo e la deputata eletta Ds-Cd all’estero Fucsia Nissoli in una nota congiunta esprimono il proprio apprezzamento per la riapertura dell’Ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana. Il Governo ha intenzione di procedere alla riapertura dell’ambasciata a partire dal primo febbraio 2017.

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-RAPPORTO MIGRANTES 2016

 

E’ stato presentato l’XI Rapporto degli Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes dal quale emerge il significativo aumento (del 54.9%) della mobilità italiana dal 2006 al 2016. Da poco più di 3 milioni di iscritti all'Aire, si è passati ad oltre 4,8 milioni. La maggior parte delle iscrizioni si registrano soprattutto in Europa (Germania in primis; a seguire Regno Unito, Svizzera e Francia). Il monsignor Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes, alla presentazione del rapporto ha definito il fenomeno migratorio “non transitorio, ma epocale”.

 

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-LINGUA E CULTURA ITALIANA: DI BIAGIO E MICHELONI  INCONTRANO IL MINISTRO GIANNINI

 

In una nota congiunta i senatori eletti all’estero Claudio Micheloni (Pd) e Aldo Di Biagio (Ap), informano del loro incontro col ministro dell’Istruzione Stefania Giannini in merito alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo esternando la propria approvazione sulla “notizia, che riguarda le scuole italiane all’estero, di 50 nuove assunzioni".

 

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-ONLINE IL PORTALE DELLA LINGUA ITALIANA

 

Nasce il portale della lingua italiana: www.linguaitaliana.esteri.it. Il portale, realizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con la collaborazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, è rivolto a tutti coloro che desiderano o necessitano di imparare l’italiano.

 

-COLLABORAZIONE UNIVERSITÀ TUCUMÁN – CAGLIARI: AVVIATO A SAN MIGUEL IL MASTER SOSTENUTO DAI SARDI IN ARGENTINA

Nasce a San Miguel de Tucuman il Master internazionale e-learning di secondo livello in Tecnologie per la Comunicazione, organizzato daUniversidad Nacional de Tucuman eUniversità degli studi di Cagliari nell’ambito dell’accordo di cooperazione sottoscritto dai due Atenei tre anni fa. Il master prevede lezioni in spagnolo e in italiano, durerà nove mesi ed è destinato  a 10 studenti italiani e 10 studenti argentini.
Il corso è stato finanziato dall’Assessorato del Lavoro della Regione Sardegna con il supporto dellaFederazione Sarda in Argentina e delCirculo Sardo del NOA di Tucuman.

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-DEPUTATI PD ESTERO: AGLI STATI GENERALI DELLA LINGUA ITALIANA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RENZI ANNUNCIA FONDI AGGIUNTIVI

Ilpresidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenuto agli Stati Generali della Lingua italiana nel mondo, ha ribadito che nella Legge di Stabilità 2017 sono previsti fondi aggiuntivi per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. In una nota congiunta i deputati Pd eletti all’estero Marco Fedi, Laura Garavini, Gianni Farina, Francesca LaMarca, Alessio Tacconi e Fabio Porta, esprimono la propria soddisfazione sulle dichiarazioni di Matteo Renzi il quale, in passato, aveva già annunciato i suddetti interventi.

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- BUENOS AIRES: RICHIESTA DI RICOLLOCAZIONE DEL MONUMENTO DI CRISTOFORO COLOMBO

 

La legislatrice Gabriela Ocana, sostenuta dalla Comunità italiana in Argentina, ha presentato un progetto di legge con il quale viene richiesta la collocazione della statua di Cristoforo Colombo nel luogo in cui si trovava precedentemente, ovvero nella piazza dietro la sede del governo dove adesso, invece, è presente il monumento di Juana Azurduy.

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-SEA CROWD: L'INNOVATIVA PIATTAFORMA ITALIANA

Nasce la prima piattaforma di crowdfunding in Europa dedicata esclusivamente ai progetti dell’economia del mare (cantieristica, tecnologie subacquee, tutela dell’ambiene marino ecc.). La piattaforma. www.sea-crowd.com, è stata presentata a Parigi.

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- BUENOS AIRES: TEST D’AMMISSIONE DEL POLITECNICO DI TORINO

Il Politecnico di Torino ha organizzato per il prossimo 28 ottobre un test di ammissione nella città di Buenos Aires presso la Scuola Italiana “Cristoforo Colombo”. I corsi di laurea per i quali sarà possibile partecipare al test d’ammissione sono relativi all’Ingegneria, al Design, alla Panificazione territoriale, urbanistica e paesaggisitica-ambientale e alla Comunicazione visiva. L’obiettivo dell’università italiana è quello di attirare studenti stranieri.

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-DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE TRA ITALIA E SANTO DOMINGO

La deputata eletta in Centro e Nord America Fucsia Nissoli (Ds-Cd),in una interpellanza urgente rivolta al ministro degli Esteri Gentiloni, al ministro dell’Economia Padoan e al ministro del lavoro Poletti, ha chiesto un rapido avvio dei negoziati tra Italia e Santo Domingo per evitare le doppie imposizioni fiscali per i pensionati italiani residenti nel paese centroamericano.

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- PENSIONI IN VENEZUELA

Fabio Porta, deputato Pd eletto all’estero, comunica il ripristino della concessione delle prestazioni non contributive erogate in Venezuela a favore dei pensionati italiani residenti nel paese sudamericano.

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- REGIONE TOSCANA: BANDO PER ORGANIZZATORI DI CORSI DI FORMAZIONE

È aperto fino al 28 ottobre il bando della Regione Toscana rivolto agli organizzatori di corsi formativi all’interno delle borse “Mario Olla”. E’ previsto un numero minimo di sette borsisti. Per ulteriori e importanti approfondimenti visitare il sito:

http://www.toscaninelmondo.org/opportunita-detail/it/58

- BANDO“S’ILLUMINA” PER AUTORI, ESECUTORI E INTERPRETI UNDER 35

Sono cinque i bandi rivolti ad aziende, enti e associazioni che presentino un progetto a sostegno di autori, esecutori ed interpreti under 35.

Per ulteriori e importanti approfondimenti visitare il sito:

 www.sillumina.it.

 

CONVENZIONI

 

Convenzione Aitef con gli alberghi  della Travel Roma prenota su www.travelroma.it

 

 
 

Convenzione con l’Albergo“Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef ….      

 “Torre Brayda ” di Cerignola:  agli amici  dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

 

 Chieti:albergo “antico borgo ”  sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

 

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

 

Segnaliamo:

“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli

Suhttp://www.aitefnazionale.it,

“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it- info@quotidianoarte.it,

Notizie:UN MONDO D'ITALIANI  -- ITALIAN INTERNATIONAL DAILY MAGAZINE su: www.unmondoditaliani.com,

 "IlSudEst"il giornale on line realizzatocon il contributo volontario ed appassionato di tanti giovani intellettuali, tutti caratterizzati dal comune ed insopprimibile bisogno di libertà, è soprattutto uno strumento, una leva per sollevare il mondo che ci circonda, visita il sito www.ilsudest.it.

          

 

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               Tel.  3473313583 C.F. 80435210580

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                     aitefpuglia@libero.it,abbatip@libero.it, socio fondatore della

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                   Forum Associazioni Italiani nel mondo( FAIM )

 

                                      


FEDERAZIONE REGIONALE ONLUS PUGLIA
Via Marco Partipilo, 61 70124 Bari
Tel. Fax. 080 5216124
www.aitefnazionale.it, e-mail: aitefpuglia@libero.it


Il segretario regionale

Prot: 10 Bari 28.09.16


Al dott. Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia
e p.c. Al dott. Mario Loizzo, Presidente Consiglio Regione Puglia

Oggetto: Consiglio Generale Pugliesi nel mondo
 

Caro Presidente Emiliano,

ho ascoltato il Tuo intervento alla riunione del Consiglio regionale dei pugliesi nel mondo e l’affermazione di attuare l’art. 50 dello Statuto. In fondo si tratta di un piccolo riconoscimento a coloro che, lontani dalla Puglia, operano senza ottenere nulla, anzi sono trascurati, dimenticati e certamente non trattati da cittadini. Eppure sono una grande risorsa da utilizzare con saggezza.
Certo, bisogna risparmiare e può essere opportuno non effettuare il rinnovo del Consiglio; utilizzare le nuove tecnologie rappresenta, infatti, un modo facile per rinnovare senza spendere nulla. Pertanto, bisogna convocare le assemblee continentali invitando gli elettori a votare col sistema elettronico.
Viceversa le associazioni pugliesi devono incontrarsi e rinnovare la propria rappresentanza.
Colgo l’occasione per invitarTi ad esaminare la possibilità di rivedere la legge elettorale come più volte da Te annunciato prevedendo il voto elettronico. Non credo sia il caso di illustrarTi i vantaggi di tale procedura. In Italia da anni commettiamo l’abuso di chiedere agli italiani residenti all’estero di inoltrare istanza al Ministero per votare.
Infine Ti invito a valutare la possibilità di modificare ampiamente la legge 23/00, ormai diventata il libro dei sogni: tante promesse e illusioni ormai da tempo non attuate.

Cordiali saluti,

Giuseppe Abbati


 


Ottobre 2016

Consiglio generale dei pugliesi nel mondo: il presidente Emiliano annuncia l’attuazione dell’art. 50 dello statuto.
Vedi lettera di Abbati e documento finale

Costituito il FAIM: Forum delle Associazioni Italiane del Mondo. Fai aderire la tua associazione per rendere più forti gli italiani all’estero!
Compila la domanda di adesione in allegato.

Referendum il 4 dicembre: come possono votare gli Italiani residenti all’estero.
Vedi allegato

“Par condicio emozionale”, importante campagna organizzata insieme ad AEM, UMDI AGORA’, AICCRE Puglia, AIC, FAPI, Fondazione Matteotti …. Il 7 novembre alle ore 10 si terrà il seminario nazionale a Roma nella sala Aldo Moro della Camera dei deputati vedi allegato.


Bandi di concorso:
Vedi allegati


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NOTIZIE BREVI A CURA DEL DOTT. ANDREA STANO


- SESTA EDIZIONE DELL’ITALIAN WIDE & FOOD A LONDRA

L’evento, che favorirà i rapporti tra produttori enogastronimici italiani e il Regno Unito, avrà luogo il 17 novembre, dale ore 10 alle ore 18, presso il Church House Conference Centre a Westminster.

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- STATI GENERALI DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO

La Farnesina ha convocato gli Stati generali della lingua italiana nel mondo a Firenze. L’appuntamento è previsto per il 17 e 18 ottobre.

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- GUATEMALA INVESTMENT SUMMIT 2016

L’evento, organizzato dalla Camera dell’Industria in Guatemala e dal Ministero dell’Economia, si terrà il 9 e 10 novembre. Il Guatemala investment summit nasce con l’obiettivo di favorire la competitività della regione grazie alla partecipazione di oltre 250 investitori stranieri e la promozione di nuovi investimenti.

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- ESENZIONE DI PAGAMENTO IMU E TASI PER PENSIONATI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO

Il deputato Pd Laura Garavini, in occasione dell’audizione del responsabile della finanza locale dell'Anci, Guido Castelli, presso il Comitato per gli italiani all'estero e la promozione del sistema Paese, comunica con soddisfazione la possibilità, attraverso un’autocertificazione che attesti la percezione di pensione straniera, da parte dei pensionati italiani residenti all’estero, di essere esentati dal pagamento Imu e Tasi per gli immobili di proprietà in Italia.


- UE: REGISTRO PER LA TRASPARENZA

La Commissione europea ha proposto un registro per la trasparenza obbligatorio esteso a tutte e tre le istituzioni dell’UE: Parlamento europeo, Consiglio e Commissione. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza sugli impegni legislativi dell’Unione europea.

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- LONDRA: TORNA IL PROGETTO PRIMO APPRODO

Il progetto avviato dal Consolato generale d’Italia a Londra è rivolto ai giovani italiani appena arrivati nella capitale londinese.

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CONVENZIONI

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Convenzione con l’Albergo “Terra nobile” di Bari sconti e promozioni ai soci e amici dell’Aitef ….
“Torre Brayda ” di Cerignola: agli amici dell’Aitef ed agli Italiani nel mondo è riservato un trattamento particolare.

Chieti: albergo “ antico borgo ” sconti per gli Italiani all’estero ed i soci AITEF

Fiuggi Fonte: Silva Hotel Splendid, per soggiorni di 7 notti a giugno, luglio e settembre, particolari trattamenti

Segnaliamo:
“ cucina… e dintorni " di Lucia Tardelli
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“QuotidianoArte” il giornale del patrimonio culturale www.quotidianoarte.it - info@quotidianoarte.it,
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Direzione ROMA VIA TORINO,95, Via Caroncini,19
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Consulta Nazionale Emigrazione (CNE) e del
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                        ONLUS                                

                                                                                            

 

 

 

CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

“DIRITTO DI EMOZIONE” e “PAR CONDICIO EMOZIONALE

 

 

PREMESSA

Il presente Codice stabilisce:

- il riconoscimento del valore fondamentale della salute, intesa come benessere bio-psico-sociale della persona con i suoi diritti inviolabili, che devono essere non solo garantiti, ma anche sviluppati, aiutando ogni essere umano a superare quelle condizioni negative che impediscono il pieno sviluppo della propria personalità;

- l'impegno nei confronti dell’umanità è proteggere la salute di tutti  e  delle Donne  in particolare in quanto sono più sensibili alla pressione emotiva e alladiscriminazione, con l’affermazione del DIRITTO DI EMOZIONE e della PAR CONDICIO EMOZIONALE.

CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE

I firmatari riconoscono il Diritto di Emozione, volto al rispetto della salute e del benessere dei Cittadini, per sancire la Libertà di Emozione quale principio universale.

Il Cittadino è titolare del diritto a Vivere Emozioni Libere (V.E.L.), ad una imparziale informazione attraverso la pubblicazione di notizie che abbiano valenza emotiva paritaria, in grado di evocare uguali stati d’animo.

Nei confronti del pubblico (lettore-ascoltatore) la responsabilità della “Par Condicio Emozionale” dei messaggi è imputata prevalentemente - ciascuno per la propria area di interesse - alle diverse categorie professionali delle comunicazioni di massa.

Primo dovere è quello di sottoporre ai fruitori della comunicazione un egual numero di notizie positive e negative.

 

Il lettore non dovrà essere condizionatoinconsapevolmente - relativamente al proprio stato emotivo, senza che gli sia offerta l’opportunità di scegliere.

 

Il lettore/spettatore dovrà essere posto nella condizione di riconoscere con facilità quali notizie, servizi o altre informazioni, siano emotivamente dannosi per il proprio benessere bio-psico-sociale e per il proprio equilibrio e quali, al contrario, quelli positivi. Lo stato emotivo evocato da un articolo giornalistico o da un servizio televisivo/programma radiofonico, deve essere riconoscibile dal lettore/spettatore/ascoltatore, il quale deve poter compensare il malessere suscitato da notizie negative, trovando sul medesimo giornale/programma televisivo/agenzia, altrettante notizie positive di impatto emotivo diametralmente opposto.

 

Il lettore/spettatore dovrà percepire chiaramente che nel mondo accadono cose positive e negative, e che il peso spropositato delle notizie negative risponde a mere ragioni di mercato e non già alla realtà dei fatti, e che è libero di scegliere a quali eventi far riferimento senza che emozioni e pensieri vengano manipolati e indirizzati verso quelle notizie che creano malessere e peggioramento dello stato di salute. 

L’informazione pubblica istituzionale dovrà evidenziare in egual modo fatti, eventi, notizie e riflessioni, che gratifichino ed evochino stati d’animo positivi, rispetto a quei fatti/eventi/notizie in grado di suscitare stati d’animo negativi.  

Al fine di favorire la diffusione del “Diritto di Emozione” e della conseguente “Par Condicio Emozionale” con la sottoscrizione del presente Codice si regolamenta il sistema di informazione/comunicazione sostenendo:

  1. la distinzione netta delle differenti forme (positiva e negativa) di Informazione;
  2. di tutelare la salute dei Cittadini e assicurare la  diffusione del Codice VEL.

L’OMS ha definito la SALUTE come lo stato di completo benessere fisico-psichico-sociale dell’individuo; la diffusione sproporzionata di notizie negative crea una riduzione del benessere e della salute.

L’ONU, nel primo articolo della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” del 10 dicembre 1948 nel ribadire che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” sostiene che “essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Ma la libertà emotiva dell’uomo e la coscienza menzionata nella Dichiarazione non sono tutelati laddove non è garantita una parità di informazione.

Uno stato di depressione psicologica generalizzato, il proliferare delle dipendenze e la perdita di motivazione dei giovani e delle popolazioni occidentali, possono leggersi come una conseguenza della perdita di consapevolezza del “bello che c’è nel mondo”.

I firmatari invitano i giornalisti,anche quelli on-line, web information, multimedia, gli addetti alla pubblicità ed alle relazioni pubbliche ad adottare   il presente regolamento quale strumento indispensabile per assicurare la parità e di diritto di emozione, trasparenza e correttezza nella comunicazione di massa e per rispettare la salute e il benessere dei cittadini.

In forza dei principi enunciati si conviene quanto segue:

a) la pubblicazione/divulgazione di notizie negative deve prevedere la contestuale diffusione di notizie positive di pari valenza Emotiva.

b)  gli stati devono incoraggiare lo sviluppo di Codici di Comportamento affinché le persone siano protette da informazioni e messaggi multimediali dannosi al loro benessere psico-fisico-emozionale. Essi sono invitati ad assumere appropriate misure legislative, amministrative, sociali ed educative per proteggere le persone da qualsiasi forma di violenza emozionale e psicologica derivante dall’abuso di informazioni negative, che fanno audience, ma danneggiano o limitano fortemente il Diritto di Emozione.

c) la valenza emotiva e il tipo di messaggio devono essere immediatamente riconoscibili; la collocazione spaziale delle notizie in grado di suscitare emozioni contrastanti deve essere opportunamente segnalata e distinta, a seconda del tipo di messaggio, di natura positiva o negativa.

Le organizzazioni firmatarie sono consapevoli che il malessere emozionale sfocia spesso in un consumismo compulsivo che produce un maggiore inquinamento (Vedi le “isole di immondizia” nate nell’Oceano Pacifico); pertanto si invitano le organizzazioni del settore a sostenere la campagna VEL.

Stesso invito va rivolto a tutti i cittadini.

Le organizzazioni promotrici della campagna V.E.L costituiscono un Comitato permanente.

La campagna di sensibilizzazione è ideata da Monica Paola Monaco, Presidente Nazionale dell’AEM ITALIA (Associazione Emotional Manager) e sviluppata in collaborazione con Mina Cappussi, Direttore della testata giornalistica UMDI (Un mondo di Italiani) e promossa da l’AITEF ONLUS (Associazione Italiana tutela Emigranti e Famiglie), presidente Giuseppe Abbati, AICCRE (Associazione Italiana Consigli Comuni e Regioni d’Europa), presidente Giuseppe Valerio , AEM ONLUS (Associazione per la tutela delle vittime/conseguenze del malessere Emozionale) vice Presidente Giovanni Mattiaccio, CENTRO STUDI AGORA’ (Associazione di promozione sociale), coordinatrice nazionale Sabina Iadarola, MATESE ARCOBALENO (Associazione Onlus per la tutela dell’ambiente) Presidente Pier Paolo Monaco.